Tonini Bossi: ''La nuova piazza del Duomo è fredda, non accogliente''

piazza del Duomo 14/06/2015 - Ogni immagine, anche se bella, provoca emozioni, reazioni; osservando la ipotesi progettuale della nostra Piazza del Duomo ho la immediata sensazione che, sì, vi sia la necessità di intervenire, di renderla migliore e più vivibile.

Dopo la prima positiva impressione “scendo” nella piazza per viverla; provo un gran gelo, non mi sento a mio agio, non c’è calore; la mia mente và al calore della casa; mi vedo seduto nel divano e attorno a me c’è un pavimento in legno, mi sento bene; tutto diverso e freddo se il pavimento fosse in marmo, qualsiasi tipo di marmo. Ecco, questa è la sensazione che provo calpestando la nuova piazza; bella, non lo discuto, migliore di quella attuale, ma fredda, non accogliente, non un salotto dove trascorrere momenti rilassanti, avvolti piacevolmente dal bello che ci circonda.

Mi documento un po’ per andare oltre le sensazioni personali e non trovo tracce di piazze storiche che possano legittimare una scelta che non condivido e che penso vada subito rivalutata prima che affondi le sue radici in un progetto definitivo.- Solo per comprendere meglio il mio pensiero pubblico una mia ipotesi di pavimentazione ma anche l’immagine eloquente di una piazza storica che prendo ad esempio di come vorrei la “mia” Piazza del duomo.

Ai mie concittadini il compito di promuovere iniziative, se lo riterranno utili ed opportune.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-06-2015 alle 16:41 sul giornale del 15 giugno 2015 - 3258 letture

In questo articolo si parla di politica, maurizio tonini bossi, piazza del duomo

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il marmo da' piu' la senzazione del cimitero.
E tra l'altro con la pioggia diventa particolarmente scivoloso, vedi bordi ciclabile viale Matteotti (chiesa del Portone), considerato che viene utilizzata per il mercato e spesso attraversata sia da persone ansiane che da mezzi a due ruote cui credo sia opportuno riconsiderare la pavimentazione.

Luigi Alberto Weiss

15 giugno, 08:58
La furbizia di presentare "in chiaro" il progetto dopo le elezioni taglia la possibilità di qualsiasi azione correttiva. Non serviranno a nulla petizioni e proteste pubbliche di vario genere. Per piazza Garibaldi bastava rifare la pavimentazione, magari con il porfido e sistemare il cordolo perimetrale. Costava meno, certo, ma la natura storica dello spazio rimaneva. Adesso finirà come piazza del Duca, se non peggio.