Scuola: a rischio il tempo pieno a Scapezzano, la rabbia dei genitori

30/07/2015 - La Scuola Primaria Montessoriana di Scapezzano è un progetto educativo in continua crescita. Decine di famiglie ed un gruppo di insegnanti motivate hanno sostenuto la sua nascita, con attività volontarie, entusiasmo e partecipazione.

Anno dopo anno le adesioni sono cresciute, e tante famiglie di Scapezzano, Roncitelli, Senigallia e addirittura dai comuni vicini sono arrivate attratte da un metodo educativo efficace, da una comunità locale e scolastica accogliente ed umana. Putroppo i limiti di spazio dell’edificio non hanno permesso di accogliere tutte le richieste ma anche in questo senso i genitori ed i rappresentanti hanno fatto proposte concrete al Comune ed alla Direzione Scolastica per aumentare gli spazi disponibili per la Scuola dell’Infanzia e la Primaria Montessoriana in modo da sostenere l’offerta formativa.

Così durante lo scorso anno scolastico 2014/2015 per la prima volta la scuola ha concluso un ciclo con tutte e cinque le classi complete e grazie all’impegno di un gruppo di genitori e dei rappresentanti di istituto ha ottenuto a Novembre 2014 l’impegno da parte della dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Nardiello e della preside dell’Istituto Senigallia Nord Principi di attivare per quest’anno 2015/2016 il tempo pieno per la nuova classe prima. Nel Piano dell’Offerta Formativa della scuola è infatti previsto già da 5 anni un tempo scuola che consenta la piena applicazione del metodo, che preveda di “lasciare ad ogni bambino la possibilità di soffermarsi su ogni argomento per tutto il tempo che ritiene necessario” e utilizzare “il materiale strutturato finchè ne ha bisogno” per la “conquista dell'autonomia individuale” un tempo pieno appunto, in linea con le leggi nazionali e con le altre scuole ad indirizzo Montessoriano.

Oggi i genitori della futura prima elementare hanno ricevuto la doccia fredda dalla Dirigente Scolastica che in cinque righe ci dice che il tempo pieno non verrà attivato per mancanza di organico. Non ci stiamo. L’Ufficio Scolastico Provinciale, contattato la scorsa settimana da un rappresentante dei genitori del nostro Istituto ha assicurato la disponibilità supplementare per il nuovo anno di 10 ore di organico di fatto e 3 ore di organico di diritto che sommate alle 27 ore già disponibili rappresentano le 40 ore che permettono l’avvio del tempo pieno. Perché questo la dirigente Principi non lo dice? Perché ha deciso comunque di non avviare il tempo pieno? Quale è la posizione rispetto a questa importante esperienza educativa della scuola Montessoriana del Sindaco Mangialardi e dell’Assessore Bucari? Inoltre non possiamo accettare in silenzio che i tagli imposti dal governo sul bilancio della scuola pubblica provochino la riduzione del diritto allo studio per i nostri figli.

Sappiamo che la situazione è critica in tutta la Regione ma questo non significa che dobbiamo accettare il fatto compiuto. Organizzeremo quindi questo venerdi 31 Luglio una assemblea tra rappresentanti di Istituto e genitori per discutere le prossime azioni per sostenere il progetto del tempo pieno a Scapezzano e difendere la scuola pubblica in tutta Senigallia.
 

I rappresentanti dei genitori della scuola primaria di Scapezzano – Istituto Comprensivo Senigallia Nord

 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-07-2015 alle 09:44 sul giornale del 31 luglio 2015 - 1862 letture

In questo articolo si parla di scuola, attualità

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Luigi Alberto Weiss

30 luglio, 09:49
Sono i primi effetti della "buona scuola", bellezza!

Sono un'insegnante di scuola primaria da 24 anni.
Scusate se mi permetto di esternare alcune considerazioni che forse alcuni riterranno discutibili. Nel corso della mia carriera scolastica si sono susseguite riforme che noi docenti abbiamo accolto in maniera critica, poiché elaborate da chi nella scuola probabilmente(voglio lasciare il beneficio del dubbio!)non aveva mai messo piede, riforme carenti di fondamenti pedagogici importanti e soprattutto sottoposte al "dictat" del Ministro dell'economia di turno. Ora, noi docenti abbiamo sempre reagito, purtroppo con esiti poco confortanti. Ma l'appoggio della società, e prioritariamente dei genitori dei nostri alunni, se non in sporadici casi (ricordo la Riforma Gelmini che aveva generato il costituirsi di comitati cittadini) come e quando si sono manifestati? L'opinione pubblica è convinta che tali riforme penalizzino solo i docenti: NON E' VERO. Chi maggiormente è e sarà penalizzato anche dalla Buona Scuola ( provo ripugnanza nello scrivere queste due parole!) sono i nostri e i vostri figli poiché la scuola, delegata a garantire uguaglianza e a promuovere il pieno sviluppo della persona, se privata di mezzi e risorse umane, non sarà mai in grado di assolvere a questo ruolo. Un consiglio: rileggete la Costituzione, fate tesoro dell' esperienza di Don Milani e della scuola di Barbiana e, soprattutto, leggete i testi delle riforme. E proviamo ad agire in sinergia.

