Uaar: 'Stemmi pontifici in Piazza Garibaldi. Precisazioni'

orti del vescovo definitivo 22/06/2015 - Come UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) ci vediamo costretti ad intervenire ancora sulla scellerata ed indegna scelta di inserire gli stemmi pontifici in una piazza intitolata a Garibaldi, per avanzare alcune precisazioni, e fornire una risposta alle note di questi ultimi tre giorni.

Prima di tutto è nostro dovere sottolineare come alcuni aspetti emersi e riguardanti il progetto nella sua complessità, non rientrano nelle nostre competenze statutarie. Il nostro unico dovere, è quello di portare avanti le nostre istanze, dando voce ai nostri soci e simpatizzanti ed ai tanti cittadini senigalliesi che in queste ultime ore ci hanno contattato esprimendo la loro contrarietà, l’irritazione per quei simboli papali, e la loro vicinanza e solidarietà alla causa. Ci fa piacere constatare come anche altre associazioni (NdR. Italia Nostra), sicuramente più autorevoli di noi nell’esprimere un giudizio complessivo sulla riqualificazione della piazza, abbiano richiamato l’attenzione sulla questione dei simboli pontifici definendoli “artificiosi”. E’ segno che un problema c’è, va affrontato sotto tutti gli aspetti, e soprattutto risolto in modo opportuno e responsabile.

Ricapitolando, pare che a Senigallia ci troviamo di fronte ad una situazione bizzarra, dove improvvisamente i simboli pontifici siano alla disperata ricerca di una “paternità”.

L’architetto che ha disegnato la riqualificazione della piazza - a lui la nostra solidarietà - si è chiamato (giustamente!) fuori dalle modifiche apportate al suo progetto con i simboli papali. Quale sia il senso di voler commissionare un lavoro ad un Picasso, per poter farlo rivedere da un Goya o un Dalì, non ci è dato sapere. Gli stessi “papisti” della diocesi, dicono di non aver ne chiesto, ne voluto simili stemmi ai quali invece, come noi, preferirebbero una piazza più inclusiva. L’ex Assessore Ceresoni, invitando le Istituzioni a “ponderare riflessioni sulla questione” - e anche noi ci auguriamo che vengano ponderate a dovere - fa sapere che i motivi di tale scelte da parte del “gruppo di progettazione comunale” (che più laico, evidentemente non si può), risiedono nel voler ricordare i pontefici che hanno edificato quella zona della città. Motivazioni piuttosto inconsistenti, se si pensa che i due Papi in questione, altro non hanno fatto che amministrare da sovrani quali erano, la semplice edificazione su quelle che erano le loro terre, e che poi sono diventate Italia. Questo basta a voler inserire simili decorazioni? Se questo è il motivo, e non quella sospetta sviolinata - neanche richiesta! - all’ultimo “Papa-Re” ed ai suoi adepti moderni, non vorremmo che tra qualche anno qualcuno si mettesse in testa, con la stessa logica e gli stessi motivi, di “riqualificare” il palazzo dell’Ex GIL con un bel fascio littorio.

