Senigallia Bene Comune: 'Riaprire con la massima urgenza il collegamento tra il fiume Misa e la darsena'

05/09/2015 - “Riaprire con la massima urgenza il collegamento tra il fiume Misa e la darsena e realizzarne altri ai lati del vecchio porto canale al fine di aumentarne la portata di smaltimento delle ondate di piena del fiume Misa”.

E’ quanto chiede il consigliere comunale di ‘Senigallia Bene Comune’ Giorgio Sartini, con l’appoggio di tutta la lista, al sindaco Maurizio Mangialardi ed alla sua giunta attraverso la mozione ‘Mancato adempimento delle prescrizioni del Ministero competente in relazione ai lavori di ristrutturazione e miglioramento del porto turistico’ inviata al presidente del Consiglio Comunale affinchè venga inserita nell’ordine del giorno della prossima seduta del consiglio comunale.

Chiudere lo sbocco verso la darsena, durante i lavori al Porto, con una decisione non prevista nel progetto iniziale, è stato un errore- annuncia il consigliere Giorgio Sartini con l’appoggio dell’ingegnere Vito Macchia- Il mantenimento dell’apertura di collegamento tra il fiume e la darsena avrebbe costituito una naturale cassa di espansione e, come tale, idonea a ridurre i picchi di piena del fiume”.

Infatti, secondo Senigallia Bene Comune, “in occasione degli eventi alluvionali del 3 maggio 2014 si è avuta un’esondazione diretta del fiume Misa sulla sponda destra, in corrispondenza del punto dove si sarebbe dovuta realizzare la porta mobile Vinciana ed il 10-15% dell’ondata di piena del Misa sarebbe potuto passare nel passaggio preesistente”.

Ma, “ipotizzando che verso la darsena potesse andare solo il 5% della massa d’acqua in arrivo- sottolinea l’ingegnere Giuseppe Fornarolie tenendo conto che sotto i ponti cittadini possono passare 675 mc/sec, è evidente che ogni minuto sarebbero potuti andare verso la darsena 2.025 mc di acqua. Un volume corrispondente a quello di 6 appartamenti di oltre 100 mq. In due ore, il tempo medio delle ultime tragiche piene, si sarebbe trattato di un volume pari a 720 appartamenti di oltre 100 mq dove vivono 4 persone ognuno, per cui sembrerebbe che possano essere coinvolti 2.880 cittadini circa. Dato però che il costruito è solo una parte dell’ambiente cittadino, diciamo un quinto, si tratta di un coinvolgimento, nel caso della chiusura indebita della darsena, di circa 576 persone”.

Pertanto- conclude la lista Senigallia Bene Comune che chiederà l’intervento della Procura, della Corte dei Conti e del Prefetto- si tratta di una differenza cospicua di potenziali vittime fra le persone che abitano nel centro storico, che possono essere coinvolte o no da future alluvioni a seconda che la piena trovi o no sbocchi laterali nel tratto finale del vecchio porto canale. Ed è quindi evidente che non solo è colpevole la chiusura dell’esistente sbocco naturale ma che è auspicabile la riapertura di questo e la realizzazione di altri sbocchi laterali, su entrambi i lati del vecchio porto canale per aumentare la portata di smaltimento delle future ondate di piena”.



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La mozione integrale...

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Allegato 1...

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Allegato 3...

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Allegato 4...

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Allegato 5...

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Allegato 6...





Questo è un articolo pubblicato il 05-09-2015 alle 15:53 sul giornale del 07 settembre 2015 - 2216 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, Sudani Alice Scarpini, articolo, Senigallia Bene Comune

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Premettendo che gli ingegneri(piu' che altro gli accedemici) dovrebbero giocare al piu' con le lego evitando di fare i danni in giro come e' nella loro natura, l'affermazione "tenendo conto che sotto i ponti cittadini possono passare 675 mc/sec, è evidente che ogni minuto sarebbero potuti andare verso la darsena 2.025 mc di acqua." non si capiesce bene, e soprattutto non ho capito su che base si affida il parametro di morfometria dato che qui leggo mc/sec senza il metro di riferimento implicito(ammesso che ne esista uno). Un'altra cosa: le statistiche essenziali per calcolare l'afflusso meteorico mensile sono andate a farsi benedire, stessa cosa per quanto riguarda le previsioncine meteoro(il)logiche dettate da qualche "stregone"(consenguenza non trascurabile dato che parliamo di un sistema aperto). Io lo so benissimo che voi ingegneri date per scontato il lavoro dei fisici(60%) e dei matematici(30%), ma tra dire una cosa a meta'(fore anche meno di meta') e sparare una minchiata ci manca pochissimo su certi argomenti.

Come ho scritto tante volte, il problema è a monte non a valle.
Se si riuscisse a regimentare le acque, con un bel fosso scolmatore munito di chiuse prima della confluenza Misa-Nevola, allora la quantità d'acqua che arriva a valle, anche includendo gli affluenti minori (fossi) sarebbe minore. Questo fosso scolmatore, dovrebbe essere ubicato tra Casine di Ostra fino a Passo Ripe. Non credo alle vasche di espansione, per una loro capacità limitata. A parte che si andrebbe a rovinare da un punto di vista agricolo, una pianura molto fertile. Leonardo Maria Conti

Sono d'accordo che il problema è a monte e non a valle (anche se a valle si potrebbero finalmente togliere le piantagioni di canne e dragare il fondo del fiume), ma tra Casine di Ostra e Passo Ripe guarda caso c'è una zona industriale...... non credo che sia il posto migliore per fare uno scolmatore......
Le vasche di espansione ci sarebbero già, basta allargare l'alveo dei fiumi e abbassarne il letto (a Passo Ripe è quasi al livello della Corinaldese). Qualche chilometro di lunghezza per qualche metro in più di sede fluviale fanno ottenere una bella vasca di espansione.

Con riferimento ai commenti precedenti:
l'articolo della Signora Sudani Scarpini è una brevissima sintesi della conferenza stampa tenuta domenica 6 settembre 2015 e durata quasi un'ora; le difficoltà di comprensione da parte di alcuni dei commentatori sono legate anche al fatto che interventi di circa dieci minuti sono stati sintetizzati in pochissime righe, saltando diverse considerazioni e passaggi essenziali.
In ogni caso, il tema del mio intervento non era quello di presentare proposte generali ed omnicomprensive per la sistemazione dell'intero bacino fluviale del Misa e del Nevola: per questo tema, rimando chi fosse interessato a documentarsi sugli studi da me effettuati negli ultimi 40 anni; il mio intervento di domenica scorsa riguardava esclusivamente la valutazione della quantità d'acqua in più che la foce del fiume avrebbe potuto smaltire se non fosse stata chiusa l'apertura verso la darsena.
Che ci siano anche altre problematiche da risolvere ("a monte") è sicuramente condivisibile; in questo contesto, però, queste osservazioni (alcune delle quali anonime) sono completamente fuori tema.
Arnaldo Giuseppe Fornaroli

Fornaroli quindi lei e' disponibile per ricevermi in ufficio per farmi vedere i dettagli tecnici che non mi sono chiari?