Al Musinf incontro con Emanuela Sforza, la fotografa preferita da Maurice Béjart

07/08/2015 - Le sue foto raccontano la poesia e la dinamica della danza di grandi stelle come Luciana Savignano, Paolo Bortoluzzi, Carolyn Carlson, Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Marga Nativo, Jorge Donn, Daniel Lommel, Marcia Haydée, Antonio Gades.

 Tutte stelle nate per la danza. Un firmamento che Emanuela Sforza ha saputo interpretare attraverso la magia della camera oscura, del bianco- nero e dei sali d'argento. Nella presentazione alla mostra di Emanuela Sforza, che si apre il 6 agosto, ore 21,30, al Museo Nori de’ Nobili, Carlo Emanuele Bugatti, direttore del Museo comunale d'arte moderna di Senigallia, ricorda: “La produzione fotografica di Emanuela Sforza, che meglio conosco è quella ritrattistica perchè avevo seguito le fasi di ideazione e preparazione del bellissimo libro, che Silvana Amati, al tempo presidente del Consiglio regionale delle Marche, aveva voluto dedicare al lavoro delle donne.

Mi è poi capitato di aver seguito sin dall'inizio Emanuela Sforza nel suo progetto di fotografare i grandi protagonisti delle arti visive marchigiane del '900, da Ciarrocchi a Trubbiani a Tulli. Di queste foto di Emanuela Sforza il Musinf conserva una bellissima suite. Inoltre tra le memorie emozionanti annovero quella di essere stato a Roma con Emanuela alla presentazione del volume celebrativo dei sessanta anni del diritto di voto alle donne, che la Sforza con i suoi scatti aveva contribuito a realizzare per la Camera dei Deputati. Come avevo conosciuto Emanuela Sforza? Ricordo che a mettermi in contatto con Emanuela Sforza era stato un comune amico, il pittore e critico d'Arte Paolo Zauli, che al tempo dirigeva una galleria d'arte a Bologna. Zauli sapeva che mi incuriosiva vivamente il fatto che Emanuela Sforza fosse addirittura divenuta, in virtù della sua bravura, la fotografa preferita da Maurice Béjart. "Ti ho detto" mi aveva telefonato Zauli un giorno "che Emanuela Sforza vive e lavora qui a Bologna, ma devi sapere anche che viene spessissimo a Senigallia per incontrare la madre. Dunque ci vedremo presto da te a Senigallia".

Per me, che dirigo il Museo di Senigallia, si capisce bene come sia un dovere di ufficio conoscere, studiare, documentare l'opera degli artisti della Città, che hanno raggiunto fama e prestigio. Come tutti sanno nel campo della fotografia questi artisti non sono pochi e non sono di valore secondario: da Cavalli a Giacomelli, da Ferroni a Cicconi Massi ad altri. Tra gli altri, certo Emanuela Sforza, essendo anche lei nata a Serra de’ Conti non lontano da Senigallia. Si tratta di una fotografa che ha sempre coltivato la passione per il teatro ed il teatro di danza in particolare. Ha al suo attivo oltre cento mostre di rilievo nazionale ed internazionale, riconoscimenti, pubblicazioni, premi. La sua prima grande mostra, dedicata a 'Cinderella', con Luciana Savignano e Paolo Bortoluzzi interprete e coreografo, risale al 1977. Fu allestita alla Scala, in occasione del Bicentenario del teatro. Altre sue memorabili mostre sono state allestite a Palazzo Re Enzo di Bologna, all’Istituto di Cultura Italiana di Stoccarda, al Teatro dell’Opera del Reno di Duisburg, al Festival Photographique du Trégor in Bretagna e a Toronto in Canada. Ha Collaborato con la RAI per la rassegna 'Nati per la Danza'. Nel 1986 ha vinto il Premio Positano.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-08-2015 alle 08:36 sul giornale del 08 agosto 2015 - 1201 letture

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