Rebecchini e Paradisi in piazza Garibaldi e in Comune: 'Scellerato l'abbattimento dei lecci'

piazza garibaldi 15/06/2015 - Blitz lunedì mattina dei consiglieri comunali Roberto Paradisi e Luigi Rebecchini in piazza Garibaldi prima e in Comune poi contro l'abbattimento dei lecci previsto con la riqualificazione

La decisione del Comune, per la parte pubblica del progetto che prevede con gli oneri di urbanizzazione pagati dai privati la riqualificazione di piazza Garibaldi e viale Cavallotti, di sostituire tutti gli alberi di leccio con piante di Orniello, un’essenza autoctona, non è andata giù all’Unione Civica. 

“Ci sono state due commissioni consiliari nel 2013 e nel 2014 sugli Orti del Vescovo e non si è mai fatto riferimento all’abbattimento dei lecci –attacca Rebecchini- come abbiamo avuto modo di verificare non tutti i lecci sono malati allo stato terminale e anzi pare che il 13% sia addirittura sano. C’è stata un fretta da parte del Comune di avviare i lavori che ha dimostrato di agire con superficialità per paura di perdere il contributo a fondo perduto di 3 milioni di euro per gli Orti del Vescovo (finanziamento concesso dalla Regione alla proprietà di cui 1,5 destinato alla piazza e a viale Cavallotti ndr) quando invece si sarebbe potuto procedere con il trapianto e la cura dei lecci già esistenti”.

“Certamente il trapianto era un intervento più complesso e oneroso che il Comune non aveva voglia di fare –aggiunge Paradisi- c’è stato un immobilismo ventennale per l’abbattimento degli alberi lungo il Misa e ora invece Mangialardi non si è nemmeno insediato e già taglia 60 alberi. Non sono alberi che stanno per morire come Mangialardi vuole farci credere perché resistono da 35 anni. Si è trattato di una mossa furbesca perché vogliono dimostrare che con l’abbattimento, deliberato dalla giunta il 26 maggio a 5 giorni dalle elezioni, partono di lavori degli Orti del Vescovo ma non è così. L’abbattimento rappresenta semmai un presupposto”.

Dopo piazza Paradisi e Rebecchini si sono recati in Comune, nella sede degli uffici dei lavori pubblici alla Nuova Gioventù, per chiedere chiarimenti all’architetto che ha seguito la pratica Daniela Giuliani la quale ha spiegato che la convenzione per l’avvio dei lavori ha subito una proroga al 26 maggio, data in cui è stata anche firmata. L’architetto ha anche spiegato che l’abbattimento è “un intervento meno invasivo rispetto al trapianto che avrebbe invece bloccato la piazza all’uso del parcheggio per tutta l’estate”. L’opposizione denuncia anche il fatto che si sarebbe vista negare anche l’accesso agli atti richiesti.

Evidentemente l’architetto Giuliani è stata immediatamente stoppata dai piani alti comunali. Di fronte ai giornalisti aveva garantito che, entro un’ora, ci avrebbe consegnato tutta la documentazione richiesta (ivi compresa la relazione botanica sullo stato di salute dei lecci che verranno abbattuti). Invece nulla  –denunciano Rebecchini e Paradisi- L’architetto, dalle 13,30 non ha risposto più al telefono cellulare arrivando a staccarlo. Il numero fisso del Comune ha squillato a vuoto. Nemmeno le comunicazioni formali email di sollecito per ottenere la documentazione richiesta in via d’urgenza (i lecci saranno abbattuti martedì mattina) hanno ottenuto risposta. Sospetta a tal proposito la visita di Maurizio Memè che, subito dopo il nostro sopralluogo per l’accesso agli atti, si era chiuso nell’ufficio dell’architetto Giuliani . Evidentemente sono arrivate disposizioni precise. E’ molto grave che venga negato in questo modo furbesco e illegittimo il diritto di accesso a dei consiglieri di opposizione (ci siamo fidati della parola dell’architetto e abbiamo lasciato gli uffici comunali, cortesia che non ripeteremo in futuro). A questo punto nessuna iniziativa può essere esclusa. Certamente inizia male il secondo mandato Mangialardi: una strage inutile di piante e uno schiaffo illegittimo ai diritti costituzionali dei consiglieri comunali".

