Reticoli sui cieli senigalliesi: esplode il dibattito sulle scie chimiche

27/07/2015 - Nella mattinata di lunedì il cielo limpido e terso sopra Senigallia è apparso ricoperto da un reticolo di scie bianche, come quelle lasciate dagli aerei.

Il fenomeno, per altro non nuovo neanche sulla spiaggia di velluto, ha scatenato il dibattito, tanto controverso quanto contestato dai Governi ufficiali, sulle presunte scie chimiche. Secondo i sostenitori di questa teoria, "le scie di condensazione visibili nell'atmosfera terrestre rilasciate dagli aerei non sarebbero scie di vapore acqueo, ma sarebbero composte anche da agenti chimici o biologici, spruzzati in volo per mezzo di ipotetiche apparecchiature montate sui velivoli, per finalità non meglio precisate".

Il Governi, gli Usa in primis ma anche quello italiano, hanno sempre negato questa ipotesi ma il dubbio, soprattutto tra i cittadini, resta. La comunità scientifica avverte anche di non confondere "il presunto rilascio di scie chimiche con la tecnica detta cloud seeding (inseminazione delle nubi), che consiste nello spargere nuclei di condensazione nelle nubi per stimolare le precipitazioni piovose, tecnica che però ha sempre fornito scarsi effetti e che oggi nel mondo viene quindi poco utilizzata".







Questo è un articolo pubblicato il 27-07-2015 alle 20:31 sul giornale del 28 luglio 2015 - 2635 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, articolo

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michele carotti

27 luglio, 23:54
Giornata fiacca a senigallia per far uscire una "notizia" del genere.rn"composte anche da agenti chimici o biologici, spruzzati in volo per mezzo di ipotetiche apparecchiature montate sui velivoli, per finalità non meglio precisate"....praticamente il nulla....bah

Io, nel dubbio, darei la colpa al sindaco.

Commento modificato il 28 luglio 2015

Internet semina questa storia delle scie chimiche da meno di 10 anni.
Ma sempre internet ha fotografie e storie di bombardieri americani della seconda guerra mondiale e guerra di Corea che rilasciavano abbondanti scie di condensazione per via dei nuovi motori.
Molti giustificano le scie chimiche con i cambiamenti climatici e l'incidenza di tumori e le malattie dell'alimentazione. In realtà non serve guardare tanto in alto per cercare i colpevoli, basta guardare l'inquinamento atmosferico generato dalle auto e dalle fabbriche per vedere come queste attività sono milioni di volte più serie e catastrofiche di qualsiasi tipo di scia chimica si voglia fantasticare.
Non ci credete? Chiedete ai cittadini di Pechino, che per giorni interi non vedevano il sole a causa dello smog. Chiedete ai governi nord europei che pensano di bandire i motori diesel. Chiedete a chi ha condotto tests che hanno dimostrato una incidenza maggiore di aria inquinata per chi sta dentro un auto rispetto ai pedoni che percorrono la stessa strada.
L'atmosfera è unica per tutti, gli inquinanti emessi da una parte arrivano dappertutto, basta ricordare la nube di Chernobil o anche solo le polveri eruttate dai vulcani.

Purtroppo i peggiori nemici dei "complottisti" sono i "complottisti stessi". Di tutta questa storia sicuramente qualcosa su cui indagare c'è, lasciano da parte esagerazioni e fobie. Per chi si vuole fare un'idea (con tanto di documentazione di approfondimento), consiglio questo articolo:
http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=94233
"Geoingegneria: il clima di Teller-Stranamore. Altro che scie chimiche. SRM: Solar Radiation Management. Cosa succede sopra le nostre teste e perché dobbiamo fermarli. "

"....non parleremo più di "scie chimiche".

Parleremo invece di geoingegneria.
Per due motivi: perché questo è il termine che viene usato negli ambienti accademici e specialistici. Il che ci consente di ridurre l'area della confusione.
E perché, in tal modo, costringeremo i debunkers e i gatekeepers a compulsare qualche testo successivo a Galileo Galilei. Contro il quale, sia detto per inciso, noi non nutriamo alcun sospetto. Ci piace anzi moltissimo il suo aforisma sulla "sensata esperientia et certa demonstratione". Non ci piace invece l'uso di Galilei in veste di alter ego di Aristotele.

Prima d'incamminarci sulla strada assai poco illuminata della geoingegneria diamo un'occhiata al CDM, acronimo Clean Development Mechanism, espressione coniata per descrivere un artificio economico consistente nel consentire a produttori irresponsabili di gas ad effetto serra di comprare diritti di emissione degli stessi gas da venditori più o meno virtuosi di quei diritti (cioè paesi e compagnie che ne producono di meno, o addirittura ne assorbono determinate quantità).
Il CDM fu un effetto dei negoziati di Kyoto, che furono siglati dopo che gravi e molto ben motivati allarmi degli scienziati di tutto il mondo fecero emergere la realtà: che il riscaldamento climatico alla superficie della Terra era il prodotto delle attività umane. Lasciamo stare qui le cause, per non perdere il filo del discorso: quello che è certo è che il CDM non ha funzionato. Il riscaldamento climatico procede, si accelera anzi, a ritmi che, fino a pochi anni fa erano ritenuti impensabili, e ci avvicina a catastrofi ambientali di cui si sa con certezza che saranno gigantesche, ma di cui nessuno è in grado di misurare la portata, la frequenza e i luoghi in cui si verificheranno.
Nel frattempo il trattato di Kyoto è scaduto, nel 2012, e nessun trattato sostitutivo è stato siglato. Cioè siamo in balia delle forze dei mercati che, come dovrebbe ormai essere evidente, sono totalmente irresponsabili e non hanno alcun meccanismo regolatore, o mitigatore, della loro irresponsabilità."