E’ nostro dovere fornire un appunto di risposta alla nota della diocesi, anche su altre questioni. Rispediamo al mittente le accuse di “contrapposizioni ideologiche” e di “intolleranza”. La Storia è Storia. Se Pio IX ha sofferto nel “gestire uno dei momenti più drammatici della nostra storia nazionale”, figuriamoci gli italiani tutti con Garibaldi, Mazzini, Cavour e via dicendo, che combattevano per l’Unità del loro Paese, contro i mercenari austriaci e francesi agli ordini del Papa “sofferente” e da lui stipendiati. Che il beato Pio IX, fatichi a farsi rilasciare l’attestato di santo dopo 137 anni dalla sua morte, non è una novità ed ha motivi ben precisi. Che il Mastai Ferretti predicasse il comandamento divino “non uccidere” spedendo innocenti al patibolo e nonostante da anni alcuni Stati come il Granducato di Toscana avessero dato l’esempio abolendo la pena capitale, non è una novità. E’ Storia risorgimentale che lo riguarda direttamente, anche la fucilazione dell’innocente concittadino patriota Girolamo Simoncelli, il quale fu ammazzato come capro espiatorio per ribadire la supremazia del Pontefice nella sua città di origine, nonostante gli stessi parenti stretti di Pio IX lo volessero scagionare dalle false accuse. La lista di queste uccisioni è così lunga che finì per dare lustro perfino ad un boia, quindi con tutto il rispetto che si possa avere nei suoi confronti, la parola “assassino” è pienamente motivata sia dagli ordini che impartiva per reprimere i suoi cittadini dissidenti, sia dalle firme riportate in calce sulle sentenze capitali. A prescindere dalla storiografia, il nostro, per nulla ideologico, è comunque un giudizio basato sui fatti, espresso su un personaggio morto da ben oltre un secolo.
Tornando ai giorni nostri e ad esseri umani ancora in vita, prima di accusare di “intolleranza” noi o chiunque altro, la diocesi di Senigallia dovrebbe imparare a farsi un esame di coscienza, dal momento che proprio relativamente all’intolleranza, il 20 aprile scorso, si è fatta promotrice di un evento all’insegna dell’omofobia, con un relatore il quale si è lanciato in un monologo senza contraddittorio, spacciando bufale e falsità su un’inesistente “ideologia gender” e su un’inesistente “insegnamento della masturbazione ai bambini” nelle scuole. Per quello che sappiamo ed per ciò che emerge quotidianamente dagli organi di stampa, gli unici che chiedono conto di quanto si masturbano i ragazzi e le ragazze, sono i preti nei loro confessionali, e l’unico che ultimamente si sia distinto in “contrapposizioni ideologiche”, è il Vicariato di Roma, che con una lettera ha invitato gli Insegnanti di Religione Cattolica (Scelti dai Vescovi e pagati dallo Stato), a scendere in piazza e partecipare a quella fallimentare manifestazione che si è svolta ieri, contro il riconoscimento dei diritti di altri individui ed di tutti i tipi di famiglie, che corrisponde al nome di “Family Day”.
Chiudiamo questa nostra nota, ribadendo che Garibaldi e soprattutto i nostri avi concittadini senigalliesi - i quali non a caso hanno voluto intitolargli proprio quella piazza di fronte al Duomo - meritano decisamente più rispetto di due regnanti dello Stato Pontificio, che oggi come ieri, sono solo i rappresentati di quanto possa essere in antitesi con i comuni valori ed i principi di una normale democrazia. I cittadini senigalliesi di oggi, questo lo sanno anche senza andare ad aprire libri o manuali di Storia.


da Paul Manoni
Referente UAAR della delegazione di Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-06-2015 alle 20:29 sul giornale del 23 giugno 2015 - 1883 letture

In questo articolo si parla di attualità, senigallia, UAAR, paul manoni, orti del vescovo, UAAR Senigallia

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Dispiace che non sia passata l'importanza di una figura importante come Pio IX e vediamo esaltati sempre i lor massoni.

Lo UAAR ha ragione da vendere, avanti così.

«Il capolavoro della propaganda anticristiana è l'essere riusciti a creare nei cristiani e nei cattolici soprattutto, una cattiva coscienza, l'avere instillato l'imbarazzo e la vergogna per la loro storia, a convincerli di essere i responsabili di tutti o quasi i mali del mondo... io agnostico ma storico che cerca di essere oggettivo, vi dico che dovete reagire in nome della verità; spesso infatti non è vero, e se talvolta del vero c'è, è anche vero che in un bilancio di venti secoli di cristianesimo, le luci prevalgono di gran lunga sulle ombre; Ma poi: perché non chiedere a vostra volta il conto a chi lo presenta a voi? Sono forse stati migliori i risultati di ciò che è venuto dopo? Da quali pulpiti ascoltate, contriti, certe prediche? Se fosse vera quella vergognosa menzogna dei secoli bui perché ispirati dalla fede del Vangelo, perché allora tutto ciò che ci resta di quei tempi è di così fascinosa bellezza e sapienza?».

