Corinaldo: Guido Tinti firma una tesi sull'uso dei Fitofarmaci

09/06/2015 - Un problema sentito, una questione dibattuta ed un argomento da studiare ed approfondire. Il corinaldese Guido Tinti si è laureato nei mesi scorsi presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università politecnica delle Marche con una tesi di laurea dal titolo "Fitofarmaci e rischio chimico in Agricoltura".

Il Dottor Tinti, laureato al corso di "Tecniche della Prevenzione dell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro" ha prodotto, con metodo logico, una ricerca teorica e pratica sui rischi, per l'agricoltura e per gli agricoltori, dell'utilizzo di tali sostanza chimiche. Relatore il professor Massimo Bracci, correlatore la dottoressa Veronica Ciarapica. Un argomento decisamente importante e di rilievo in realtà come la stessa Corinaldo, che considerano l'agricoltura come uno dei propri assi portanti. La testi di Tinti affronta inizialmente la storia e l'evoluzione, anche da un punto di vista normativo, dei prodotti chimici in agricoltura. In seconda battuta la ricerca ha coinvolto ben 28 aziende del territorio da cui il ha ottenuto importanti dati sull'utilizzo dei fitofarmaci. Tinti ha sottoposto una precisa check-list in particolare a tutti quegli operatori che distribuiscono i fitofarmaci e che quindi sono quotidianamente a contatto con tali prodotti.

"Scopo della presente tesi - sottolinea Tinti nella ricerca- è di valutare il rischio chimico legato all'uso di fitofarmaci degli agricoltori di un Comune della Provincia di Ancona. Il rischio è stato stimato mediante il confronto dei risultati di tre algoritmi matematici." Proprio su tre specifici algoritmi, Tinti ha elaborato i dati raccolti dalle aziende e consultabili nell'elaborato. "Precisi studi hanno accertato l'evolversi di danni ben precisi che riguardano l'organismo -ha spiegato Tinti-: alcuni esempi riguardano la diminuzione della fertilità maschile, disturbi alla pubertà, malformazioni (in particolare inerenti all'apparato genitale maschile), patologie neurodegenerative come il Parkinson, disfunzioni tiroidee). Altri ancora, alla lunga, possono scatenare malattie spesso mortali". In conclusione, si è accertato che, se non svolto correttamente, seguendo le opportune modalità e con l'utilizzo di adeguati strumenti che fungano da strumento di prevenzione come i filtri e i dispositivi di protezione individuale (DPI), il rischio causato dai fitofarmaci è reale.

"E' quindi importante - conclude Tinti nel suo lavoro - intervenire su tre aspetti principali: approfondire la migliore strategia per una corretta stima e valutazione del rischio chimico in agricoltura nelle piccole aziende del territorio; sensibilizzare datori di lavoro e lavoratori ai possibili rischi per la salute legati ad un utilizzo non corretto dei fitofarmaci; informare e formare datori di lavoro e lavoratori sulle corrette procedure, sugli adeguati macchinari e sui migliori dispositivi di protezione da utilizzare quando le lavorazioni agricole prevedono l'utilizzo di fitofarmaci".





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-06-2015 alle 11:31 sul giornale del 10 giugno 2015 - 1504 letture

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"Precisi studi hanno accertato l'evolversi di danni ben precisi che riguardano l'organismo -ha spiegato Tinti-: alcuni esempi riguardano la diminuzione della fertilità maschile, disturbi alla pubertà, malformazioni (in particolare inerenti all'apparato genitale maschile), patologie neurodegenerative come il Parkinson, disfunzioni tiroidee). Altri ancora, alla lunga, possono scatenare malattie spesso mortali". In conclusione, si è accertato che, se non svolto correttamente, seguendo le opportune modalità e con l'utilizzo di adeguati strumenti che fungano da strumento di prevenzione come i filtri e i dispositivi di protezione individuale (DPI), il rischio causato dai fitofarmaci è reale."

Bene, anzi male, e chi vive in prossimità dei luoghi dove questi fitofarmaci vengono distribuiti, come si protegge? E chi poi mangia i frutti della terra o beve l'acqua inquinata da quei fitofarmaci?
Questi prodotti, finchè esiste anche un solo dubbio sulla loro nocività, vanno banditi e basta.