Autocarro si ribalta sull'Arceviese a Bettolelle, muore la titolare dei tendaggi Filipponi

vigili del fuoco 24/07/2015 - Tragico indicende sulla provinciale ‘Arceviese’ nel territorio di Bettolelle dove attorno alle 10:30 di venerdì un autocarro, a causa di un avvallamento della sede stradale, si è ribaltato terminando contro un’auto in transito nella corsia opposta.

Infatti il mezzo pesante di una ditta del pesarese in transito sulla provinciale in direzione Senigallia-Ostra, condotto dal 61enne N.P., perdendo aderenza con l’asfalto si è ribaltato su un fianco all’altezza del Km 6+600, all'altezza di Bettolelle, occupando entrambe le carreggiate.

Proprio in quel momento, nella corsia opposta, stava sopraggiungendo una Opel Astra che non ha potuto far niente per evitare l’impatto. L’auto è stata così sbalzata violentemente nel campo adiacente.

La 66enne Fiorella Ferro, che si trovava alla guida dell’auto, è rimasta incastrata nelle lamiere tanto che per estrarla è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco di Senigallia. Una volta estratta la donna, rimasta ferita gravemente, è stata affidata alle cure dei sanitari del 118 che l’hanno accompagnata in ospedale dove però è deceduta poche ore dopo. Illeso ma sotto choc invece il 61enne alla guida del mezzo pesante.

Sul posto, allertati dagli automobilisti che hanno assistito al violento incidente e prestato i primi soccorsi, oltre i Vigili del Fuoco ed i sanitari del 118 e della Croce Verde di Ostra, sono intervenuti i Carabinieri, la Polizia Stradale e la Polizia Municipale che ha provveduto a chiudere la strada. Data la violenza dell’impatto è stata allertata l’eliambulanza.

La vittima era molto conosciuta nella zona in quanto titolare, insieme al marito, del negozio Tende e Tendaggi Filipponi, situato proprio lungo l'arceviese a Bettolelle.





Questo è un articolo pubblicato il 24-07-2015 alle 14:35 sul giornale del 25 luglio 2015 - 9713 letture

In questo articolo si parla di cronaca, polizia municipale, vigili del fuoco, carabinieri, polizia stradale, ambulanza, incidente stradale, 118, Sudani Alice Scarpini, articolo, betolelle

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Ora che un autocarro si ribalta, per un avvallamento dell'asfalto (Si tratta di una buca profonda almeno mezzo metro e lunga qualche metro?), perdendo addirittura "aderenza con l'asfalto", mi sembra abbastanza assurdo, a meno che quella voragine non sia apparsa improvvisamente sotto le ruote del camion, altrimenti tutti i camion, auto e soprattutto moto passati precedentemente in quel punto avrebbero dovuto fare la stessa fine.
Fate i dovuti accertamenti, ma fateli bene, perché la povera signora Fiorella non rimanga l'ennesima vittima della strada senza giustizia.

Non è una buca. È un avvallamento che si è creato da qualche tempo, pericolosissimo.
L'unica cosa che èstata fatta èstata mettere due cartelli 50 metri prima. Ora, come succede sempre in Italia, a disastro avvenuto qualcuno prenderà provvedimenti e riparerà quella frana. Resta l'amaro in bocca solamente per il fatto che quella di oggi era una morte annunciata..... Poteva capitare a chiunque passasse di lì. Era solo questione di tempo.

barbara principi

25 luglio, 07:33
Abito nella frazione di Bettolelle quindi immaginate lo chock per la notizia che ieri ha sconvolto l'intera comunità. E' quasi un anno che l'avvallamento c'è e dopo tante telefonate alla provincia all'anas non è cambiato nulla a parte il fatto di aver apposto dei cartelli che avvertivano di andare a 30 km all'ora, ma come bene sappiamo nessuno li rispetta considerando che anche all'interno dei centri abitati c'è il limite dei 50 ma per me che abito proprio sull'arceviese vi assicuro che camion e macchine li superano abbondantemente. Proprio ieri parlando con alcuni abitanti della frazione abbiamo deciso di voler affrontare l'argomento chiedendo un incontro con chi di dovere e se riusciamo uniti con le altre frazioni che si trovano sulla strada arceviese vorremmo riuscire a non far passare più i mezzi pesanti superiori ad una certa portata. Secondo noi la cosa sarebbe fattibile con l'aiuto di tutti, apponendo cartelli più visibili alla rotatoria dei pompieri per indicare le zone industriali di brugnetto e casine e apponendo anche un cartello di divieto di transito per i mezzi pesanti all'inizio di borgo bicchia, considerando che la strada che è stata costruita dopo brugnetto all'altezza della Villa delle cento finestre doveva servire proprio per quel motivo, (soldi spesi bene ma utilizzati male), visto che i camionisti ancora transitano per l'arceviese e girano al centro di bettolelle dove c'è un incrocio che porta proprio verso la zona industriale di brugnetto e vi assicuro che quando fanno manovra ogni volta è un pericolo, per chi vi abita e per chi vi transita. Speriamo di riuscire in questa folle impresa che sicuramente non verrà ascoltata ma intanto ci avremo provato.

Luigi Alberto Weiss

25 luglio, 09:23
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Direi che la signora principi ha centrato pienamente la questione.