Leo Moulin (1906 – 1996), docente di storia e sociologia Università di Bruxelles, ateo.

Re Umberto I Savoia e' passato alla storia come il Re che diede l'avvallo alle cannonate contro i contestatori.
Lo stesso Re Carlo Alberto di Savoia e' ugualmente reo di condanne a morte dopo un processo: farsa o meno, ma sempre processo.
Il Papa era al tempo noto come "Papa-Re", e come tale non e' esente da azioni figlie del proprio tempo e prerogative della propria ruolo "reale".
Solo successivamente il Papa e' tornato ad essere una guida prettamente spirituale.

Paul Manoni

23 giugno, 16:01
@TarsiaG
Eh, certo!
Per rispondere o commentare a quelle sollevate nell'articolo, mi raccomando di scegliere sempre le argomentazioni giuste (!).

Ci manca solo l'accusa di essere affiliati alla "massoneria"...Risaputa associazione segreta che come l'UAAR, firma comunicati stampa ed agisce alle spalle della collettività, esercitando una notevole pressione su di essa, attraverso l'infiltrazione nel potere economico e politico. Come no..!

Quindi, dopo il miseri, i latranti, intolleranti, dediti alle contrapposizioni ideologiche, e massoni, qualcuno ha da aggiungere altro a questo "edificante" elenco di accuse?

Qualcuno se la sente di passare a commenti più seri nel merito della nota e dell'articolo? Così eh...Che poi semmai viene fuori anche qualcosa sulla "importanza importante".

@Daniele
Occhio...Umberto I di Savoia fu ammazzato dall'anarchico Gaetano Bresci proprio per quel suo cannoneggiare innocenti, ma a prescindere da questo o quel re che possono aver compiuto "azioni figlie del proprio tempo e prerogative della propria ruolo di reali", non mi risulta che nessuno di loro si spacciasse per rappresentante di un dio, di una Chiesa o di una religione, ne che predicassero in giro il comandamento "NON UCCIDERE".

Per "Pionono" invece, questo pare solo un piccolo dettaglio che vi sfugge sempre. Chissà, forse perché mentre spediva dissidenti patrioti al patibolo, predicava quel comandamento dall'alto del suo autoproclamato dogma di "infallibile" in materia di fede? Suvvia, siate benevoli con voi stessi.

@sgs
A te sfugge parecchio il significato di "ateo devoto". Ne prendo atto.

A Montevideo (Uruguay) nel 1844 Garibaldi indossò il primo “grembiulino” ed “ebbe la luce” massonica. Aveva trentasette anni e la loggia era “L’Asil de la Vertud”, una loggia irregolare, emanazione della massoneria brasiliana, non riconosciuta dalle principali obbedienze massoniche internazionali, quali erano la Gran Loggia d’Inghilterra e il Grande Oriente di Francia. Sempre nel corso del 1844 regolarizzò la sua posizione presso la loggia “Les Amis de la Patrie” di Montevideo posta all’obbedienza del Grande Oriente di Francia. La sua affiliazione comparve successivamente anche nella loggia “Tomp Kins”, a Stapleton nello stato di New York. La carriera massonica di Garibaldi culminò nel 33° grado del rito Scozzese ricevuto a Torino il 17 marzo 1862, nella elezione a Gran Maestro del 21 maggio 1864 e nella suprema carica di Gran Ierofante del Rito Egiziano di Memphis-Misraim nel 1881.

Garibaldi, inoltre si interessò anche di spiritismo e occultismo e fu artefice di un meschino traffico di schiavi al suo ritorno dal Perù nel 1852.




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