Corinaldo: il progetto Memoteca propone storie e memorie dei nostri luoghi

16/06/2015 - Mietitura: la grande fatica. Estate. Le grandi mietitrebbie rosse stanno iniziando a solcare lentamente i campi gialli di grano maturo e di caldo umido. In passato: mietitura a mano con la falce, poi, dopo qualche settimana, la trebbia arriva sull’aia, col trattore, un grande progresso.

E una grande fatica. Contadini affaccendati per giorni, paesani che andavano ad aiutare per un bel pranzo come paga, contadini che mangiavano per terra all’ombra di un olmo; padrone, fattore e altri collaboratori che mangiavano sul tavolo dentro casa, per tutti un pranzo più generoso del solito con l’immancabile oca arrosto. Era una festa. Le ragazze che servivano il vino erano vestite da lavoro, ma più curate del solito, ci poteva stare anche una veste nuova a fiori con stoffa comprata al mercato e fatta cucire da qualche familiare o parente che sapeva fare, oppure da una sarta in cambio di conigli e uova.

Poi tutto questo, quasi improvvisamente, sparisce.

Difficile non rimanere un po’ attratti da un mondo che immaginiamo pieno di calore umano.

Via dalle campagne marchigiane, per andare dove? Sulle città della costa, a Roma, a Milano, molti in Belgio, in miniera. Lavorare sotto terra, in cunicoli stretti, alloggiati nelle baracche usate come prigioni durante la guerra finita da poco.

E accompagnati al lavoro da guardie armate.

“Attraversavamo un ponte per andare al lavoro, in fila, una guardia davanti e una dietro, col mitra in spalla. Noi eravamo ragazzi avevamo 20 anni, ci faceva un certo effetto…” Sono parole di Walter Olivieri, dette non senza emozione.

Sembra incomprensibile lasciare - in apparenza - un paradiso per andare sotto terra all’inferno, col fuoco che rischia di bruciare tutto, speranze ed esistenze.

Ma la vita contadina era anche durezza e sfruttamento: “Avevo compiuto 10 anni da pochi giorni, sono andato a garzone. Ci sono stato 7 anni. Alla fine ho potuto comprare un paio di scarpe. Sono costate 400 Lire. In un anno guadagnavo 700 lire, fai un po’ i conti di quanto avanzava del lavoro di un anno”.

Addio campagne, con l’impaziente voglia di dimenticare la miseria e le sofferenze. L’esperienza in miniera per molti dura poco. E’ troppo dura. Gli emigranti ritornano e altri lavori, altre migrazioni si rincorrono.

Ma tutto un mondo è stato soffocato, una miniera di storie è stata chiusa per andare in altre profonde miniere, dove ogni voce era attutita dalla polvere del carbone o dello zolfo.

Oggi riusciremo ad avere l’intelligenza di capire che c’era del buono in quel modo di vivere?

“Siamo nati contadini e moriremo contadini, ma siamo contenti – afferma Luciana Manna insieme al marito Silvano Pandolfi – perché c’era più allegria, non è come adesso che uno guarda da una parte e uno dall’altra”. Pur senza sottoscrivere una smielata cartolina oleografica dove tutto era armonioso, c’erano forme di rapporti tra le persone, con la natura, con il proprio corpo, col proprio tempo di vita, che possiamo ancora salvare. Storie e memorie dei nostri luoghi sono il tema del progetto Memoteca coordinato dall’associazione Generazioni Storie Orizzonti, con in programma un calendario di eventi a Corinaldo ai quali sarà presto data ampia pubblicizzazione. Grazie anche al supporto del comune di Corinaldo, della Casa di Riposo S. Maria Goretti, della Parrocchia S. Pietro Apostolo e della Banca di Credito Cooperativo di Corinaldo, si sta lavorando alla valorizzazione di tante storie come questa, quelle storie che abbiamo raccolto nei mesi scorsi, in inverno, come quando i contadini raccontavano storie intorno al fuoco la sera. Il prossimo appuntamento è sabato 20 giugno alle ore 17,30 presso il piazzale della fontana a Corianldo nell’ambito della festa d’estate organizzata dalla pro loco, con il laboratorio per bambini sui dolci tradizionali in collaborazione con l’azienda Le Ville e i racconti delle nostre terre insieme ad Arnaldo Discepoli, iniziativa gratuita, prenotazione obbligatoria presso ufficio turistico o al numero 3487382481 fino a venerdì, non mancate!







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-06-2015 alle 16:27 sul giornale del 17 giugno 2015 - 1439 letture

In questo articolo si parla di cultura, massimo bellucci, corinaldo, mietitura e piace a Fante

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