Legalità e difesa dei migranti: don Ciotti, 'Nessuno può essere condannato per dove nasce'

04/07/2015 - La lotta alla corruzione e la difesa dei diritti umani dei migranti sono stati i due grandi temi al centro dell’incontro di sabato mattina al teatro La Fenice.

L’appuntamento all’insegna della legalità promosso dal Caterraduno ha avuto come ospiti d’eccezione, alle 11, la presidente della Camera Laura Boldrini, la Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Rosy Bindi e il fondatore di Libera don Luigi Ciotti.

Un teatro gremito con quasi 800 spettatori in platea ad ascoltare ed applaudire le “grandi verità” e la difesa dei valori civili e morali professati dagli ospiti. Scroscianti gli applausi che hanno intervallato, ripetutamente, le risposte degli ospiti alle domande del conduttore Massimo Cirri. Rosy Bindi, nel suo intervento sul tema della legalità, ha stigmatizzato sulla presenza di Giancarlo Galan, ex presidente della Regione Veneto, alla Camera e alla presidenza della Commissione Cultura nonostante il patteggiamento con sentenza passata in giudicato con l’accusa di corruzione per la vicenda del Mose.

“Una maggiore aggregazione è il vero antidoto alla corruzione –ha invece esordito la presidente Boldrini-. Ai giovani dico sempre di partecipare, farsi attori del loro destino perché le generalizzazioni sono la tomba della verità”. La Boldrini ha esortato ogni cittadino “a partecipare attivamente alla società civile perché la corruzione non si combatte con l’antipolitica”.

È un fiume in piena don Ciotti che non risparmia critiche anche all’Expo. “Si parla tanto di esposizioni universali ma non possiamo far finta di niente –ha detto don Ciotti- Molti di quelli che sono presenti con eleganti stand sono paesi dove si torturano le persone, dove ci sono forme di schiavitù, dove vengono imprigionati i giornalisti che fanno il loro lavoro”. E poi la difesa dei diritti dei migranti. “Che dolore poi per quelle immagini di respingimenti ha aggiunto- con donne ed uomini che cercano riparo negli scogli come ultimo baluardo di una dignità che viene loro negata. I respingimenti trasformano le vittime in colpevoli ma nessuno può essere condannato a vita per il suo luogo di nascita. Non può e non deve essere negata la dimensione dell'oltre e dell'altrove”.

Al termine dell’incontro la Bindy ha donato per l’asta del pomeriggio in piazza Roma in favore di Libera, l’associazione che da anni lotta contro tutte le mafie, la copia originale del ’76 degli atti parlamentari della Commissione Antimafia con la Relazione conclusiva di minoranza presentata dal deputato del Pci Pio La Torre, poi ucciso dalla mafia mentre la presidente Boldrini ha messo all’asta la campanella con cui è solita richiamare all’ordine i deputati in aula.







Questo è un articolo pubblicato il 04-07-2015 alle 23:05 sul giornale del 06 luglio 2015 - 639 letture

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