Il Sindaco in visita alla moschea provvisoria per la fine del ramadan

17/07/2015 - La moschea provvisoria, quella sotto il SembHotel, luogo di culto e di incontro per la comunità islamica senigalliese ormai diventato angusto, era gremito di persone di molti paesi islamici, dal Banglhadesh, nord Africa, Siriani e pakistani.

Il sindaco era accompagnato dal consigliere comunale dottoressa Angeletti e i consiglieri stranieri aggiunti Alam Mohammad Shafiual e Rahman Aminur.

I consiglieri, salutandolo, hanno confermato che la comunità ha come scopo primario quello dell'integrazione e il rispetto della convivenza pacifica e del rispetto delle regole comuni.

Il sindaco ha inoltre puntualizzato come sia difficile la convivenza e ha auspicato che si possa trovare uno spazio idoneo per il culto. I rappresentanti della comunità, preso atto delle parole del sindaco, hanno illustrato che le kutbe (le "prediche" del venerdì) sono tradotte in Italiano e riguardano temi spirituali e religiosi e mai si incitano i fedeli alla Jiad e che l'amore per Dio è pace, tolleranza e fratellanza.
 


da Alam Mohammad Shafiual e Rahman Aminur
consiglieri comunali aggiunti 
 






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-07-2015 alle 16:30 sul giornale del 18 luglio 2015 - 3491 letture

In questo articolo si parla di consiglio comunale, maurizio mangialardi, politica, senigallia, Alam Mohammad Shafiual, Rahman Aminur

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Questo gesto del Primo Cittadino, lo ritengo un primo passo per l'integrazione istituzionale. Essendo anche presidente regionale Anci
è di esempio per i tanti suoi colleghi nel territorio.
Leonardo Maria Conti

Luigi Alberto Weiss

17 luglio, 18:15
L'integrazione? Vedo pochi musulmani partecipare ad associazioni sportive, circoli culturali "laici", frequentare luoghi e spazi collettivi (bar, cinema, teatro). E' una comunità chiusa, inutile negare l'evidenza, che non mi pare così disponibile agli altri.

Moschea provvisoria? Dove sorgerà quella definitiva? Una soluzione bisogna pur pensarci perché non è possibile che questi credenti preghino in un luogo non idoneo.