Roberto Paradisi sulle elezioni: "l’elettorato pretendeva unità e non divisioni"

roberto paradisi e luigi rebecchini 04/06/2015 - Senigallia, almeno quella che ha votato, ha scelto di nuovo Mangialardi. Ne prendiamo atto. In una realtà come la nostra, si sa che sconfiggere un impero di consenso e clientele è molto difficile.

 Ci abbiamo provato ed abbiamo perso. Ma perdere non significa perdere le proprie ragioni. Come vincere non significa raddrizzare i propri torti. In un’elezione non vince il migliore come nello sport, vince il professionista del consenso. E l’apparato del Pd locale lo è. Per questo ascoltare in queste ore le parole di Mangialardi che, con la “galanteria” istituzionale che gli è propria, tenta di sbeffeggiare gli avversari accreditando se stesso come l’uomo della provvidenza unto dal popolo, suona molto di provincialismo.

Metà delle persone che hanno votato non hanno scelto Mangialardi e non lo avrebbero scelto all’eventuale ballottaggio. Il 40 per cento dei senigalliesi è rimasto a casa o ha lasciato la scheda bianca. Mangialardi è sindaco con il voto di un terzo dei senigalliesi. Nel marzo scorso lo avevo ampiamente detto: per sconfiggere la poderosa macchina da guerra elettorale del Pd e soci (che hanno messo in campo ogni mezzo, anche illecito, come ho rappresentato in piena campagna alla Prefettura e alla Procura della Repubblica) ci voleva una grande coalizione che andasse da sinistra a destra passando per i civici unita su un progetto comune.

Chi si candida in solitaria rappresenta uno sfrenato individualismo senza avere a cuore un’alternativa coesa che vuole voltare pagina. Non è un caso che l’unica coalizione che si è dimostrata pronta ad andare al ballottaggio (sfiorato per un pungo di voti) sia stata la nostra che, pur senza l’ampiezza dell’idea originaria, ricalcava lo schema che avevo proposto oltre un anno fa. Chi si è lanciato con i paraocchi nell’agone politico senza ascoltare ragioni di alleanze ampie (da noi cercate fino alla fine anche proponendo diverse candidature), ha raccolto macerie.

Qualcuno si è accontentato di uno scranno in consiglio, esprimendo addirittura soddisfazione, dopo aver dichiarato la certezza del ballottaggio (il proprio!). Mi auguro che questa sonora lezione dell’elettorato (che sempre penalizza le divisioni) serva da lezione. Perché nessuno può credere seriamente che la gran parte di quegli undicimila elettori che hanno rivotato Mangialardi nonostante tutto sia pronta a cambiare voto. Ma una grande coalizione, al di là delle ideologie vetuste che favoriscono solo il potere attuale, avrebbe da una parte aiutato a spostare un pugno di voti dal Pd o dalle liste civetta (questo era possibile), dall’altra a riportare una piccola fascia di popolazione alle urne.

E questo sarebbe stato sufficiente per arrivare al ballottaggio (al quale ho smesso di credere quando ho letto il dato di affluenza alle urne). Chi non comprende questa elementare analisi continuerà ad essere il miglior alleato della dinastia Pd. Per quanto ci riguarda io e Luigi Rebecchini, fin da ora, lavoreremo a questo progetto oltre le ideologie e rappresenteremo in consiglio la Senigallia che ancora non è stanca di indignarsi e nutre una speranza di cambiamento.


da Roberto Paradisi
Consigliere Comunale Unione Civica




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-06-2015 alle 11:30 sul giornale del 05 giugno 2015 - 2009 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, luigi rebecchini, politica, senigallia, Unione Civica

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Pablo Utente Vip

04 giugno, 12:09
Rinnovo la stima espressa col voto.

Ma il giallo delle preferenze mancanti è stato risolto?

A parte la morte dell'analisi logica e della sintassi, credo che il senso sia: MANGIALARDI ladro di voti carpire con l' inganno ai danni di un popolo di dementi che non ha capito niente ed ha negato la fiducia ad un avvocato urlante e ad un ex comunista silente che, con l'aiuto di Salvini, volevano portare la democrazia in un luogo infestato da comunisti cattivi (perché quelli buoni era di la) non ha capito nulla il popolo bue ma nemmeno quelli non buoi ma asini che han voluto danneggiare il tentativo de "il gatto e il gatt" con inutili liste di disturbo! E tutti vissero felici e contenti

Invece Paradisi è arrivato secondo con il voto di un quindicesimo dei senigalliesi. Mica male...

ghost Utente Vip

04 giugno, 20:37
Oltre il 30% di distacco e la colpa sarebbe del popolo? Se foste stati bravi avreste convinto quel 40% a non andare al mare e a votare per voi.

La verità è che la vostra coalizione ha sbagliato candidato sindaco, del tutto incapace di convincere gli elettori.

Se aveste messo un buon esponente della società civile le cose potevano andare molto diversamente.

FB

04 giugno, 23:32
Beh, ghost mi pare abbia centrato la questione.
Chi non vota, fra apatia e/o scontento, di fatto non va ad appoggiare l'amministrazione uscente, ma nemmeno trova ragioni per sostenerne una alternativa... Ergo, tutto sommato è più un ni a Mangialardi che un sì alle opposizioni.
P.S. Personalmente avevo guardato con curiosità a questo singolare ed inedito rassemblement cittadino, ma l'imbarco di "Marche 2020" del Terminator della nostra sanità locale, mi ha fatto scappare a gambe levate!

Ci riproverai nel 2020. Senza Marche2020.. Spero.

Non c'è niente da fare, la colpa è sempre di altri per Paradisi. E' una ventina di anni che non ne azzecca una, ma si ripresenta puntualmente con la prosopopea e la sicumera di chi "questa è la volta buona, si va al ballottaggio e poi si vince". Manco per le quattro, ad ogni tornata fà la corsa del gambero (e la fa fare a chi stà con lui...) mentre i suoi avversari vincono al primo colpo e via. E' stato il più utile antagonista per tutti i Sindaci eletti, tantè che l'hanno sempre surclassato.

Si Si....criticare è facile poi senza metterci la faccia è ancora meglio.
La stupidità di certi elettori non ha limiti si preferisce votare per 5 mandati la stessa gente, piuttosto che cambiare secondo la logica che il lavoro del politico non deve esistere. questi "signori" politici di Senigallia devono tornare a lavorare....e dare spazio ad altri che hanno da dare e non solo da prendere e mantenere in piedi la macchina del PD.
Spero che un giorno vicino tutto venga a galla e qualcuno vada a riprendere uno ad uno tutti coloro che hanno sbagliato.

Luigi Alberto Weiss

05 giugno, 15:55
Lollo22 parla di lavoro per i politicanti che stanno "su piazza" da un ventennio. Lavoro? Mica sanno di che si tratta. Finisce che lo cercano sugli scaffali dell'Ipercooop o in un negozio di caccia e pesca.