Fenomeno Jamboree, gli operatori: 'Un evento fondamentale'

10/08/2015 - Il Summer Jamboree è l’evento trainante dell’economia turistica cittadina ed operatori e categorie economiche lo promuovono a pieni voti. L’edizione record di quest’anno del Festival della musica e della cultura dell’America degli anni ’40 e ’50 ha portato a Senigallia qualcosa come 400 mila presenze in nove giorni per un indotto economico di circa 2 milioni e mezzo di euro.

Alberghi in sold out, ristoranti e bar stracolmi, negozi del centro pieni. Insomma il Jamboree è sempre più, in tempi di crisi, una manna dal cielo. Per non parlare dell’eco mediatica che da tempo ha superato i confini nazionali. Anche se i portafoglio sono sempre più leggeri a causa della crisi e i consumi restano ancora contratti, sicuramente durante il Jamboree i commercianti hanno registrato, chi più chi meno, un aumento del fatturato.

“Io adoro il Summer Jamboree già di per è come manifestazione e se aggiungiamo l’indotto che provoca, direi che è uno spettacolo –commenta entusiasta Max Frezza del centralissimo Bicchia Caffè- quest’anno il divertimento si è svolto senza intoppi, gente educata, zero eccessi. Abbiamo lavorato molto e il giro della clientela aumenta tantissimo. Abbiamo lavorato bene sia con i tavoli in sala che al bancone. Direi che sono soddisfatto”. “Siamo andati sicuramente bene –fa eco Andrea Pelosi dell’Antica Macelleria Canestrari del Foro Annonario- ce ne fossero si manifestazioni così, l’ideale sarebbe averne almeno tre all’anno. Il vero problema è che i tasca ci sono meno soldi e quindi si spende di meno ma questo non dipende certo dal Jamboree. Dobbiamo trarre il massimo dei benefici da eventi così”.

Anche sei commercianti e operatori turistici non si sbilanciano sui numeri ufficiali, i primi calcoli stimati dalle associazioni di categoria parlano di un raddoppio degli introiti. Soprattutto per le attività del centro. “Il Summer Jamboree ha risvolti economici fondamentali –conferma Giacomo Cicconi Massi di Confartigianato- Le attività, soprattutto quelle della ristorazione e le attività ricettive, durante il festival aumentano il fatturato di almeno il 50%. Non possiamo più fare a meno di questo evento”. "C'è stata tantissima gente, ben oltre la metà del solito -fa eco Giacomo Bramucci della Casa del Costume- certamente non tutte le visite si sono trasformate in vendite ma certamente il Summer Jamboree rappresenta un'ottima vetrina per questa città".

Per aumentare ulteriormente gli incassi gli operatori turistici propongono anche un “cambio” data, concentrando il Jamboree nel periodo delle ferie in modo che i turisti restino in città tutta la settimana e non prevalentemente durante il week end. “Rispetto al solito ho lavorato circa un 30% in più –afferma Cecilia Mazzaferri dell’Antica Trattoria Da Marion- anche se si può fare di più perchè iniziare il 31 luglio fa perdere qualcosa. L’ideale sarebbe incentrare il Summer in due week end di agosto quando la maggior parte della gente è in ferie. In questo modo i turisti restano”. In effetti i picchi di presenze, anche negli alberghi, si sono registrati nel fine settimana. “Le strutture ricettive in questa settimana hanno tutte lavorato –aggiunge Marco Manfredi titolare dell’hotel Bel Sit e portavoce degli albergatori- si è lavorato molto bene nel fine settimana ma c’è stato da fare anche durante la settimana e i turisti del Summer si sono mescolati a quelli del balneare”.





Questo è un articolo pubblicato il 10-08-2015 alle 23:55 sul giornale del 11 agosto 2015 - 996 letture

In questo articolo si parla di giulia mancinelli

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Vorrei fare una domanda agli operatori: Fermo restando la validità dell'evento, spostarlo nel mese di luglio, periodo di alta stagione ma povero di eventi, a parte la notte della Rotonda, notte rosa e bianca, danneggerebbe gli stessi oppure incentiverebbe il periodo?
Agosto, mese di ferie per eccellenza, anche in assenza di eventi importanti ha sempre riempito alberghi, campeggi etc.
Grazie a chi vorrà rispondere.
Leonardo Maria Conti




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