Mercoledì un drago lungo 6 metri spunterà in piazza del Duca

29/06/2015 - Un’idea che prende forma, uno spazio che inizia a vivere. Mercoledì prossimo, 1 luglio alle ore 21 si terrà in piazza del Duca, un evento dedicato alla città, alla sua voglia di cultura e alle nuove generazioni. Si chiama “Il sogno del Drago” e l’idea è quella di creare nel cuore pulsante di Senigallia, uno spazio creativo a disposizione dei giovani artisti senigalliesi con l'idea di valorizzare l'arte e il talento.

Il progetto, pensato da “La Casa del Costume” e portato avanti insieme all’Amministrazione Comunale, avrà una “vernice” proprio mercoledì quando, prenderà il via questo racconto che unisce cultura, passione per la città e valorizzazione della creatività dei giovani della città. “Abbiamo iniziato questo percorso con la volontà di cercare qualcosa di diverso e siamo andati convinti nella direzione del recupero – spiega Giacomo Bramucci, titolare della Casa del Costume” .

Ci siamo guardati intorno e abbiamo trovato un artista locale, Francesco Ragaini che faceva arte con il recupero dei materiali e degli oggetti. Ci è subito sembrato una valida prospettiva su cui lavorare”. Il percorso ha preso forma in breve tempo e grazie alla collaborazione dell’Amministrazione Comunale, da mercoledì prossimo, piazza del Duca diventerà un laboratorio creativo aperto a tutta la città”. “Appena i ragazzi ci hanno raccontato l’iniziativa abbiamo subito deciso di affiancarla – spiega l’Assessore al Commercio e al Patrimonio Gennaro Campanile .

L’idea di creare uno spazio dove i giovani potessero trasferire ciò che nasce in un laboratorio, agli occhi della città, in un luogo così importante, ritengo possa rappresentare per Senigallia la crescita di una cultura sempre più legata al mondo e non solo al territorio. In questi giorni ospitiamo in città un evento come Caterpillar che fa di questo concetto il proprio biglietto da visita e penso che il “Sogno del Drago” abbia in se questa dote”.

IL SOGNO DEL DRAGO
L’opera realizzata dal 39enne Francesco Ragaini rappresenta un drago. Simbolo di energia, forza, lungimiranza evoca tutti valori che in questo momento sociale, sono necessari a dare alla città una spinta per affrontare al meglio un futuro migliore da costruire insieme. Un drago da vivere e toccare, come i materiali di cui è composto, vissuti e toccati da tante mani in tante situazioni diverse, un drago per i più giovani, un segnale che anche dalle cose che crediamo non abbiano più valore può uscire un tesoro. Il drago piace perché è simbolo di forza, determinazione e saggezza – spiega l’artista - e ha il potere di guardare il futuro, e il nostro futuro deve anche penare all’ambiente e all’ecosostenibilità. Per realizzare l’opera sono stati impiegati 400 kg di ferro, 25 bancali di legno, 50 copertoni – fra moto, auto e bici – 5 mesi di lavoro per assemblare e saldare. Lo scheletro del drago è costituito da una struttura di ferro per il cemento armato, tutte le parti in metallo sono costituite materiale recuperato da auto, barche, moto e trattori. Il rivestimento in legno viene da bancali usati e le parti in gomma sono vecchi copertoni di auto, bici e moto.

Attualmente l’opera non ha un nome. La Casa del Costume in accordo con Francesco Ragaini e con l’Amministrazione Comunale, lascerà scegliere ai cittadini di Senigallia il nome per il Drago. La serata di mercoledì, alla quale interverranno i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, si aprirà alle ore 20 con la musica dei ragazzi del “Riciclato Circo Musicale” che hanno come motto "non buttarlo...suonalo", perfettamente in linea con lo spirito dell'iniziativa mentre sarà presente un altro giovane artista senigalliese, Mirco Silvestrini Urban Photographer che ha seguito tutta la foto storia del drago realizzando una performance artistica. .







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-06-2015 alle 19:42 sul giornale del 30 giugno 2015 - 2028 letture

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C'e' stato un tempo in cui a Senigallia, in piena estate, c'era la manifestazione "ArteViva".
Era entusiasmante, ogni artista poteva esporre oppure creare arte sul posto.
Purtroppo non ricordo chi diede il via a quella stagione di libera arte, ma ricordo quanto mi dispiacque che non si fece piu'.
Forse di nuovo con il patrocinio di qualche privato si potrebbe rifare, estendendola a qualsiasi forma di arte: pittura, scultura, fotografia, musica, tatuaggi, nuovi allestimenti con le tecnologie.




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