Il Pd sulla fuoriuscita della Brignone: 'Se non è trasformismo questo!'

silvana amati 23/06/2015 - Il Pd contro la Brignone che ha detto addio al partito per seguire Pippo Civati “dopo essersi assicurata un seggio in Parlamento”.

Parlano di “trasformismo” i vertici del partito con cui la Brignone ha iniziato la sua ascesa politica che l’ha portata ad essere la prima dei non eletti nel collegio marchigiano del Pd alle ultime politiche. Oggi però, in virtù delle dimissioni del capolista Enrico Letta, dal 1° settembre la Brignone entrerà in Parlamento. La civatina però ha annunciato lunedì la sua fuoriuscita dal PD per seguire il suo ispiratore politico Pippo Civati.

La Brignone quindi entrerà alla Camera direttamente nel gruppo misto, salvo poi, probabilmente, aderire al futuro gruppo che Civati sta cercando di mettere in piedi se e quando avrà i numeri necessari. “La Brignone è stata eletta col Pd ed ora esce dal partito ma entra in Parlamento con i voti del partito… coerenza vorrebbe che facesse ben altra scelta, se non è trasformismo questo –commenta la segretaria del Pd Elisabetta Allegrezza, con cui la Brignone si era confrontata proprio per le primarie alla segreteria del partito- con questo atteggiamento non si può poi fare la morale agli altri. Ci sarebbe piaciuto che la Brignone si fosse confrontata con il partito invece di affidare la sua decisione ad una scarna comunicazione con cui si dimetteva da tutti gli incarichi interni. Un atteggiamento che davvero non condivido, soprattutto quando il partito ti ha dato la possibilità di emergere all’interno di liste bloccate. Tra le motivazioni da lei addotte per la sua uscita il desiderio di volere lottare per i diritti civili, peccato che le battaglie prime del PD sono state sempre quelle in favore dei diritti dei più deboli e lo saranno sempre”.

“Alla Brignone faccio i migliori auguri per il suo futuro politico –fa eco la senatrice Silvana Amati che pure si era confrontata con lei alle primarie sempre per il Parlamento- ma l’operazione che ha fatto non la condivido. Le battaglie si combattono all’interno del partito, dove pure convivono anime diverse. Se la novità in politica è questa allora più che cambiamento dobbiamo parlare di trasformismo”.





Questo è un articolo pubblicato il 23-06-2015 alle 23:45 sul giornale del 24 giugno 2015 - 2910 letture

In questo articolo si parla di giulia mancinelli, silvana amati, politica, articolo

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Luigi Alberto Weiss

24 giugno, 08:13
I vecchi burocrati del PD che parlano di trasformismo? Ma mi facciano il piacere e si guardassero un po' allo specchio, appecoronati come sono agli ordini del capo pur di conservare la poltrona più a lungo possibile.
E poi abbiamo già dimenticato che dichiarazioni di entusiasmo a favore di Brignone durante la campagna elettorale e subito dopo il voto, quando la giovane promessa veniva salutata come astro nascente del partito e della sinistra senigalliese tutta?rnDi fronte ad esempi così rari di COERENZA con la propria coscienza e di RISPETTO per gli impegni politici presi con gli elettori qual è quello di Brignone, c'è solo da complimentarsi, anzichè abbandonarsi a STALINIANE e patetiche operazioni di demonizzazione.

Concordo con la senatrice quando scrive che certe istanze debbano essere condotte "in casa", eppure per coerenza la Brignone ha deciso di seguire quella che era la sua collocazione e non mi pare per questo che si meriti l'appellativo di "trasformista".
Casomai una legittima domanda che ci si puotrebbe porre e' se non sia stato il PD a cambiare attorno a lei, perdendo pezzi in questo.

Il mio augurio e' che il PD riesca a ritrovare la sintesi e gli scatti in avanti di Civati come di altri possano far tornare di nuovo alla sintesi unitaria politica. E lo stesso mi auguro per il centrodestra, al momento frammentato in cosi' tante piccole fazioni che persino una persona come Salvini e' riuscito ad aumentare il consenso attorno alla Lega.

Beatrice Brignone è stata votata dai civatiani ed è con i loro voti che è risultata la prima dei non eletti. Perfettamente coerente dunque, e anzi direi doveroso, che segua Civati e non l'inguardabile Renzi.

