L'opposizione in piazza Garibaldi per bloccare l'abbattimento dei lecci ma i lavori partono

16/06/2015 - Giù gli alberi di leccio in piazza Garibaldi. Con l’abbattimento di circa 60 piante, che saranno sostituite da alberi di Orniello, sono ufficialmente partiti i lavori di riqualificazione del comparto degli Orti del Vescovo.

Un’area compresa tra via delle Caserme, via Cavallotti ed il primo tratto dei Portici Ercolani di proprietà della Diocesi, della Fondazione Città di Senigallia (ex Irab) e dall'istituto diocesano, che vedrà la realizzazione di appartamenti destinati all’edilizia sociale, negozi e uffici con la ricostruzione dell’ultimo tratto dei Portici, e con la riqualificazione di piazza Garibaldi e viale Cavallotti. Un intervento partito ieri mattina con qualche ora di ritardo. Come preannunciato lunedì dai consiglieri di minoranza Roberto Paradisi e Luigi Rebecchini, l’opposizione si è presentata in piazza per scongiurare il taglio dei lecci. Oltre a Robecchini e Paradisi erano presenti anche i consiglieri comunali ed ex candidati sindaco Stefania Martinangeli, del M5S, e Giorgio Sartini di Senigallia Bene Comune.

ul posto, per controllare che non ci fossero problemi, oltre alla polizia Municipale e al comandante Flavio Brunaccioni c’erano anche alcuni agenti della Polizia. L’opposizione è arrivata in piazza di mattino presto, intorno alle 7 prima dell’avvio dell’abbattimento. I consiglieri hanno chiesto e ottenuto l’arrivo della Guardia Forestale che ha verificato i documenti in possesso della ditta incaricata. L’opposizione contestava il fatto che i lecci, alcuni dei quali non malati, potevano essere salvati o comunque trapiantati anziché abbattuti. Tanto più che non esisteva una certificazione agronomica sullo stato di salute dei singoli lecci. La “perizia” infatti indicava lo stato di salute della totalità delle piante.

“La Guardi Forestale ha accertato che non vi era una certificazione agronomica di ogni singola pianta –afferma Paradisi-. Ciò nonostante il Comune, con atto formalmente valido, ha deciso comunque di abbattere tutti i lecci, anche quelli sani”. Non essendoci dunque i presupposti per impedire alla ditta di iniziare i lavori, i lecci sono stati abbattuti. “Il sopralluogo della Forestale –precisa Paradisi- è stato chiesto al solo fine di far verbalizzare l’assenza, per ogni eventuale futura conseguenza, della certificazione puntuale di ogni pianta. “Abbiamo presidiato la piazza, in maniera ovviamente pacifica, fino all’arrivo della Forestale –aggiunge Paradisi- noi contestiamo il fatto che non c’è una documentazione esaustiva sullo stato di saluto dei lecci che comunque potevano essere salvati. Certamente quelli sani mentre quelli malati potevano essere trapiantati”.

“Nelle commissioni consiliari che si sono succedute nel 2013 e nel 2014 relative proprio alla riqualificazione degli Orti del Vescovo non si è mai accennato all’abbattimento dei lecci –fa eco Rebecchini- su questo aspetto non c’è stato alcun confronto. Il Comune ha avuto fretta di abbattere i lecci per giustificare un falso avvio dei lavori (che non partiranno prima di settembre) e non perdere così il contributo a fondo perduto di 3,5 milioni di euro”.







Questo è un articolo pubblicato il 16-06-2015 alle 11:05 sul giornale del 17 giugno 2015 - 6200 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, articolo

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l'opposizione si concentra di cose importanti.....e tralascia quelle meno come se i cittadini fossero scemi

ma tutta sta pappina... per 60 alberi vecchissimi, tenuti malissimo, in una piazza che altro non è, allo stato attuale, che un parcheggio in asfalto pieno di buche??? magari facesse qualcosa anche sul lungomare qusta amministrazione che ha dormito gli scorsi 5 anni, invece che una riga di asfalto vecchia, insicura, brutta e piena di tamarigi orrendi

Francesco prepara il suo documento pro ambiente e Sua Eccellenza che fa? Per i suoi orti abbiamo perduto decine di alberi secolari. Laudato Sii

Le piante di leccio saranno sostituite con essenze di Ornillo. SCUSATE ma che piante sono: essenze di ornillo?

L’orniello, Fraxinus ornus, è un albero capace di raggiungere un’altezza di 10 metri, ma spesso lo si incontra lungo le strade di campagna come un semplice arbusto o come alberello dalle forme slanciate e leggere.

Ha una chioma ovata, con un diametro di 4-6 metri, mossa dal più leggero soffio di vento. Crea un’ombra luminosa che consente ad altre piante di insediarsi ai suoi piedi.

L’aspetto della corteccia rivela l’età della pianta: nei soggetti giovani è liscia e di colore fra il grigio e il verde, nei soggetti adulti cambia il colore che tende più al nero che al grigio, nei soggetti vecchi o senescenti si screpola.