Con tutto il rispetto per quanto esternato dalla sig.ra Francesca G. credo che il problema "scuola - insegnamento – apprendimento - competenza" sia molto più complesso. Negli anni in cui mia figlia ha frequentato le scuole e poi l'università ho assistito ad un continuo abbassamento del livello di preparazione degli alunni rispetto a quando, ahimè, il sottoscritto frequentava la scuola e l’università. L’impreparazione dei nostri figli è stata stigmatizzata dall’ISTAT: non sanno fare di conto e non sanno leggere e, lei mi insegna, che chi non sa leggere non capisce il significato di quello che legge!! O sbaglio? Le pongo una domanda: a cosa è dovuto questo? Penso che abbia modo di verificare come molti adulti, anche insegnanti, non sappiano leggere e scrivere. Voglio toccare alcuni argomenti che mi sono cari. Lei conosce bene la realtà della scuola o, come tutti, fa finta di non sapere? Ad esempio quanti insegnanti fanno anche una altra attività nel pomeriggio? Molti. Quanti insegnanti fanno ripetizione? Molti. Tralascio alcune considerazioni circa le ripetizioni esentasse. Si parla sempre di stipendi non in linea con quelli europei: perché non si parla mai del livello di preparazione degli insegnanti e, soprattutto, della loro attitudine all’insegnamento? Questo argomento è un tabù. Da parte dei docenti c’è sempre un sollevamento di scudi come se tutti fossero preparati, ma sappiamo bene che ciò non è assolutamente vero!!! Mi risulta che negli istituti superiori laureati in geologia insegnino matematica e, pensi, che mia figlia venti anni orsono, ha avuto come insegnate di matematica una laureata in farmacia. Lei mi sa dire “che c’azzecca”? Tralascio ogni commento. C’è poi un problema di fondo: non si boccia più nessuno! Come mai? Tutti fenomeni? Non è vero. Lei sa bene, perché mi è stato riferito più volte da suoi colleghi, che se un insegnante, coscientemente e giudiziosamente, se non vuole promuovere un alunno si trova a dover fronteggiare tutti gli altri colleghi a tal punto di dover sdoganare il “somaro”. Le sembra un atteggiamento normale? E che dire di genitori che vanno a piatire la promozione del proprio pargolo pretendendo voti alti? Non ne ha mai sentito parlare? E che dire ancora di ragazzi che anziché essere bocciati vengono recuperati abbassando i voti a quelli più bravi? Potrei continuare a lungo raccontandole quello che accade nei consigli di istituto dove i rappresentanti dei genitori rappresentano se stessi e il proprio figlio anziché la classe intera. Nella scuola come nella società il “leccaculismo” impera!!! (mi perdoni il termine) Nella scuola, che è parte fondante della nostra società, accade ahimè quello che succede in tutti gli altri settori della vita sociale vale a dire un costante abbassamento del livello di preparazione e competenza di quei soggetti, che poi ricoprono anche incarichi di responsabilità. Quello che è sorprendente e che, in Italia, quando qualcuno cerca di fare entrare nella testa delle persone che il mondo sta cambiando velocissimamente, la reazione dei lavoratori di ogni categoria è quella dell’arroccamento a difesa del proprio status quo. Mi dia cortesemente una risposta. Ho scritto queste poche righe non per fare sterili polemiche, ma per suscitare in chi mi legge una attenta riflessione sul mondo della scuola che, torno a ripetere, è un pilastro della nostra società.

Per pretendere una risposta da qualcuno, ci vorrebbe almeno l'educazione di presentarsi con il proprio nome e cognome.
Per fare del bene agli studenti, i voti, andrebbero aboliti proprio, così come le bocciature.
Le menti migliori, quelle che hanno fatto la storia del progresso scientifico e umanistico, spesso a scuola prendevano "brutti voti".

Mi scusi, sig. Enea Bartolini, anche chi ha postato lo scritto al quale mi sono riferito non ha declinato le proprie generalità. O mi sbaglio? Ma Lei vuole commentare il contenuto o sapere da chi proviene? Commenti il contenuto se ha la capacità di farlo. Per quanto riguarda l'eliminazione del voto e delle bocciature mi sembra veramente assurdo: come si fa a valutare la capacità di apprendimento di un individuo? Nonostante la mia età partecipo a corsi di aggiornamento professionale, a pagamento, al termine dei quali devo sostenere un esame scritto ed orale. E se non so nulla mi mandano a casa. Se Lei pensa che tutti siano nati imparati la lascio tranquillamente cullare nei suoi sogni.