I tir vanno vietati, laddove possibile, nei centri abitati e su strade inappropriate.

A cos'è servita la famigerata variante brugnetto - pianello se i tir passano dove vogliono?

L'italia è assurda.

I mezzi commerciali pagano pochissimo bollo, se confrontate con le auto, e considerando potenza, massa e usura dell'asfalto.

Spesso se ne fregano completamente delle basi del codice della strada (velocità, distanza di sicurezza, precedenza, sorpasso, mano da tenere nelle curve e negli incroci).

Logica vorrebbe che tutti i mezzi commerciali che non pagano il bollo "normale" (ovvero tutti i veicoli con massa oltre le 3.5 t, quantomeno) siano costretti a percorrere strade appropriate.

Le rotatorie sono sfondate a causa del carico che si appoggia sulle ruote esterne dei tir, le strade sono sfondate (e non certo a causa delle biciclette), ma i mezzi commerciali passano ovunque.

Se è vero (e sicuramente non sono in grado di contestare, dato che non sono passato per quella strada) che il limite in corrispondenza dell'avvallamento, è di 30 non si capisce perchè il tir si sia adagiato su di un fianco.

Chi usa i mezzi, in italia, anche la "signora" (si fa per dire) che stamattina voleva la precedenza in bici sulle strisce pedonali), deve imparare il rispetto della legge.

Dieci morti al giorno, tutti i giorni dell'anno, la dicono lunga sul fatto che non sia cosi.

L'incidente, orribile per quanto ampiamente prevedibile, è soltanto una naturale conseguenza del modo di guidare della maggior parte degli italiani.

Weiss, lo sa che la strada è provinciale??? Concordo con la signora Principi, che ha posto questioni e soluzioni fattibili. E per favore basta con polemiche sterili che non portano a nulla.

Polemica sterile? Una persona morta, per la negligenza di qualcun altro, i mezzi pesanti, che sono molto più pericolosi e difficili da controllare rispetto ad un auto in caso di sbandata, hanno già in genere dei limiti più restrittivi rispetto alle auto, poi se mettiamo che quell'avvallamento è segnalato con 2 cartelli che indicano un limite di 30 km/h, posso capire se ci passi con un auto (che non va bene comunque) anche a 50 km/h, ma ecco che se lo fai con un mezzo pesante, le cose cambiano e succedono i disastri.
Comunque, il camion, se è in regola, ha un registratore di bordo che registra la velocità, basta controllare quello (se non è taroccato come spesso succede) per vedere la velocità nel momento dell'incidente. A 30 o 40 km/h di sicuro non si sarebbe ribaltato.

Ritornando al discorso di Dicis, io tutti i giorni per lavoro mi trovo a transitare sulla statale a Senigallia.
Voi andate a vedere quale quantità di autoarticolati di ogni misura e dimensione, autocisterne, tir, transitano sulla nazionale sia in direzione sud che nord.
C'è una autostrada, ci sono caselli tra Ancona e Fano ogni 15 km massimo, eppure questi non usano l'autostrada ma la nazionale che passa nel centro dei paesi. Ci vuole tanto a fare un divieto assoluto, tranne per chi ha dei documenti che attestino il carico/scarico merci in determinati punti del tragitto?
Un far west, le strade sono demolite anche per questo e le famigerate polveri sottili sono prodotte per la maggior parte proprio dai mezzi pesanti.

Luigi Alberto Weiss

26 luglio, 08:18
Signor Franco52, lei interpreta uno dei mali italiani: la burocrazia e i suoi formalismi. La strada, dice lei, è "provinciale" per cui qualsiasi altra amministrazione pubblica o ente può far finta di niente e scaricarsi ogni responsabilità? Quando però c'è da incassare multe, questo principio non vale, vero?

Le amministrazioni, quando se ne accorgono, rimediano con cartelli ridicoli.

Ricordo i 70 (settanta) sulla superstrada per Cagli qualche mese fa.

Ricordo anche i 70 sulla complanare in cui gli ingressi direzione marzocca sono con corsia di immissione in mezzo alla carreggiata.

Velocità che, ovviamente, nessuno rispetta.

Qui si tratta di progettazione scadente e ancora più scadente manutenzione.

La foto sui quotidiani locali (tir su di una fianco che blocca completamente la sede stradale) è inquietante ed esemplificativa.

Le amministrazioni, e non frega a nessuno di chi sia la colpa legale e/o morale, hanno la responsabilitè.

Ricorda l'alluvione, in cui il sindaco non è resposabile di nulla ma si vanta degli interventi post-alluvione (che potevano, dato che si vanta, anche essere fatti prima dell'evento).

Da buoni politici rifiutano la responsabilità ma si vantano, rivendicando, meriti inesistenti.

E' plausibile che uno debba morire su strada per andare da un punto A ad un punto B, rispettando, per quanto se ne sa, il codice della strada e la legge?

Questa è la domanda, sicuramente retorica ma, malgrado lo sia, le amministrazioni non riescono a fornirle risposta.

Un precedente commentatore ha, corretamente, usato il termine far west, in cui al posto delle pistole si usano i veicoli.

Questa la realtà.

Ma almeno nel far west esistevano gli sceriffi. Invece a senigallia esistono i vigili che fanno esclusivamente multe per divieto di sosta o, meglio, sosta non pagata.

Molto civile e molto intelligente.