Tanta gente al Duomo per l'ultimo saluto a Zamboni. L'autopsia, 'Soffriva d'insufficienza epatica'

alessandro zamboni 15/08/2015 - Duomo pieno venerdì pomeriggio per l’ultimo saluto al 46enne Alessandro Zamboni, il titolare dell'Enoforum al Foro Annonario trovato senza vita, riverso accanto al suo scooter in un lago di sangue, giovedì mattina in via Smirne.

Il barista, che nella notte tra mercoledì e giovedì è stato vittima di un doppio incidente (prima sulla provinciale Arceviese, all'altezza della frazione di Bettolelle, dove è uscito di strada in sella al suo scooter ed avrebbe sbattuto contro uno spigolo appuntito che gli ha procurato una profonda ferita alla gola tanto che in un primo momento era stato ipotizzato l’accoltellamento, rifiutando le cure dei sanitari del 118, e poi all’altezza del Megà), è morto per dissanguamento.

Un decesso, secondo quanto emerso dall’autopsia, accelerato dall’insufficienza epatica di cui soffriva Zamboni e dal fatto che nessuno lo abbia notato, una volta giunto sotto la propria abitazione, prima delle 7 quando ormai era troppo tardi. Infatti, da quanto emerso dagli accertamenti del medico legale, la ferita alla gola non sarebbe stata mortale.Ora si attendono i risultati degli esami tossicologici, per i quali serviranno circa 60 giorni. Intanto la Procura ha archiviato il caso come incidente. Sul posto erano intervenuti i carabinieri ed il pm Rosario Lionello.

Al funerale, tenutosi venerdì c'erano tanti amici e conoscenti a dare l'ultimo saluto al "Re Leone", come simpaticamente lo chiamavano per via dei suoi ricci. Il feretro di Zamboni era partito nel primo pomeriggio dalla camera mortuaria dell’ospedale regionale di Torrette, dove era trasferito fin da giovedì, poco dopo il ritrovamento. Alle 16 il feretro ha fatto ingresso in Duomo per la messa solenne celebrata dal parroco don Giancarlo Cicetti. Grande amante e intenditore di vino, il Alessandro è stato ricordato per le sue più grandi passioni, come sottolineato dalla cugina Lucia Simoncioni nel suo intervento durante la messa, “la Roma e il vino. Quelle passioni che aveva continuato a coltivare nella città che lo aveva adottato e dove in poco era riuscito a circondarsi di amici”. Quegli stessi amici che ieri hanno lasciato scritte proprio sulla “Magica Roma” sul portone di ingresso dell’Enoforum. Commovente anche il ricordo del fratello Claudio che ha ringraziato “tutta la città per aver accolto Alessandro” e si è detto felice e al tempo stesso commosso e stupito “per le tante testimonianze di affetto ricevute in nome di Alessandro”. 

Presente, a nome dell’Amministrazione e anche come amico personale, l’assessore Gennaro Campanile, lo chef Moreno Cedroni e praticamente tutti i colleghi di Alessandro. Quelli del Foro Annonario, tempio della movida nel centro storico. Con i titolari e i ragazzi che lavorano al Caffè Ghinelli, all’Antica Macelleria Canestrati, al Matis e anche gli esercenti vicini all’Enoforum con cui Alessandro spesso si fermava per una battuta, magari prima di aprire il locale. Quello stesso locale davanti alla cui soglia fin da giovedì sono stati lasciati fiori in ricordo di Alessandro. Per tutti, una frase con cui i familiari hanno voluto ricordare per sempre Alessandro: “Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai, ti volterai senza vedermi ma io sarò lì”. Dopo le esequie la salma è stata tumulata in forma privata al cimitero delle Grazie. 





Questo è un articolo pubblicato il 15-08-2015 alle 14:10 sul giornale del 17 agosto 2015 - 5619 letture

In questo articolo si parla di cronaca, Sudani Alice Scarpini, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/ancM

Leggi gli altri articoli della rubrica fatti tragici