Cater sponsorizzato dai colossi dell'energia: flash mob in diretta contro le trivellazioni in Adriatico

02/07/2015 - Giovedì pomeriggio, in Piazza Roma, a Senigallia, durante il CaterRaduno e la diretta del programma Caterpillar di Radio2 RAI, un gruppo di appartenenti alla Lista Citta Futura di Senigallia ha fatto sfilare uno striscione di 15 metri con la scritta “NO TRIVELLAZIONI” tra gli applausi scroscianti del pubblico presente e con l’adesione, in diretta, del conduttore della trasmissione Massimo Cirri.

Lo stesso Flash Mob si svolgerà durante il concerto di Caparezza, previsto questa sera nel Foro Annonario di Senigallia. Il Cantante ha già dato il suo convinto sostegno contro le trivellazioni in Mare Adriatico. Le ragioni della manifestazione: Nel mare Adriatico potrebbero presto spuntare decine di piattaforme per l'estrazione degli idrocarburi o per lo stoccaggio di CO2, con tutte le conseguenze del caso sia per l'integrità degli ecosistemi marini, sia per la tenuta del sistema turistico su cui si basano la gran parte delle città costiere. A livello nazionale, con la legge Sbloccaitalia, e anche a livello internazionale, nelle acque del mare Adriatico si vorrebbe rilanciare una politica di trivellazioni che, per ottenere quantità irrisorie di idrocarburi, metterà a rischio altre attività economiche, come la pesca ed il turismo, che oggi costituiscono un’importante ricchezza per i Paesi costieri.

Lo scorso 3 giugno il Ministero dell'Ambiente ha decretato la compatibilità ad una campagna di ricerca che riguarda tutte le coste dell’Adriatico: dall’Emilia Romagna alla Puglia. Un'area complessiva di 30mila chilometri quadrati per svolgere ricerche con una tecnica, quella degli air gun, considerata dagli scienziati nociva per i pesci e per i cetacei. Milioni di ettari di mare dove l’ispezione dei fondali marini procederà emettendo spari fortissimi e continui di aria compressa. La tecnica è una delle più contestate dagli ambientalisti di tutto il mondo in quanto gli spari sono dannosi al pescato, perché possono causare lesioni ai pesci e, soprattutto, la perdita dell’orientamento, una delle cause dello spiaggiamento dei cetacei. C’è poi un altro preoccupante progetto autorizzato dal Ministero dell’ambiente che riguarda proprio Senigallia: il progetto di stoccaggio di CO2 denominato “Sibilla” davanti alla nostra costa, tra Fano e Senigallia.

Si tratta del primo progetto per lo stoccaggio di CO2 del nostro Paese che consiste nel pompare nel sottosuolo l’anidride carbonica che esce dalle centrali elettriche alimentate da combustibili fossili Si tratta di una tecnologia non ancora collaudata; l’anidride carbonica potrebbe “evadere” dal sottosuolo ed entrare ugualmente nell’atmosfera. Una fuga di anidride carbonica è letale per uomini e animali quando la concentrazione nell’atmosfera supera il 5% e causerebbe l’acidificazione dell’acqua. Sappiamo tutti che la nostra è una zona sismica e quindi immagazzinare l’anidride carbonica proprio in un sottosuolo epicentro di terremoti, oltre che insensato, è terribilmente pericoloso. Chiediamo al nostro Governo un serio e radicale cambiamento di rotta, perché finalmente venga promossa un’economia libera dal petrolio per un futuro energetico pulito, efficiente e rinnovabile, aprendo prospettive di nuovi settori produttivi e con importanti ricadute anche occupazionali, oltre che ambientali.

Chiediamo che siano messe in campo azioni per uscire dalla logica del petrolio e per tutelare il mar Adriatico, al di là dei limiti territoriali nazionali, con un impegno unitario che punti alla valoriz­zazione del patrimonio ambientale a beneficio delle comunità locali, del mare e del territorio.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-07-2015 alle 21:30 sul giornale del 03 luglio 2015 - 856 letture

In questo articolo si parla di attualità, La Città Futura e piace a Daniele_Sole

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/alrJ


Luigi Alberto Weiss

03 luglio, 16:37
Il raduno annuale dei sinistrorsi d'antan e di quelli di primo pelo sponsorizzato dalle multinazionali energetiche, spesso responsabili di danni ambientale e, a volte, di conflitti bellici. Ma come si dice: pecunia non olet! E il popolino danza in piazza.

Chi ha responsabilità pubbliche deve intervenire per fermare queste cose, come già fanno anche altri sindaci e regioni.
Non è "buttando la polvere sotto il tappeto" (qui CO2) che si ripulisce il mondo.
Soprattutto se il tappeto è la nostra area, sempre attiva a livello sismico.
Nessuno conosce fino in fondo gli effetti collaterali di interventi come lo stoccaggio di CO2, ma ricordo che le attività svolte a Porto Marghera hanno indirettamente provocato danni a Venezia con l'aumento delle acque alte, e per salvare la città si stanno spendendo miliardi per il M.O.S.E.