Ostra: il passaggio del fronte e quella memorabile partita a calcio

prima guerra mondiale 03/08/2015 - Lutti, uccisioni, violenze, ma anche inedite situazioni generate dal dramma della guerra. In questi giorni, nella calda estate del 1944, avveniva la liberazione di Senigallia e del suo entroterra. A Ostra il 26 luglio i polacchi entravano in paese ponendo fine a lunghi mesi di occupazione militare.

Dai racconti e dalle memorie scaturite dal progetto O. St. Ra. (Ostra Storie Racconti), ma anche dalle narrazioni che i cittadini volontariamente hanno condiviso, emerge da un lato una immagine singolare di un paese quasi tranquillo fino al gennaio 1944, dove, con l’uccisione di un ufficiale tedesco sarebbero cominciate violenze che si sono protratte per mesi, con l’eccidio dei tre partigiani Brutti, Galassi, Maggini, giustiziati sotto le mura dopo sommario processo, è anche grazie al sacrificio ti tanti come loro che fu conquistata la libertà. Una scia di sangue che tuttavia non si è fermata poiché mesi dopo si è verificata una rappresaglia nella quale hanno perso la vita diverse persone, tra le quali l’allora parroco don Nazzareno Pettinelli, vicende che ancora fanno discutere. Ma da narrazioni più circostanziate, emergono storie diverse, che danno un quadro tutt’altro che tranquillo di Ostra durante il ventennio, quindi, evidentemente, prima dell’occupazione tedesca: le violenze non sono cominciate certo nel 1944. C’è il racconto di un ragazzetto che, incautamente, fece una pernacchia ad un gerarca fascista, rimediando per questo un pesante pestaggio.

C’è la storia di una persona legata ad un palo e lasciate crudelmente al sole per ore ad arrostire, per punire atteggiamenti ritenuti non in linea col regime. In questo modo è maturata una sorta di assuefazione alla violenza, che consente di capire meglio i fatti del 1944, un anno definito non a torto “funestassimo” da un autore locale. Ma ci sono altri fatti apparentemente marginali, che però danno l’idea dei tempi. Ad Ostra, come in tanti altri posti, c’erano molti sfollati da Ancona, persone che avevano dovuto abbandonare in fretta le proprie case, danneggiate o distrutte dai pesantissimi bombardamenti che hanno colpito il capoluogo sin dall’ottobre 1943, persone in pericolo che si sono rifugiate in un piccolo paese apparentemente più tranquillo. Tra questi il senigalliese Alfredo Diotallevi e il varesino Luigi Torti, forse solo i più informati tra gli appassionati di calcio ricordano questi nomi: sono giocatori dell’Anconitana, che hanno giocato qualche anno prima nel Venezia, allora squadra di primissimo piano, vantando tra i compagni di squadra il grande Valentino Mazzola, secondo alcuni il miglior calciatore italiano di tutti i tempi. Grandi campioni che mai avrebbero calcato questi campi polverosi di provincia senza il turbine della guerra che ha determinato al sospensione dei campionati nazionali.

Ma a qualcuno viene un’idea: organizzare una partita amichevole tra Ostra e Corinaldo, con la presenza di questi campioni i cui nomi campeggiavano nelle cronache del giornale dello sport del lunedì mattina. Una partita memorabile per certi aspetti, un brandello di spensieratezza nella tenaglia pesante dei bombardamenti, sotto la tetra cappa dell’occupazione e della miseria incombente. Tanti tifosi ostrensi in trasfera a Corinaldo, campioni al fianco di dilettanti, campanilismo tra comuni vicini che trova una inedita occasione di rivincita. Non si sa il risultato finale della partita, se qualcuno lo ricorda sarebbe bello rievocarlo, chissà se qualcuno che l’ha vista è ancora in mezzo a noi ed è in grado di raccontare? Se i giocatori fossero ancora in vita sarebbero vecchissimi, ma avrebbero belle storie da raccontare. A suggellare la giornata c’è però il triste ricordo di una sparatoria che si è innescata nei pressi del campo a fine partita, non se ne ricordano i motivi, forse i militari tedeschi si sono insospettiti di fronte a questo assembramento. Oppure è stata l’occasione per regolamenti di conti che nulla avevano a che fare con l’evento sportivo. Chissà quanti gol ha segnato Diotallevi, chissà se qualcuno gli ha chiesto che effetto faceva giocare con Valentino Mazzola, in quell’ora e mezza sottratta ad un incubo finito, per Ostra, in quel caldo 26 luglio del 1944.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-08-2015 alle 08:33 sul giornale del 04 agosto 2015 - 859 letture

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