La sua fuoriuscita dal partito toglierà voti al PD? Probabile. E dunque è solo questo che rende acido il commento di Elisabetta Allegrezza, non altro. Perché non è certo il PD locale (prima tutti accaniti bersaniani, poi tutti a rincorrere il carro del vincitore)che può invocare la coerenza. Quanto alle battaglie da combattere dall'interno del partito, come auspica la Amati, direi che ci sono barzellette che fanno ridere di più.

Sono entrambi pessimi atteggiamenti di intendere la politica.
Da una parte l'apparato e dall'altra il trasformismo.
Ecco i sinistri.

renzo francesconi

24 giugno, 14:36
Le considerazioni della Signora Amati sul caso Brignone sembrsano avere un senso.rnVarrebbe pero' la pena risentire le considerazioni che la stessa faceva sugli ex grillini passati ad altri gruppi.rn....se non e' "doppiopesismo" questo!!!!!rnSpesso farebbe bene a tacere.

Nel merito la Amati ha da sta zitta.
Nel metodo però non ha torto.
La Brignone non ha preso preferenze.
Era lì, in quella posizione, perché ce l'aveva messa la segreteria del PD.
E quindi è un po' viscidella.
Dovrebbe dimettersi da parlamentare per farla corretta.

Luigi Alberto Weiss

24 giugno, 15:13
Eh no Melgaco. Sono un granitico affezionato alla Costituzione della Repubblica e lì c'è scritto che il ruolo di parlamentare si esercita senza vincolo di mandato (per estensione anche quello di consigliere comunale o regionale). Brignone divenga deputato senza complessi e vada aventi tenendo presenti gli impegni del partito che l'ha candidata.rnPiuttosto chiedo: non è che il PD ha preso voti grazie proprio alla presenza di Brignone, di certo più presentabili di certe cariatidi politicamente asfittiche? E insisto: dimenticato i peana di quanti, odierni censori, in campagna elettorale si sperticavano a favore della giovane promessa della politica cittadina e non solo?

Un afflato di stile avrebbe consigliato un comunicato in cui si esprimeva dispiacere per l'uscita e auspicio di rincorrersi più avanti! Evidentemente lo stile non è una priorità del Pd locale! Si potrebbe rispondere facilmente alle obiezioni: trasformismo? Come i fuorientrati di Scelta Civica o Sel? E ancora: gli elettori del PD? Io sono un elettore del PD ( o forse lo er)e sono felice della scela di Beatrice. Discuterne negli Organismi? Convocatela e discutetene,si fa ancora in tempo (io sto aspettando che mi convochi il mio segretario dopo la mia rinuncia di 2 anni fa)...pensavate per caso di farle cambiare idea? E infine: diritti civili...é lo stesso PD di Senigallia che ha rifiutato di sottoscrivere un comunicato contro le Sentinelle in piedi?
Questa é la politica che ha fatto il suo tempo....per fortuna

@tarsig terra di Scilipoti e razzi etc etc etc sinistri e destri per me pari sono....anzi no i destri in genere si fanno pagare con 30 denari (più o meno)

C'è anche chi lo fa gratis. Gli Scilipoti de noantri.

Rispondo a Luigi Alberto Weiss.
Qui non c'entra niente il vincolo di mandato.
Non si tratta di votare o non votare un provvedimento, si tratta proprio di diventare o non diventare un parlamentare.
Se la Brignone entra in parlamento è solo ed esclusivamente perché il PD l'ha inserita in lista in una determinata posizione.
Correttezza vorrebbe che rinunciasse allo scranno.
Poi, ovviamente, se invece lo scranno se lo tiene (come pare) non avrà e non dovrà avere vincolo di mandato. Ma è una questione che viene dopo.

Bravo Luigi Alberto Weiss! Condivido tutto!
E chi l'ha detto che il PD non deve ringraziare proprio la signorina per avere preso tanti voti qui in zona?
E poi si fa sempre cosi', candidano quelli che portano voti mica quelli che sono solo bravi e cari che pero' non li vota nessuno.

Ma quali voti ha preso?
Non c'erano le preferenze.
L'ha messa lì il PD.