Il tronco spesso si presenta torto. I rami, dal portamento ascendente, sono opposti e danno alla pianta spoglia un aspetto di candelabro.

L’apparato radicale è robusto, idoneo anche per scarpate e terreni di riporto, solo parzialmente siccitosi perché non raggiunge grandi profondità. La pianta di utilizza con successo come specie consolidatrice nei terreni franosi.

Le gemme di colore grigio sono riconoscibili, perché ricoperte da una fitta peluria tendente al ruggine.

Le foglie, tipiche del genere Fraxinus, sono lunghe fino a 30 cm, opposte, composte, imparipennate, formate da un numero variabile di foglioline da 5 a 9, più spesso 7. Le foglioline, di forma più o meno ovata od ellittica, terminano sempre con un apice acuminato. Hanno margine dentato in modo irregolare e corti piccioli.

Il frutto è una samara lineare e compressa, di forma lanceolata che racchiude un solo seme. Di colore verde, lunga 2-3 cm, diventa bruna a maturazione fra settembre e ottobre. Sono dotate di una grande espansione membranacea che le rende adatte al volo e alla disseminazione da parte del vento.

La linfa dolce di quest’albero richiama durante l’estate la cicala che se ne nutre pungendone i giovani rami. Anche i calabroni possono fare altrettanto danneggiando le giovani piante.

Alberi secolari ed in parte sana in cambio di nuovi appartamenti per i preti. I Verdi dove sono? Non pervenuti.

Fate un fischio quando finisce sto casono per delle piante vecchie e malate.
Pure adesso c'erano rame seccate.
A buttare giù e piantare piante nuove si fa un servizio migliore, e si risparmiano soldi per sistemare le strade per esempio a Roncitelli!
Però certo non faceva tanta fatica dirlo chiaro prima.

cappellodipaglia

17 giugno, 09:34
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Invece di abbattere questi alberi, venite a fare un salto lungo Viale Anita Garibaldi dove i pini sono tutti storti pronti a cadere, con le radici che rompono tutto l'asfalto creando buche e cunette pericolosissime per le persone. Non parliamo poi dei marciapiedi, inesistenti o a tratti fatiscenti. Sig. sindaco nell'ultimo anno ho notato che in tutta Via Bolzano sono stati abbattuti tutti i pini e rifatti tutti i marciapiadi...e per il mio modesto parere Via Bolzano è una strada secondaria(non ha il traffico di Viale A. Garibaldi). Questi interventi sono stati fatti con quale criterio? I cosiddetti Verdi dove stavano anche in quel caso. Forse qualche individuo dei Verdi abita in quella zona e a loro faceva comodo abbattere gli alberi e rifare i marciapiedi? Dopo l'alluvione del 2014 nei marciapiedi del Viale è stata messa della ghiaia per coprire le radici, venga a vedere oggi quanta ne è rimasta. Se non la vede più la troverà nei vari tombini lungo la strada. Adesso mi risponderete tutti che il Comune non ha i soldi e deve far fronte sempre ad altre spese più importanti...rnQuesta spesa è importante secondo voi?rnContinuate a fare sempre i vostri sporchi comodi....rnrnUn cittadino sempre più rammaricato

Noto con piacere che il commento tipico del senigalliese medio è quello di my_sena_gallica.

L'importante sono l'eliminazione delle buche sull'asfalto, non sia mai che la macchina a metano con i cerchi in lega sobbalzi.

Adesso è facile capire perchè il sindaco ha preso oltre il 50 per cento.

Asfalto + cemento + autoperfarequellochetiparenelmodochetipare = senigalliese medio

Complimenti.

p.s.:
Il lungomare non ha nulla di insicuro, la carreggiata è larga 8 metri, la strada è piana ed è perfettamente rettilinea.

Se è pericolosa una strada cosi.

Diciamo che i senigalliesi hanno capacità di guida ridicole, superano i limiti di velocità (prima causa della pericolosità)abbondantemento e attribuisconno il pericolo alle strade anzichè al loro modo ridicolo di condurre i veicoli, non avendone il controllo.

Caro my_sena_gallica,
se lei ritiene il lungomare "pericoloso" le consiglio di tornare a scuola guida o, meglio ancora, di andare a piedi.

Ossequi.

Come dice un vecchio proverbio, non tutto il mal viene per nuocere. Dato che è la città di tutti, si potrebbe trasformare la piazza fino a settembre escludendo il mercato settimanale e Fiera di Sant'Agostino, in un luogo di cura e soggiorno. Ci mettiamo tante belle sdraio colorate al posto dei lecci. Non intasiamo le spiagge libere, nessuna tassa di soggiorno da pagare. Incacchiati e abbronzati!!!!

FB

17 giugno, 20:20
Chissà se il Sindaco e soprattutto il Vescovo hanno avuto notizia dell'enciclica fresca di stampa "Laudato si'" del Papa: sottotitolo "Sulla cura della casa comune" (che non è una piazza, ma semmai i suoi lecci!).
www.quotidiano.net/polopoly_fs/1.1062060.1434384904!/menu/standard/file/laudato_si.pdf




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