Qualche ora dopo, l'architetto del comune consegna la documentazione a Paradisi. "Alle ore 18,40, dopo alcune ore dalla diramazione del comunicato stampa in cui si denunciava la furbata del rifiuto del diritto di accesso immediato agli atti, si presentata in studio l'architetto Giuliani del Comune in studio, con la consueta gentilezza che le è propria, a portarmi la documentazione richiesta. Evidentemente, per paura delle polemiche e delle conseguenze legate al comportamento illegittimo dell’Amministrazione l’architetto è stato autorizzato -afferma Paradisi- La relazione agronomica è, a dir poco, imbarazzante. Non parla infatti dei singoli alberi (nè si parla dei 6-7 alberi sani) ma è una relazione generale che fa di tutta l'erba un fascio. Vi è anche una certificazione del dirigente Roccato che attesta come - a suo dire - non vi sia alcuna soluzione tecnica alternativa all'abbattimento di tutti i lecci. L'impressione è che ci troviamo di fronte ad una pratica licenziata in fretta e furia senza approfondimenti e senza supporti tecnici apprezzabili. Domani mattina saremo in piazza".


di Giulia Mancinelli e Michele Pinto
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Questo è un articolo pubblicato il 15-06-2015 alle 15:59 sul giornale del 16 giugno 2015 - 2838 letture

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scellerato...questo il termine con cui si giudica l'abbattimento dei lecci, quasi come fosse una carneficina. Non si guarda all'estetica che ne verrà ne alla migliore gestione degli spazi vuoti che rimarranno, ma solo a infangare ogni iniziativa del comune. Ma loro dove erano quando le 7 delibere approvate dal 2011 al 2014 del consiglio comunale approvano il progetto ORTO DEI VESCOVI? In Comune come consiglieri e ora fanno gli gnorri!

giuliana lain

16 giugno, 08:49
In che programma elettorale c'era scritto che si sarebbe riqualificata la piazza del duomo abbattendo alberi? Perché per riqualificare bisogna per forza abbattere piante che non stanno morendo? Basterebbe una buona potatura in buona parte dei casi per rinvigorire quelle piante. O semplicemente eliminare le macchine e rendere la zona un grande parco verde urbano. Le macchine, sempre troppe, sì che andrebbero tolte! Purtroppo si vive la città solo in funzione dei turisti e ci si dimentica spesso della GENTE ci vive tutto l'anno.

Luigi Alberto Weiss

16 giugno, 10:05
Metteranno anche nuovi lampioni stile terminal dell'aeroporto di Francoforte, come accadde a piazza del Duca? Rebecchini e Paradisi vigilate: la città non è il laboratorio a disposizione di architetti in cerca di pubblicità. C'è una storia, c'è un'architettura, c'è una cultura che nei secoli l'hanno composta e che non possono essere travolti in nome di una voglia di modernità senza senso, se non quello del velleitarismo straccione di certi amministratori da baraccone.

Via i mercanti dal tempio. Vogliamo una Curia pulita e distante dai business locali. Poi non vi lamentate che nessuno va più alla Messa.

Addirittura il 13% sano, davvero una moltitudine. Davanti ad una difesa così eroica non so davvero cosa aggiungere. Piuttosto che rallentare dei lavori che sono per il bene pubblico (eh si a parte qeull'immenso 13% il resto degli alberi è malato, alcuni alberi sono praticamente una groviera con la corteccia e potrebbero cadere ). Non sarebbe meglio che l'opposizione proponesse magari di ripiantare il doppio degli alberi abbattuti in un luogo più adatto ? Non sarebbe meglio investire il denaro e le energie risparmiate abbattendo gli alberi (al posto del trapianto) per contribuire alle infrastrutture della città ? Non sarebbe stato meglio chiedere al momento giusto di curare le piante ? Non riesco proprio a trovare un filo logico, se non quello di fare opposizione per punto preso, in una difesa così a spada tratta di una questione così futile....

FB

16 giugno, 19:24
Chissà se il Sindaco e soprattutto il Vescovo hanno avuto notizia dell'enciclica fresca di stampa "Laudato si'" del Papa: sottotitolo "Sulla cura della casa comune" (che non è una piazza, ma semmai i suoi lecci!).
www.quotidiano.net/polopoly_fs/1.1062060.1434384904!/menu/standard/file/laudato_si.pdf

Fosse stato anche un 1% di alberi sani sarebbe stato sempre Patrimonio della collettività ma il denaro può spostare le montagne. Ah no... Quella era la fede. Ooops...

Addirittura patrimonio della collettività. Magari chiamiamo anche l'Unesco. Davvero mi piacerebbe avere delle risposte concrete alle domande che ho posto perchè qui vedo solamente una critica fatta per fare opposizione e dei riferimenti del tutto privi di senso.