Riqualificazione degli 'Orti del Vescovo', si parte da piazza Garibaldi. Foto e video

13/06/2015 - Con l’abbattimento e la sostituzione degli alberi di piazza Garibaldi prende il via il primo step della riqualificazione degli Orti del Vescovo.

Un esempio magistrale di collaborazione tra parti diverse, istituzionale e private, che hanno saputo progettare e programmare per dare vita ad un grande progetto di valore sociale”- osserva il sindaco Maurizio Mangialardi.

Infatti i lavori di riqualificazione del comparto compreso tra via delle Caserme, via Cavallotti ed il primo tratto dei Portici Ercolani, inseriti nel progetto denominato Piperru finanziato con i fondi del Piano Nazionale per l’Edilizia Abitativa con gli oneri di urbanizzazione dell’intervento privato, prevede la realizzazione in 3-4 anni di 37 alloggi a canone sociale (14 su via delle Caserme realizzati dall’Erap; 11 su via Portici Ercolani realizzati dalla Fondazione ‘Città di Senigallia’; 6 su viale Cavallotti recuperati nell’edificio di proprietà della Diocesi attualmente inutilizzati ed altri 6 realizzati dall’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero).

Inoltre il progetto di riqualificazione degli ‘Orti del Vescovo’, “che porterà in città 18 milioni di euro di lavori (ovviamente non partiranno tutti ora)”- sottolinea l’architetto Daniela Giuliani del gruppo di lavoro dell’Area Tecnica del Comune, prevede la realizzazione di 11 alloggi a libero mercato, il recupero della corte e degli edifici destinati a servizi collettivi, il completamento dei Portici Ercolani e la riapertura del percorso pedonale a fianco dell’Episcopio che collega via Cavallotti a via delle Caserme.

Insomma- prosegue- un intervento significativo che rivoluziona un punto strategico della città e riqualifica un intero isolato, rimasto in degrado proprio perché doveva trovare una funzione”.

Il primo step, ovvero i lavori di riqualificazione di piazza Garibaldi (1,3 milioni di euro con fondi regionali e ministeriali per gli interventi di edilizia residenziale pubblica), prevede subito l’abbattimento e la sostituzione degli alberi esistenti con alberi di Orniello (una specie autoctona che produce fiori bianchi in primavera mentre in autunno la sua chioma diventa di un giallo intenso. E’ caducifoglie quindi in inverno si possono ammirare le facciate degli edifici). “Essenze arboree che- precisa il sindaco- a differenza delle piante sempreverdi, nella loro collocazione troveranno dignità e piena sinergia con la piazza”.

La piazza, che “troverà nella sua parte centrale (compresa tra il prospetto della Cattedrale e quello di San Rocco-ndr) l’area per numerose iniziative (per questo resa pedonale-ndr) ed il vero sagrato del Duomo”, nella prima fase (fino a settembre quando prenderanno il via i lavori architettonici) continuerà ad ospitare il mercato ed anche il parcheggio. Successivamente permarranno, ai lati del sagrato, due aree, la cui pavimentazione sarà in asfalto colorato, dove poter parcheggiare e svolgere il mercato settimanale. “Riorganizzazione che- garantisce Mangialardi- non comporterà una riduzione dei posti auto in quanto la sosta sarà soltanto meglio distribuita ed organizzata”.

Ed ancora. Il tratto di via Cavallotti davanti al Duomo sarà reso pedonale e percorribile solo per i mezzi di servizio; via Testaferrata resterà carrabile (sono però previsti elementi di chiusura in caso di eventi all’Auditorium) ed il doppio filare di alberi, che funge da ideale prosecuzione dei portici di Palazzo Micciarelli e del lungofiume sarà mantenuto. “I viali alberati, in pietra- confermano- saranno pedonali e si potrà sostare nelle panchine senza avere le auto a ridosso”. Infine sarà eliminato il dislivello tra la piazza e le strade limitrofe.

Non si tratta di un semplice lavoro di riqualificazione del centro storico o del completamento dei Portici Ercolani- tiene a sottolineare il primo cittadino ringraziando ‘tutti coloro che, facendo la propria parte, hanno permesso di ottenere questo risultato’- non sarà determinante l’estetica, seppur importante, di tutto quel pezzo degli Orti del Vescovo ma il valore sociale che assume”.

Concordi tutti i soggetti coinvolti nel progetto di promozione di edilizia residenziale sociale e di riqualificazione urbana: il Vescovo Giuseppe Orlandoni, il Presidente “Fondazione Città di Senigallia” Michelangelo Guzzonato, il Dirigente Area Tecnica del Comune di Senigallia Gianni Roccato, il Dirigente Ente Regionale Abitazione Pubblica delle Marche Maurizio Urbinati, il Presidente dell’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero Giuseppe Del Moro, il Parroco della Cattedrale Giacarlo Cicetti, i progettisti Mario Gentili e Tonino Sartini e Fabrizio Formentini e Daniela Giuliani del gruppo di lavoro dell’Area Tecnica del Comune di Senigallia.

