Elezioni: i candidati sconfitti, i commenti a caldo

roberto paradisi 02/06/2015 - Nessun ballottaggio e nessun ribaltone. Gli sfidanti di Maurizio Mangialardi non centrano l'obiettivo del ballottagio.

La coalizione di Roberto Paradisi, con la lista Unione Civica e l’apporto di forze della sinistra come l’ex di Rifondazione Comunista Luigi Rebecchini, in aggiunta al centrodesta della Lega Nord e di Forza Italia, per prima non è riuscita nell’intento di arrivare al ballottaggio. Un risultato “amaro”, che Paradisi, nel giorno del suo compleanno commenta così. “Quando gli individualismi prevalgono sulla ragione e sul buon senso, il risultato rischia di essere quello della riconferma dei professionisti del consenso. Nessuno esprima sorpresa –scrive in un post su Facebook- Chi non ha sentito ragioni rispetto all'appello all'unità dell'alternativa oggi raccoglie le macerie della sua presunzione. L'elettore non premia mai le divisioni di chi aspira al cambiamento. Che triste dover prendere atto che avevamo ragione noi ...”.

Facce invece sorridenti, nonstante tutto, tra i grillini, Il 14% dei consensi consente al Movimento 5 Stelle di attestarsi come seconda forza politica di Senigallia, subito dietro al Partito Democratico. “Siamo molto contenti perché i cittadini hanno espresso una preferenza chiara –commenta la candidata a sindaco Stefania Martinangeli- ci sono liste che non hanno raggiunto nemmeno il quorum necessario per entrare in Consiglio mentre il Movimento 5 Stelle ha almeno due consiglieri. Direi che va bene così. Noi non puntavamo al ballottaggio, per lavorare e far valere le nostre idee avevamo bisogno di almeno un consigliere comunale. Questo obiettivo non solo è stato raggiunto ma siamo andati anche oltre. Un grazie di cuore a tutti i cittadini che ci hanno votato”.

Se la prende con l’elevato tasso di astensionismo Giorgio Sartini, che aveva fatto della sicurezza del fiume il suo cavallo di battaglia. “Sono in netto disaccordo con tutti quelli, e sono tanti, che non sono andati a votare –sottolinea Sartini- per cambiare le cose bisogna far sentire la propria voce. Chi non si esprime lascia che le cose restino sempre uguali”.

Si dice deluso del risultato Maurizio Perini, ex consigliere dell’Udc. “Sono rammaricato per non essere riuscito a raggiungere tutti i cittadini che avrei voluto –spiega- e sono dispiaciuto perché la città ha scelto chi si presenta dietro simboli di partito. La nostra esperienza però non finisce qui perché Progetto in Comune diventa un’associazione che continuerà a far sentire la propria voce in città”.





Questo è un articolo pubblicato il 02-06-2015 alle 00:13 sul giornale del 02 giugno 2015 - 1361 letture

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