I fotografi del Summer Jamboree 'fotografati' nel libro di Alfonso Napolitano

10/08/2015 - La comunità dei fotografi che popola il Summer Jamboree sta accogliendo con grande interesse il libro di Alfonso Napolitano, già in libreria, che racconta per immagini la loro maratona 2012/13/14 tra suoni e celebrità.

Nel settore del libro fotografico Alfonso Napolitano è già un nome affermato, avendo  realizzato i libri fotografici che avevano raccontato la nascita di In Teatro, il festival teatrale di Polverigi, che nel suo settore appartiene già alla storia. "Vivere il Summer di Senigallia" premette Alfonso Napolitano"  è un’esperienza da fare. Ma viverlo dietro le quinte e con un pass da fotografo accreditato diventa un’esperienza interessante e carica di significati umani e sociali.

La possibilità di avere un contatto ravvicinato con il mondo musicale e non, di un’organizzazione che fa della spensieratezza e dell’immagine il suo punto di forza, è per un fotografo una vera palestra di vita dove muoversi con macchina a tracolla e obiettivi pronti a darsi il cambio tra loro (esigenze che nascono dal contesto dell’evento). Questo sia se si è sotto il palco dei musicanti, sia se si percorrono le strade della città piene di folla in abito “da cerimonia” (abiti ed acconciature rigorosamente anni ‘40/‘50), sia se si è su di una immensa spiaggia alla festa hawaiana, sia infine se si è pigiati in un locale alla moda a fermare negli scatti le sinuose forme e gli accattivanti atteggiamenti delle ballerine del burlesque". Il 2013, poi, è stato un anno particolare: la partecipazione delle persone alla XIV Summer Jamboree, Festival Internazionale di Musica e Cultura dell’America anni ’40 e ’50, a Senigallia è stata in numero sempre maggiore, la qualità degli artisti che si sono esibiti (Duane Eddy al Foro Annonario), la mostra per “l’uomo in nero” Johnny Cash e Grace Hall, la regina del Burlesque italiano, hanno animato splendidamente la manifestazione.

L’evento, riversa nelle strade di Senigallia, in una nove giorni unica, anni Cinquanta, protagonisti e pubblico rapiti dalla musica e dai balli, tutti soddisfatti in abbigliamento vintage anni Cinquanta. Al tutto fanno da corollario auto d’epoca, acconciature retrò, make up, tatoos e cibo in stile rock and roll. Ma la mia attenzione di fotografo in questi anni è stata particolare; mi hanno colpito nell’immaginario personale le movenze e la frenetica partecipazione all’evento dei miei “colleghi” armati di ogni sorta di macchine fotografica. Ognuno conscio che la propria fosse la migliore per tale “lavoro”, ognuno pronto, nei momenti di pausa, a scambiare esperienze e modalità di scatto con un interlocutore a volte interessato, tal’altra non attento, perché comunque la macchina fotografica che pendendo dal suo collo e che accarezzava quasi con tenerezza, era la migliore. E poi la saggezza di usare un obiettivo piuttosto che un altro, la luminosità, il diaframma e così via. E pensare che oggi con le macchine digitali non è difficile fare fotografia il difficile è riconoscerlo.  Ma queste sono convinzioni che possono essere non condivise, ma vengono da chi è nato e cresciuto con le  macchine analogiche, trafficando con rullini da 12, 24 o 36 fotogrammi. La mia Mamiya 6x7 Professional, ogni tanto me lo ricorda.

"Al di là di tutte le disquisizioni sulla fotografia mi resta questa positiva esperienza estiva" conclude Alfonso Napolitano" e spero che i colleghi si riconoscano nei loro atteggiamenti e nel loro modo di fare fotografia, fisicamente e con passione. Ho cercato solo, e non me ne voglia nessuno, di rubare ad ognuno un po’ di anima".







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-08-2015 alle 17:48 sul giornale del 11 agosto 2015 - 749 letture

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