Un progetto, realizzato al termine di un lungo percorso condiviso tra i soggetti coinvolti e grazie alla buona volontà e l’impegno di tutti, che ha un duplice valore- conclude il Vescovo di Senigallia Mons. Giuseppe Orlandoni con l’appoggio di Michelangelo Guzzonato - Da una parte permette di risanare e riqualificare una zona della città che si trova in uno stato di degrado, rendendola più bella, e dall’altra permette di andare incontro alle esigenze dei nostri cittadini più fragili”.







Questo è un articolo pubblicato il 13-06-2015 alle 14:39 sul giornale del 15 giugno 2015 - 8307 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, Sudani Alice Scarpini, riqualificazione, orti del vescovo, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/akF0


Il progetto non mi trova favorevole per la parte della sostituzione delle essenze che ci sono ora, sempreverdi, con altre stagionali.
Quelle attuali sono ormai entrate nelle abitudini delle persone e sono pressoche' "storiche": la gente fara' fatica a sentire ancora propria la piazza dopo la loro sostituzione, ma in fondo si diceva lo stesso per la sistemazione di Corso Matteotti.
Inoltre ammetto che quella piazza, d'inverno e con alberi stagionali, sembrerebbe enormemente vuota ed abbandonata e mi mette solo tanta tristezza.

Non si potrebbe visionare il plastico del progetto in qualche luogo pubblico?

Luigi Alberto Weiss

14 giugno, 10:21
Quando i progetti appartengono solo alla mente degli architetti, quando non hanno aderenza con le consuetudini dei cittadini, quando puntano solo a rincorrere ambizioni e velleitarismi personali, si finisce per distruggere una parte significativa della cultura cittadina, anche se l'operazione è accompagnata dal coro dei "laudatores" d'occasione.
Spiace che a questa passerella si sia prestato anche il vescovo, persona di solito equilibrata e concreta.

gianni vivaldi

14 giugno, 11:35
decine di lecci, che non hanno mai fatto male a nessuno e sono piante stabili e con radici profonde, si possono tagliare a cuor leggero, mentre i pini,alberi instabilissimi e con radici superficiali che rovinano la pavimentazione e cadono facilmente, non vanno tagliati e sostituiti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!rnMi piace come viene coltivato il verde della città!rnOltretutto il leccio, famiglia delle querce, è una delle piante più protette, ma evidentemente solo per il singolo cittadino, non per altri!

Paul Manoni

15 giugno, 07:23
Chi sarebbe quella "testa aguzza" (per non dire peggio!), che ha avuto la pensata di mettere due stemmi papalini risalenti al periodo dello Stato Pontificio, in una piazza intitolata a GIUSEPPE GARIBALDI???

Quasi sicuramente uno scempio simile è potuto succedere solo per via del fatto che a metterci i quattrini (Vedi la voce "sterco del diavolo"), è quel famoso soggetto "privato" già gestore del più grande patrimonio immobiliare al mondo. Si sa che alza la zampetta e marca il territorio, e si sa che quando si siede al tavolino è abituato ad allargare i gomiti.

Ma io mi chiedo: visto e considerato che improvvisamente una piazza PUBBLICA è diventata nientemeno che "il vero sagrato del duomo", perchè non vi spingete oltre andando fino in fondo, e per una volta nella vita non vi assumete le vostre responsabilità, cambiando il nome alla Piazza?

Non è uno scherzo e nemmeno una provocazione.
Cambiate il nome di quella Piazza...Intitolatela a chi vi pare, a vostra zia, a vostra sorella, a quella di Peppe Orlandoni, o magari alle mamme dei progettisti e degli architetti, ma togliete il nome di Giuseppe Garibaldi a questa piazza.

E' un profondo torto, uno sgarbo ed una vergogna nei confronti del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, che due stemmi dello Stato Pontificio, vengano piazzati in una piazza a Garibaldi.

Assumetevene le responsabilità...Altro che essenze, plastici, abitudini e cultura cittadina..!

Concordo con Manoni... La chiesa si mangia una piazza storica della città (chissà che pacchetto di voti a avuto in cambio l'attuale giunta per approvare un progetto di questa portata). Genuflessione pura, che schifezza.

Daria Utente Vip

15 giugno, 12:48
Paul ha ragione.
Quella per i senigalliesi è sempre stata "Piazza del Duomo". Che c'entra Garibaldi?

A Giuseppe Garibaldi potremmo e dovremmo dedicare un'altra piazza. E perché no Pizza Roma?

