Volpini in Regione: 'Piano Sanitario, possiamo ancora correggere le iniquità'

03/06/2015 - “Abbiamo centrato in un colpo solo i tre obiettivi che avevamo sostenuto per tutta la campagna elettorale ed è stato un successo probabilmente irripetibile”. Esordisce così Fabrizio Volpini, il consigliere regionale eletto nella circoscrizione di Ancona con il maggior numero di preferenze (4.100).

“Le tre priorità erano l’elezione del sindaco al primo turno, mandare a casa Spacca ed eleggere in Consiglio regionale un rappresentante del territorio –afferma Volpini-. I dati dicono che la mia elezione ha una base fortissima a Senigallia, ma con un contributo determinante del territorio perché siamo riusciti a raggiungere consensi in comuni dove prima non c’erano”. Volpini, che riporta Senigallia in Regione dopo dieci anni (l’ultima rappresentante era stata la senatrice Amati nel 2005), è in pole per l’assessorato alla sanità.

Le mie priorità sono anzitutto il reperimento di risorse da destinare ai servizi alla persona e al welfare, messi sempre più a rischio dai tagli statali –aggiunge Volpini-. Va poi recuperato quel metodo di governo basato sulla partecipazione che in questi anni di governo verticistico di Spacca non c è stato, occorre tornare a rapportarsi coi territori e con i cittadini”. Volpini apre alla speranza di una rivisitazione di quel tanto contestato piano sanitario regionale voluto da Spacca.

Abbiamo contestato in questi anni non il riordino sanitario ma le ingiustizie e le iniquità insite nel piano che hanno riguardato le risorse del personale e i tagli alle unità operative. Su questo aspetto si può e si deve ancora intervenire per un logica di equità che deve essere alla base dell’area vasta. E’ chiaro che l’assetto che disegna dipartimenti, Asur e Aree Vaste resta quello varato ma le risorse e i tagli vanno rivisti in base alle reali priorità e necessità dei territori”.





Questo è un articolo pubblicato il 03-06-2015 alle 23:04 sul giornale del 04 giugno 2015 - 1105 letture

In questo articolo si parla di giulia mancinelli, politica, articolo

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Luigi Alberto Weiss

04 giugno, 08:33
Perchè il neoconsigliere regionale non fa la cortesia ai suoi elettori e a tutti i marchigiani di rivelare quali sono le "iniquità" da correggere? Posti da moltiplicare per dirigenti di vario genere o servizi sanitari da organizzare VERAMENTE sul territorio per non costringere il cittadino a "pellegrinaggi" estenuanti da una parte all'altra delle Marche anche per il più banale dei controlli?

Commento modificato il 05 giugno 2015

Se il neoconsigliere potesse essere in prima fila nel controllo e nelle scelte di sanita' sarebbe una cosa perfetta.
Conosce le problematiche avendole "subite" esso stesso a Senigallia, e adesso ha finalmente una posizione in cui puo' attivamente fare qualcosa.
La razionalizzazione per esempio, non puo' essere solo ottenuta con i tagli delle spese ma appunto razionalizzando e gestendo meglio la sanita' regionale, in primis nella catena dirigenziale.
Inoltre non e' possibile che sia chi ci lavora che chi deve rivolgersi alle strutture si debba sobbarcare decine di kilometri anche per semplici controlli, oppure che chi si rivolge ai CUP debba perdere tutto questo tempo (come leggevo), che i reparti siano lasciati sottodimensionati (in particolare i Pronto Soccorso), ma soprattutto che non si sappia ancora se finalmente si sono applicati in Regione i "costi standard" per medicinali ed attrezzature medicali.
La sanita' non puo' andare ancora avanti con la semplice passione ed il sacrificio sotto forma di stress, fatica, turni assurdi di chi ogni giorno sta a diretto contatto con la gente.