Piazza Garibaldi, Italia Nostra: 'Polemica tardiva e fuori luogo'

piazza garibaldi all'inizio del '900 20/06/2015 - E' comprensibile che il taglio improvviso degli alberi in piazza Garibaldi abbia suscitato un certo scalpore e qualche reazione emotiva, ma è meno comprensibile che persone che fanno politica e che quindi dovrebbero essere informate di quello che accade in città siano letteralmente “cadute dalle nuvole”.

A parziale giustificazione della loro disattenzione va messo comunque l’atteggiamento di scarsa apertura al dibattito e al confronto dimostrato in più occasioni da questa Amministrazione su temi e progetti, che toccano spazi pubblici e riguardano direttamente il vissuto della gente, comportamento più volte stigmatizzato da questa Associazione.

Del progetto di piazza Garibaldi si parla almeno dal 2009 e Italia Nostra più volte è intervenuta sull’argomento, prima per mettere in guardia sui rischi archeologici, poi per contestare il progetto iniziale che rischiava di trasformare la piazza di un giardino all’Italiana, poi infine per contestare soluzioni architettoniche non appropriate, quali la divisione dello spazio in tre fasce e l’artificioso inserimento della fascia centrale con i due stemmi papali. Non mi risulta che il dibattito promosso allora dalla Associazione abbia riscosso interesse e partecipazione, forse anche perché non ha avuto molta diffusione, visto che la stampa cartacea locale ignora sistematicamente questi argomenti, a meno che non diventino un “caso”.

Per quanto riguarda poi gli alberi (introdotti oltretutto fra ‘800 e ‘900), mi sembra ovvio considerare una piazza settecentesca un bene e un valore architettonico e quindi da valorizzare come tale, escludendo categoricamente funzioni quali quelle di un parco o di un giardino: come si fa a non capire che gli alberi coprono la visuale degli edifici e quindi ostacolano la percezione del paesaggio urbano, che è altra cosa rispetto al paesaggio naturale. Per avere un’idea dell’immagine originaria della piazza, guardare la cartolina allegata (foto Leopoldi).  Se si vogliono poi fare battaglie in difesa del verde, anche nell’ambito della nostra città, non mancano altre possibilità o addirittura emergenze. 

In sostanza Italia Nostra suggeriva di creare uno spazio aperto, con una pavimentazione disegnata geometricamente, senza orpelli e senza barriere alla visione delle architetture. Inoltre, al fine di rendere più fruibile lo spazio ai cittadini, anche in previsione di un ampliamento dell’offerta abitativa nell’area, proponeva l’inserimento di isole di verde con panchina inserite con sapienza nei punti che meno ostacolassero la visibilità degli edifici più monumentali. In questo modo si veniva anche a movimentare uno spazio, che rischiava altrimenti di divenire troppo monotono, evitando inserimento inappropriati.

Per dirlo con le parole di un intervento pubblicato nell’estate del 2013, proponiamo “che la piazza recuperi il suo aspetto originario, ispirando ogni intervento di arredo alle coeve piazze settecentesche della regione e di quelle limitrofe, e ciò in perfetta coerenza con i principi ispiratori del piano del centro storico. Che recuperi la sua unità spaziale, eliminando il dislivello che ora separa l’area a parcheggio dalle strade. Che venga ripristinata la visibilità della scenografia delle facciate eliminando i filari di lecci. Che la pavimentazione venga eseguita con lastre di arenaria locale o nazionale (molto più solida di quella di importazione) e con il sussidio di calcare bianco per sottolineare la geometricità degli spazi, senza escludere la presenza di qualche isola di verde con alberi e panchine nei punti in cui non disturbi la visibilità.

Questa soluzione permetterebbe una maggiore fruibilità dello spazio, la conservazione del mercato settimanale assolutamente irrinunciabile, e lascerebbe anche impregiudicato il discorso del traffico e del parcheggio, che potrà essere affrontato a tempo debito, quando si prospetteranno soluzioni alternative “.  Poi si può far sempre una cosa diversa, ed è quello che temiamo accadrà, ma è appunto una cosa diversa dalla riqualificazione di una piazza storica rispettosa della sua identità.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-06-2015 alle 18:09 sul giornale del 22 giugno 2015 - 1929 letture

In questo articolo si parla di attualità, senigallia, Italia Nostra - Senigallia, piazza garibaldi, orti del vescovo

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Off-topic

Speriamo in un intervento del nuovo assessore Orlandoni.

Pensavo fosse giusto abbattere le piante irrimediabilmente malate o la cui cura fosse stata improponibile ed ingiustificata.