Luigi Alberto Weiss

15 giugno, 15:10
Il nome della piazza? Ridicolo dibattito. Nemmeno i Massoni hanno avuto mai da ridere di questa "convivenza", con la lapide a Garibaldi in faccia al Duomo e al palazzo vescovile. Anzi, fecero rinnovare il testo che si era sbiadito.

anche io sono per Piazza del Duomo! altrove Garibaldi!

goffredo

15 giugno, 15:55
Non ci continuino a presentare i modellini come ci presentava la ex Sindaco Angeloni, quando si trattava di "rivoluzionare" la ex Italcementi-Saceliti, perchè abbiamo visto come è andata. Fallimento totale. Una domanda: perchè non ci fu presentato tale progetto in Campagna Elettorale, per dar modo così ai Cittadini Senigalliesi "liberi" di dare con il voto la sua risposta ad un progetto del genere? Poi non chiamiamoli "gli orti del Vescovo" perchè a pagare i lavori non sarà il Vescovo ma con le Tasse sempre in AUMENTO saranno i Cittadini e le Attività Senigalliesi.
P.S.: Che si cerchi di migliorare l'assetto Urbano è una esigenza urgente sotto gli occhi di tutti, ma perchè non si fa un progetto complessivo che non riguardi solo il Centro, ma che tocchi le Periferie, le Strade di collegamento con la Città disastrate, causa una assenza totale di un progetto Urbanistico, le varie incompiute (come la Complanare, la ex italcementi ecc...), il Rifacimento di Marciapiedi, l'Adeguamento ed la Manutenzione dei Vari corsi d'Acqua che interessano la Citta, il Fiume Misa......- Insomma la nuova Giunta ha 5 anni davanti per progettare e programmare tali lavori, alcuni Urgenti altri pure, quindi non c'è tempo da perdere con chiacchiere e promesse.

Commento modificato il 16 giugno 2015

A proposito del progetto:
Sono FAVOREVOLE, alla realizzazione del nuovo porticato, anzi non vedo l'ora sia fatto andando a sanare un vulnus che lasciava orrendamente "monca" quella parte di citta'.
Sono FAVOREVOLE alla realizzazione dell'opera nel suo complesso, che permettera' di recuperare uno spazio urbano quasi abbandonato e non sicuro strutturalmente per realizzare nuovi edifici anche residenziali, tra i quali quelli a canone concordato: i fondi pubblici destinati a queste opere saranno in proporzione agli alloggi di edilizia convenzionata (pubblica) che saranno realizzati, mentre per tutto il resto ogni soggetto partecipera' con propri fondi ottenuti anche disinvestendo. Tantopiu' c'e' la seria possibilita' che questo intervento serva finalmente a ravvivare anche il resto del centro storico, andando incontro a coloro che si lamentano che il centro storico "sentito" sia solo quello delle vie prospicienti il Corso.
Sono FAVOREVOLE al rifacimento della piazza ma sono CONTRARIO esteticamente al progetto di rinnovamento. Ma qui ognuno ha i suoi gusti, alla fine la polica e' quella che deve decidere ed ha deciso.
Sono CONTRARIO, anzi CONTRARIATO per coloro che parlano di un progetto comparso quasi all'improvviso o quasi di nascosto. Sono anni che se ne parla, che lo si analizza nei dettagli anche economici proprio perche' l'investimento e' ingente per chi ci partecipa. Il progetto poi ha avuto diverse evoluzioni. Per la piazza invece ricordo una anticipazione almeno due anni fa, per fortuna in parte ripensato (proponevano un assurdo asse "sbiego" tra Duomo e San Rocco....).

Paul Manoni

16 giugno, 09:38
E' il NON sapere i motivi per i quali la "Massoneria" ha voluto quell'effige a Garibaldi nel 1883, che rende ridicolo questo dibattito.

Tra le altre cose, la Massoneria a Senigallia è sempre stata "trasversale", ed infiltrata nei diversi gruppi politici del tempo...Repubblicani, Socialisti, Popolari, e soprattutto nei tanti circoli di Razionalisti e Libero Pensiero. Lo stesso Ottorino Manni ne denunciava la presenza a cavallo dei primi del Novecento, e più di qualcuno parla perfino di un giovanissimo Giovanni Maria Mastai Ferretti, aderente alla Massoneria.

Viene dunque da chiedersi di quale "CONVIVENZA" si stia parlando, dal momento che 101 anni fa, il 12 Giugno 1914 per l'esattezza, il Duomo, la Chiesa della Croce e la Chiesa della Pace, furono assaltate, distrutte e date alle fiamme in quella che si ricorda come la "Settimana Rossa". Di quale "convivenza" si sta farneticando!?

L'humus sociale della nostra città, come dell'intera Regione peraltro (Enrico Malatesta in Ancona, Luigi Fabbri a Fabriano, ecc, ecc), era composto da gruppi di anarchici, socialisti, repubblicani, e radicali, tutti smaccatamente accomunati da un profondo anticlericalismo.

Fatevene una ragione, e tornate a studiare, se non la Storia del periodo risorgimentale, almeno la Storia della vostra città!

Altrimenti è normale che lo stemma di un assassino stragista e rapitore di bambini come PIO IX, vi finisca nella pavimentazione della piazza.

Quoto in TOTO Manoni... non vedo l'ora di CALPESTARE quello Stemma.

Dedicate pure la piazza al Beato Pio IX ma lasciate in pace i lecci secolari. Dove sono gli ambientalisti?

gino serretti

21 giugno, 06:24
E con queste idee fortemente contrastanti si pretendeva che la ristrutturazione della piazza prima della delibera fosse dibattuta in pubblico con i cittadini. Sicuramente ci scappava il "morto" !!!!!!!rnSaluti