Provo ad esaudire la sua richiesta di una risposta, anche se il mio precedente commento mi sembra poco attinente al suo. Su certi aspetti aspetti da lei citati, e se mi conoscesse personalmente, riscontrerebbe un buon livello di condivisione su ciò che lei sostiene. Condivido pienamente, anche se ripeto, non era di questo che intendevo parlare, che il problema "scuola-insegnamento-apprendimento-competenze " è complesso, forse anche più di quanto lei immagini (mi scusi, ma non so in quale settore lavorativo operi). E' vero certi docenti non sono adeguatamente preparati o, più diffusamente, capaci di rapportarsi ai ragazzi in modo empatico, atteggiamento fondamentale per motivarli all'apprendimento (ma negli altri settori? E dei nostri politici ne vogliamo parlare?). Altrettanti però lo sono e affrontano il lavoro con professionalità, autocritica e voglia di migliorarsi. Io stessa, lo scorso anno, e non ero di certo l'unica, ho frequentato un Master universitario ( a mie spese!) con tanto di esami e tesi conclusiva). Non sempre, però, anche gli insegnanti più qualificati e motivati riescono a porre in atto le loro competenze nel migliore dei modi possibili. Si è chiesto perché? Prendiamo una classe eterogenea come tante in cui un docente opera: il sostegno ,che dovrebbe a volte garantire la copertura totale dell'orario scolastico, è ridotto a 11/12 ore; ci sono poi gli alunni DSA ( i dislessici, per intenderci) per i quali viene formalizzato un percorso personalizzato che prevede strumenti compensativi e dispensativi, seguito dai docenti di classe; aggiungiamo i BES (bambini con bisogni educativi speciali) per i quali ovviamente la programmazione va ugualmente personalizzata. Ecco: questa è la realtà quotidiana in cui operiamo. Ogni riforma scolastica taglia mezzi e risorse umane. Veniamo alla valutazione dei docenti: le sembra ragionevole che un Dirigente Scolastico (DDL Renzi-Giannini), visto anche il malcostume che, come anche lei afferma,ha intaccato anche la scuola, possa formulare da solo un giudizio obiettivo sull'operato di un docente? Personalmente ritengo che se la valutazione fosse "seria e oggettiva" e affidata almeno ad una commissione non ci sarebbero grossi timori. Ma non deve riguardare solo noi docenti. E i dirigenti? Non dovrebbe riguardare anche loro? Mi fermo qui. I problemi che lei ha citato, mi creda, li conosco tutti: sono anche una madre che cerca di partecipare attivamente alla vita scolastica dei figli, cercando però il dialogo anche per affrontare problemi spinosi. Per concludere: concordo con lei: è ora di mettere in atto una profonda riflessione sul mondo della scuola.

Signor o signora Cassandra, il contentuto del suo primo commento lascia trasparire solo livore e cattiveria, prima contro la categoria degli insegnanti, a suo avviso unici colpevoli del decadimento dell'istruzione scolastica nel nostro paese, poi contro quegli alunni che secondo lei andrebbero bocciati e puniti per la loro somaraggine, piuttosto che aiutati a recuperare le loro lacune e i loro ritardi di apprendimento.
Si può giudicare dei ragazzini delle scuole elementari o medie, bambini o appena adolescenti, con dei semplici voti numerici? L'umiliazione della bocciatura aiuterà questi ragazzini a capire e migliorare il loro livello di apprendimento o piuttosto li precipiterà ancora più in basso? L'idea di un sistema punitivo, piuttosto che educativo, questo è quello che rovina il nostro paese, si punta il dito sempre contro la categoria più vulnerabile, in questo caso gli insegnanti e gli studenti, in altri gli operai, ma ci si guarda bene dal giudicare e colpire chi questo sistema di cose malfunzionanti lo ha creato.
Il sistema di insegnamento Montessoriano, che per fortuna, anche se con molto ritardo, sta iniziando a far breccia anche nelle nostre scuole, è quanto di più giusto, avanzato e umanamente tollerabile in materia di insegnamento e educazione scolastica.

Cara "la Cassandra" qui l'unicA che da per scontato che bisogna "valutare" un alunno e' lei. Se vuole valutare un alunno non e' strettamente necessario fargli fare dei compiti scolastici; ci sono test "cognitivi" che danno una buona approssimazione di quello che potrebbe essere definito "andare bene a scuola". Per quanto riguarda la scuola elementare/media/superiore a mio parere quello che fa il 99% degli istituti e' tutta 'fuffa' che non porta al ragionamento vero e proprio... basta guardare come si insegna la matematica e mi viene quasi da vomitare.

Ringrazio per la risposta francesca.g. Che ci sia anche una responsabilità dei dirigenti scolastici è vero. Ma è anche vero che nella P.A. c'è un dirigente che controlla l'operato dei suoi dipendenti. Quello che mi sorprende è la riluttanza da parte degli insegnanti ad essere assogettati a questa regola, con tutte le complicazioni ed i limiti del caso. E' pur vero che anche i dirigenti scolastici devono essere sottoposti a rigidi controlli sul loro operato. In Italia l'annoso problema è quello di chi controlla il controllore!!!!!




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