E siccome il nuovo progetto prevede la messa a dimora di 40 piante, mi sembrava logico identificare tutti i lecci sani e studiare la nuova sistemazione della piazza prevedendo la loro permanenza.

Ma era un’opinione, da rispettare come tutte quelle che si stanno manifestando in questi giorni sull’argomento.

Quel che è importante, tuttavia, è che la soluzione definitiva della piazza sarebbe dovuta derivare da un procedimento irrinunciabile che è quello della Variante al Piano Particolareggiato del Centro Storico (PPCS), che consente ai Consiglieri comunali di esprimersi in sede di adozione, che permette ai Cittadini di effettuare le loro osservazioni qualora lo desiderino, e che prevede che il Consiglio comunale (dopo un lasso di tempo neppure troppo lungo) le valuti e decida definitivamente.

Che poi il risultato fosse una piazza senza piante (quale quella prevista originariamente nel Piano Cervellati) oppure una piazza con gli stemmi papali (la versione attuale che sembra non abbia paternità, anche se dovrebbe essere riconducibile ad un progetto la cui tavola 17 è stata pubblicizzata fra i bandi di gara del Comune nel - fu - project financing presentato dalla CPL Concordia, in cui sono identificati tutti i progettisti dell’architettonico) poco importa.

Tuttavia ho l’impressione che, stando alle notizie riportate sui quotidiani, la Variante al PPCS fosse un passaggio imprescindibile anche per altri aspetti del cosiddetto PIPERRU “Orti del Vescovo”.

Io non faccio politica e sono quindi un "disinformato", ma questo intervento di Italia Nostra mi sembra confuso e inutile.

Prima se la prende con chi osa attaccare l'Amministrazione (come se Italia nostra fosse una lista politica), poi illustra il progetto dell'associazione che sembra non coincidere se non in piccola parte con quello che si sta realizzando.

Boh?

Paul Manoni

22 giugno, 10:52
"l’artificioso inserimento della fascia centrale con i due stemmi papali"

A me personalmente, questo basta. Sul resto non ho nulla da dire.

Non si capisce per quale strano o sospetto motivo, due stemmi che:
- non c'erano nel '700 o '800 come non ci sono mai stati.
- nemmeno i pontefici che hanno edificato in quel periodo hanno inserito.
- la diocesi non ha chiesto e neanche vuole.
- l'architetto progettista non ha mai disegnato, e dai quali si è dissociato.
- non un solo cittadino (tra quelli che ho potuto leggere o sentire) ha difeso.

Debbano essere incisi ed inseriti in Piazza Garibaldi.

Vuoi vedere che gratta gratta, quei due stemmi sono "piovuti dal cielo" come neanche un miracolo, e finalmente qualcuno potrà trovare consistenti argomentazioni per motivare lo sviluppo del "turismo religioso" a Senigallia?

Vediamo se finalmente qualche "longa manus" del gruppo di progettazione comunale, capisce l'errore e torna sui suoi passi, al netto del fatto che se non lo capisce oggi, lo capirà nell'imminente futuro, mi pare ovvio.

Luigi Alberto Weiss

22 giugno, 15:55
La stampa cartacea locale? Da tempo ha "ristretto" i suoi orizzonti alle versioni di fonti ufficiali, senza chiedersi mai nulla, senza mai porre un interrogativo, senza mai sollevare un dubbio.

Ho letto che lo stemma sta li' per lo stesso motivo perche' c'e' quello dei Rovere in piazzetta del Duca.
Nessun altro motivo. Quindi c'e' una logica. E ha senso.

Daria Utente Vip

22 giugno, 17:08
Dall'alrticolo di Ceresoni:

"la scelta dei progettisti è dovuta al fatto di voler ricordare che l'ampliamento settecentesco della città (in questo punto) e la realizzazione di gran parte degli edifici stessi che circondano la piazza si deve all'opera di Papa Lambertini e di Papa Pio IX, in momenti diversi. Con la stessa logica è stato inserito lo stemma dei Della Rovere nella pavimentazione riqualificata della parte di città edificata dagli stessi, in zona adiacente alla Rocca roveresca."

Si può criticare Pio IX quanto si vuole, ma quella piazza l'ha fatta in gran parte lui. Negare la storia non è mai stato segno di grande democrazia.

La piazza la fatta pio IX? Si? Con le sue manine sporche di sangue dei patrioti? Ma cosa stiamo blaterando, un oppressore delle libertà, un sanguinario che aveva potere di vita e di morte, tutto questo in nome di un idolo immaginario, solo l'oblio della memoria meritano certe figure, altro che riconoscimenti e piazze, io farei levare anche il mezzobusto alla stazione ferroviaria, bel biglietto da visita per Senigallia quello.