Brignone sulle trivellazioni, 'Auspico una partecipazione ampia e condivisa alla campagna referendaria'

beatrice brignone 24/08/2015 - Bene ha fatto la Regione Marche a stigmatizzare la contrarietà alle trivellazioni nel Mare Adriatico; male, però, sottovalutare le conseguenze delle due nuove piattaforme che nei prossimi mesi produrranno otto nuovi pozzi e 15 chilometri di nuove tubazioni.

La questione è infatti molto seria e pare alquanto superficiale giustificarla, o addirittura tentare di “metterci una pietra sopra”, con la precisazione che le trivellazioni, al largo della costa marchigiana, sono effettuate da decenni, nonché autorizzare da governi precedenti.

Occorre, prima di tutto, precisare che  i rischi messi in luce dalla  comunità tecnico-scientifica non fanno distinzioni tra petrolio e gas metano, ma riguardano l’estrazione di idrocarburi in sé. Il che significa che è l’attività di perforazione , ovvero proprio l’uso delle trivelle, ad essere estremamente pericolosa.

Non a caso, è bene ricordare che il mare Adriatico ha caratteristiche ambientali e geografiche simili a un grande lago, e che qualsiasi attività estrattiva è a contatto diretto con le coste, ovvero con un microcosmo ambientale, naturalistico, antropico, che  ne subisce profonde conseguenze.

Trivellare di più, anche se solo per estrarre gas metano, e indifferentemente dal fatto che sia stato  autorizzato da precedenti governi, vuol dire mettere ancora più a rischio l’ecosistema, la biodiversità,  per non parlare del fenomeno della subsidenza che può causare l’aumento di erosione delle nostre spiagge o addirittura eventi sismici. Il tutto, ovviamente, con risultati gravissimi per il turismo e per la pesca, ovvero con le due maggiori attività economiche cui è legato il nostro mare.

Che poi il presidente Ceriscoli ribadisca, coerentemente a quanto detto in campagna elettorale, il suo “No” allo Sblocca Italia per quanto riguarda le trivellazioni nel mare della nostra Regione, non può che renderci orgogliosi di aver lanciato, a livello nazionale, una campagna referendaria contro le trivellazioni in mare e il carattere strategico delle grandi opere. Un orgoglio che, d’altra parte, trova conferma nelle prese di posizioni di queste ore da parte di Sindaci, Consigli Comunali, Associazioni ambientaliste, Comitati e gruppi di cittadini.

Per questa ragione, auspico una partecipazione ampia e condivisa alla nostra campagna referendaria: una campagna che il Movimento POSSIBILE ha lanciato senza, però, alcuna pretesa di primogenitura, affinché tutti i  cittadini possano “contare” di fronte al rischio cui lo SBLOCCA ITALIA mette il nostro mare e la nostra bellissima regione Marche.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-08-2015 alle 16:10 sul giornale del 25 agosto 2015 - 617 letture

In questo articolo si parla di politica, beatrice brignone

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Alberto Orioli

24 agosto, 18:43
<<Il che significa che è l’attività di perforazione , ovvero proprio l’uso delle trivelle, ad essere estremamente pericolosa.>>

Ecco un buon motivo per opporsi anche alle recenti concessioni a terra... come le istanze di Monte Porzio e Recanati.

Teniamoci informati...
https://www.facebook.com/pages/Trivelle-ZeroMarche/1591106147844080


Ciao.

Luigi Alberto Weiss

25 agosto, 19:33
Finalmente la voce dell'onorevole Brignone! Spero però che riesca ad essere davvero critica sulle scelte do Regione e Governo, non proprio aderenti agli impegni con gli elettori. Come su questa storia delle trivelle, a mare o a terra che siano. Le associazioni ad esempio (Italia Nostra, WWF, Lupus in fabula, No Tubo ecc.) sono sufficientemente chiare sulla questione.




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