Mangialardi su piazza Garibaldi: 'Un altro tassello della città riqualificata'

Maurizio Mangialardi 15/06/2015 - "Il progetto di riqualificazione degli Orti del Vescovo ridisegna il volto di una parte strategica del centro storico ed ha anche una forte valenza sociale".

Replica così il sindaco Maurizio Mangialardi alle polemiche sollevate dall'Unione Civica.

“Il progetto di riqualificazione degli Orti del Vescovo ha avuto ben sei passaggi in commissione consiliare, è stato modificato, ricontrollato e migliorato –afferma Mangialardi- le polemiche sui finanziamenti non esistono. Parliamo di una grande opportunità per la città perché la riqualificazione di piazza Garibaldi arriva dagli oneri di urbanizzazione del comparto privato e dunque per il Comune a costo zero. Sulla questione dei lecci sono sempre stato chiaro. Non possono essere trapiantati perché non sono essenze che sopravviverebbero”.

Il primo cittadino sottolinea anche la strategicità della riqualificazione di piazza Garibaldi, che “manterrà i parcheggi, meglio distribuiti, la pavimentazione sarà migliorata e più bella anche per il mercato e verrà dotata anche di fibra ottica”. “Piazza Garibaldi è un progetto criticato come lo furono quelli di piazza Saffi, di viale Matteotti, di via Carducci –conclude Mangialardi- oggi invece tutte zone fiore all’occhiello del nostro centro storico”.





Questo è un articolo pubblicato il 15-06-2015 alle 23:10 sul giornale del 16 giugno 2015 - 1058 letture

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Luigi Alberto Weiss

16 giugno, 08:22
Via Carducci e viale Matteotti fiori all'occhiello? Ma questo non sa cosa sono i fiori!

Tarcisio Torreggiani

16 giugno, 11:47
Se per compiere una delle più grandi speculazioni edilizie degli ultimi anni vadano giù pure i Lecci.

Oscenità quei stemmi Papali e il richiamo all'aguzzino PIO IX. Da sputarci sopra ogni volta che ci si passa.

Via Carducci e' bella, via Matteotti e' bella, piazza Saffi e' bella.
Piazza Garibaldi sara' pure bella ma c'era bisogno per forza di buttare giu' tutto?
Non bastava rifare la piazza magari con mattoni di cotto?
Questo non capisco. Non lo capisce anche tanta altra gente.

Baciamo le mani al Vescovo e ai suoi orti.

Questa è la scheda tecnica dei nuovi alberi in piazza del Duomo.
Adesso la cattedrale si vede ma dopo?
Nome scientifico Fraxinus Ornus
Classificazione Regno: Plantae
Dominio: Eucaryota
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Scrophulariales
Famiglia: Oleaceae
Genere: Fraxinus
Specie: Fraxinus Ornus
Caratteristiche generali È un albero alto 8-10 metri, ma che può raggiungere anche i 25. La chioma è tondeggiante e il fusto è solitamente diritto, da cui si dipartono molti rami ascendenti o eretti. Presenta un diametro che raramente supera, in esemplari vecchi, i 35 centimetri. Le foglie hanno disposizione opposta e sono imparipennate, caduche, formate da 5-9 foglioline ellittico-lanceolate, rotondate o cuneate alla base, cuspidate e brevemente ma chiaramente picciolate; la lamina fogliare verde è opaca, più chiara inferiormente, a margine dentellato-seghettato. I fiori sono ermafroditi diclamidati, in vistose dense pannocchie bianche, odorosi, molto abbondanti, con calice a 4 lacinie di 1 mm e corolla formata da 4 petali lineari di 7-15 mm. I frutti sono costituiti da samare oblungo-lanceolate, con alla base un minuscolo residuo del calice, lunghe 2-3 cm, con unico seme a sezione tondeggiante.
Distribuzione Geografica L’orniello è un elemento submediterraneo-montano, con areale esteso dalla penisola iberica all’Asia minore; in Italia è frequente e diffuso in tutta la penisola e nelle isole.
Habitat Vegeta a quote medio-basse ma nel Meridione d'Italia può arrivare sino a 1400-1500 metri.