Battisti: l'infermiere di famiglia, l'angelo custode della nostra salute

28/05/2015 - Paolo Battisti e la Sanità, la sfida che in questi ultimi 5 anni ha raccolto come Consigliere Comunale, lavorando giorno dopo giorno, e che nei prossimi 5 anni sarà, insieme al Lavoro, al diritto alla Casa e alla sicurezza del Misa, la sua priorità massima per la tutela e il benessere dei cittadini.

In un Convegno tenutosi a San Rocco lunedì sera, nel suo intervento il Candidato Sindaco ha ringraziato gli intervenuti alla serata ed ha iniziato il suo intervento ricordando i principi ispiratori del Servizio Sanitario Nazionale: la salute come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività, il rispetto della dignità e della libertà della persona, la promozione, il mantenimento ed il recupero della salute senza distinzioni individuali o sociali, assicurando l'eguaglianza dei cittadini. E soprattutto che l’attuazione compete anche agli “enti locali territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini”. Battisti riprendendo l’intervento di Mancinelli ha ricordato la necessità di un servizio pubblico, equo, giusto ed efficace. La difficoltà di chi, con redditi minimi appena sufficienti a garantire la sopravvivenza, ammalatosi non può accedere a servizi lontani (le reti cliniche strutturate senza tener conto di una rete di trasporto pubblico locale che ignora le necessità sanitarie) o a costosi servizi privati. L’intervento è poi continuato ricordando come già cinque anni fa fu da lui presentata la proposta di istituire un osservatorio permanente sulla sanità, proposta bocciata in consiglio comunale con la motivazione che essa era prerogativa esclusiva del Sindaco…ma oggi ripresentata da candidati consiglieri che appoggiano il Sindaco uscente. I numerosi incontri con i direttori che si sono susseguiti, il consiglio grande in piazza con i dirigenti regionali, lo spostamento della Guardia Medica (riuscito sempre grazie a Battisti) le condivisioni con le associazioni di tutela e di volontariato (su tutte il Tribunale dei Diritti del Malato di Senigallia nella persona di Umberto Solazzi, che si spende tutti i giorni in favore della comunità). Battisti infine ha ricordato come la salute sia la madre di tutte le battaglie, perché da essa deriva il concetto stesso di civiltà come intesa dal nostro ordinamento… interesse della collettività, riporta la nostra Costituzione, quindi un bene collettivo, della società intera.

Il candidato consigliere Maurizio Ercolani ha precisato le proposte della lista Altra Senigallia con la Sinistra per la tutela della salute dei cittadini, prima fra tutte l’istituzione dell’Infermiere di Famiglia o di Comunità. Ercolani ha rilevato il ruolo e le funzioni di questa figura, prevista dall’organizzazione mondiale della sanità già negli anni ’70 (ed attiva in quasi tutte le nazioni), nell’assistenza alle persone con patologie croniche, nella prevenzione e nella profilassi, nella rilevazione dell’incidenza delle patologie nel proprio ambito.

L’Infermiere di Famiglia collaborerà con il distretto e con i medici di medicina generale per supportare e gestire le persone affette da malattie croniche, come le malattie metaboliche, le insufficienze croniche d’organo, lo scompenso cardiaco, le difficoltà respiratorie croniche, ecc... Informerà sui fattori di rischio o di complicazione, consiglierà stili di vita da seguire, assisterà le famiglie ed i caregiver (coloro che assistono in prima persona l’ammalato), sosterrà giovani e anziani nella cura e nella riabilitazione, programmerà piani di educazione sanitaria… Presterà la sua opera al domicilio, in ambulatori propri o in studi medici associati. Eviterà ricoveri inutili, inappropriati o talora dannosi. Attiverà insieme al mmg l’ADI e gli altri operatori sociali e sanitari. Potrà fare piccole medicazioni, rilevare parametri e somministrare terapie, evitando il ricorso al pronto soccorso dei cosiddetti codici bianchi. Fornirà un punto di continuità assistenziale, a sarà il portatore degli interessi dell’assistito, conoscerà la sua storia ed il suo vivere la condizione di malattia. Sarà una sorta di angelo custode che vigilerà sull’assistito e sui suoi percorsi nei servizi sanitari.

L’incontro, dal titolo ‘L’Altra Salute per Senigallia’ e organizzato dalla Lista L’Altra Senigallia con la Sinistra, è stato moderato dal candidato consigliere Alessandro Galdenzi, che ha introdotto i lavori facendo un rapido ricordo dei tanti tagli che la sanità senigalliese, e l’ospedale (insieme a quelli della vallata misena) in particolare, hanno subito. Le riduzioni dei posti letto, gli accorpamenti delle degenze, i tagli del personale, dei livelli decisionali e dei servizi erogati… Il succedersi dei direttori “liquidatori” degli ultimi anni, il mancato sviluppo di nuove e moderne tecnologie, l’arretramento davanti a posizioni politiche dominanti in altre realtà limitrofe. All’intervento di Galdenzi è succeduta l’accurata analisi di Alessandro Mancinelli, CISL, delle ricadute su lavoratori ed utenti della sanità senigalliese a seguito delle scelte di politica sanitaria effettuate in Regione. Molti i temi toccati dal sindacalista della Cisl, abituato a confrontarsi quotidianamente con la direzione dell’area vasta 2. Ad Alessandro Mancinelli è seguito l’intervento di Leopoldo Guidi, segretario Regionale del sindacato autonomo FSI, completando il ragionamento iniziato da Mancinelli sulla mancata implementazione dei servizi post acuzie, cure intermedie e potenziamento dell’attività domiciliare che doveva seguire e sopperire alla riduzione del taglio dei posti letto e dei reparti di degenza. Mancanza che sta causando, riportato anche da Raffaello Marchetti, CGIL, una stasi di persone dimissibili, in un contesto protetto, all’interno dei reparti di degenza, congestionandoli e rendendoli quindi meno efficienti, efficaci e non disponibili per altri ammalati. L’intervento di Raffaello Marchetti, dirigente RSU CGIL, ma anche operatore sanitario dell’ospedale di Senigallia, è stato forse il più emozionante, incentrato sulle difficoltà quotidiane degli operatori per sopperire alle necessità ed ai bisogni delle persone assistite. La difficoltà di dimettere gli assistiti, soprattutto anziani, per mancanza di lungo degenze, di post acuzie o di un territorio in grado di far fronte alle aumentate necessità, dove riallocare chi ha superato la fase acuta della malattia, liberando i posti letto per chi ha veramente bisogno di cure intensive ospedaliere.

Paolo Battisti e Maurizio Ercolani





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-05-2015 alle 12:30 sul giornale del 29 maggio 2015 - 364 letture

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