Abbattimento dei lecci: 'Le date che sconfessano le bugie del sindaco'

17/06/2015 - Come al solito Mangialardi, per giustificare la furia cementificatrice, ha architettato un castelletto di bugie (è il suo stile da anni) con il supporto dei suoi seguaci senza nemmeno accorgersi delle clamorose gaffe in cui inciampa.

Il sindaco ha dichiarato (mentendo) che dell’abbattimento degli alberi si era parlato in ben sei commissioni svolte dall’ottobre 2011 al 9 dicembre 2014. E aggiunge: l’assessore Ceresoni, a metà dicembre, in una intervista ad un giornale locale, aveva preannunciato la sostituzione dei lecci (che non significa peraltro abbatterli per farci legna da camino). Si tratta della confessione di un progetto scellerato.

Infatti, documenti inoppugnabili alla mano (quelli che avevano tentato di nascondere), solo in data 31.12.2014 con determina di Roccato n° 1495 veniva conferito l’incarico all’agronomo Bongarzoni di verificare lo stato dei lecci. La relazione che parla genericamente di “generale stato fisiologico debilitato” è stata consegnata solo in data 18 maggio 2015. Peraltro non esiste certificazione pianta per pianta e non vengono individuati né i 7 lecci sanissimi (comunque abbattuti) né i tanti lecci con lunghissima aspettativa di vita. Solo in data 25 maggio 2015 la Giunta deliberava l’abbattimento di tutti i lecci, sani e malati. In data 12 giugno 2015 veniva affidato l’incarico alla ditta per l’abbattimento incondizionato. Queste le date della verità. Siamo pronti a smentire qualsiasi ulteriore menzogna sul punto. A chi dice che se ne era parlato in Commissione, occorre rispondere che è un bugiardo patentato.

Non si poteva parlare dello stato di malattia dei lecci atteso che solo un mese esatto fa è stata consegnata la relazione. E solo venti giorni fa il dirigente Roccato attestava la discutibile impossibilità di trovare soluzione alternativa all’abbattimento. Non facciamoci prendere in giro da Mangialardi, Monachesi e il Pd. E l’intervista di Ceresoni è una confessione: come poteva sapere l’assessore al cemento, in assenza persino ancora di incarico all’agronomo, che i lecci non potevano restare in piazza? La domanda: la perizia è stato il motivo dell’abbattimento dei lecci o la volontà di abbatterli è stato il motivo della perizia? Ultima annotazione: la Guardia Forestale è stata chiamata solo per verificare la presenza o meno della certificazione pianta per pianta (inesistente).

Non è la Forestale che ha autorizzato l’abbattimento (curioso che la segretaria del Pd non conosca la legge che incardina la competenza in capo al Comune). L’abbattimento era autorizzato con delibera di Giunta già esecutiva. Mangialardi si è dato ragione da solo.


da Roberto Paradisi e Luigi Rebecchini
Unione Civica




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-06-2015 alle 11:30 sul giornale del 18 giugno 2015 - 1426 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, luigi rebecchini, politica

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Gli atti esecutivi attuano una decisione presa da anni, dopo i previsti e dovuti passaggi propedeutici e preparatori nelle Commissioni ed in Consiglio (peraltro era già stata rinviata per carenza dei finanziamenti richiesti). Peccato in assenza sistematica di assenti patentati.

Commento modificato il 18 giugno 2015

Purtroppo la mia memoria non mi aiuta completamente, pero' ricordo bene almeno questi fatti:
1- che il progetto e' stato rivisto/discusso piu' volte in piu' anni.
2- che inizialmente la piazza doveva prevedere una pavimentazione decorata ad hoc tutta per sbiego e senza senso tra Duomo e San Rocco, che avevo criticato qui su VS. Per fortuna anche questa cosa e' cambiata. Mi pare fosse almeno 3 anni fa. Non ricordo di aver prestato attenzione alla presenza di una ridotta o diversa alberatura nella pianta mostrata su VS.
3- che si prevedeva la modifica/riduzione dell'alberatura attuale, e la cosa NON MI TROVAVA D'ACCORDO (scritto in grande perche' si legga bene). Mi pare si fosse in concomitanza con la decisione di interpellare un agronomo a Dicembre per valutare meglio la situazione delle piante, di cui probabilmente si sapeva gia' lo stato (tant'e' che negli ultimi anni altre sono state gia' tolte). Suppongo se ne fosse "parlato" qui su VS e/o sui social network. E al tempo speravo che non si arrivasse a questo.

Quindi già da mesi si intuiva cosa sarebbe accaduto.
Ho letto tutto ed il contrario di tutto su queste benedette piante, ma solo in questi giorni e per l'interessamento di privati cittadini.
Non a Dicembre, non il 25 di Maggio.
L'agronomo probabilmente ha solo confutato cose che già alcuni probabilmente sapevano, cioè che la quasi totalità di quelle piante era malata. Curabili? A che costi? Valeva la pena aspettare che per qualche motivo rami potessero all'improvviso cascare su gente o mezzi, per vento, pioggia, nevicata? Non so.