Ostra Vetere: terminata l’annuale campagna di scavo, presentazione dei risultati 2015

15/07/2015 - Nata come un semplice villaggio in seguito alle assegnazioni di terre del 232 a.C., Ostra divenne una città con un proprio territorio nel corso del I secolo a.C. Agli inizi del VI secolo la città è sede di diocesi, per poi decadere progressivamente in seguito alla guerra tra Goti e Bizantini e poi all’arrivo dei Longobardi.

Nel VII secolo la città è ormai abbandonata e i suoi resti saranno reimpiegati nella costruzione dei centri sorti lungo i crinali, in posizione naturalmente difesa. Unico edificio rimasto in vita fu l’antico tempio principale della città, perché trasformato in chiesa.

Dal 2006 il Dipartimento di Storia Cultura Civiltà dell’Università di Bologna, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Ostra Vetere e la Soprintendenza ai Beni Archeologici delle Marche, ha avviato, sotto la direzione del prof. Pier Luigi Dall’Aglio, la sistematica esplorazione dell’area, la prima dopo gli scavi dell’inizio del Novecento effettuati dal Baldoni, esplorazione alla quale partecipa ormai da diversi anni un’équipe dell’Università francese di Clermont Ferrand diretta dalla professoressa Carlotta Franceschelli.

Gli scavi hanno riguardato essenzialmente l’area del foro ed hanno portato all’allestimento di una mostra archeologica permanente all’interno dell’edificio che ospita i musei comunali di Ostra Vetere.
L’attuale campagna di scavo ha permesso di riportare il luce l’intero tratto della strada basolata che delimita sul lato nord-orientale il foro e di vedere come questa vada ad inserirsi su di un altro asse, questo con andamento NE-SO, che fiancheggia la piazza sul lato parallelo al fiume.

Nella zona di incrocio delle due strade sono stati messi in luce diversi pilastri, su cui si impostavano delle colonne, e una fontana, di cui resta la base della vasca e parte delle due sponde laterali in pietra.  Al di sotto del lastricato della strada che corre lungo il lato nord-est del foro, è stato poi possibile recuperare l’antica fognatura costruita al centro della carreggiata. Il condotto, il cui fondo si trova a circa 1,50 m dal piano stradale, è realizzato interamente in mattoni, con una copertura, sempre in laterizi, “alla cappuccina”, vale a dire a doppio spiovente.

Diverse tombe ad inumazione in semplice fossa documentano poi la fase di abbandono della città, essendo state scavate all’interno delle strutture del foro. La mancanza di corredi funebri impedisce però di giungere ad una datazione precisa.

Tra i numerosi materiali rinvenuti si segnala un’antefissa in terracotta di età repubblicana e una testa di felino in marmo di età imperiale, che doveva far parte di un complesso statuario posto nell’area del foro.


Tutti i risultati quindi saranno presentati al pubblico dai responsabili dello scavo, venerdì 17 luglio alle ore 18.30,  nell’area delle Muracce a Pongelli dove sorgeva la città romana.

Seguirà, come avvenuto lo scorso anno, la cena ispirata alla cucina romana e  successivamente avrà luogo il concerto del Maestro sassofonista Federico Mondelci,  accompagnato dal fisarmonicista Simone Zanchini.
I due prestigiosi solisti, reduci da tournèe negli Stati Uniti e in Russia, proporranno un “viaggio musicale” che unirà con un ideale filo rosso la musica di Bach alla coinvolgente atmosfera delle composizioni di Piazzolla.
 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-07-2015 alle 16:33 sul giornale del 16 luglio 2015 - 1346 letture

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