Simone Ceresoni: le buone politiche abitative sono nell'interesse di tutti

27/05/2015 - E’ necessario un rilancio nella regione Marche delle politiche abitative. Dobbiamo mettere in campo politiche attive attraverso un piano regionale forte e chiaro di housing sociale che riesca a calarsi nel particolare momento congiunturale del Paese, fatto da ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri.

Le nuove politiche socio abitative dovranno essere indirizzate proprio ai meno abbienti, ai disoccupati, ai pensionati al minimo, a chi cerca ma non trova occupazione e reddito, a quel ceto medio che non è più capace di accedere a un mutuo, non ha i titoli per iscriversi alle graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari o a chi sta perdendo la casa, dopo aver perso il lavoro, perché non riesce più a pagare il mutuo che aveva preso tempo addietro. Ora si parla molto di "invenduto": cioè di quella grande quantità di abitazioni che, a causa della crisi economica, sta sul mercato senza trovare acquirenti. Ma l'invenduto acquisito dal pubblico non può certo essere la soluzione unica ai problemi. L'edilizia sociale si deve costruire su terreni pubblici a prezzi calmierati e il ricavato deve tornare appunto, al pubblico cioè ai Comuni. I piani devono avere una logica sociale, con distribuzione per quartieri, con servizi che ci devono già essere.

Oggi però la grande disponibilità di invenduto può essere una opportunità. In alcuni casi, dove esistono i criteri di standard di qualità di dimensione e di categoria energetica una acquisizione da parte del pubblico potrebbe essere una risposta, ma al prezzo di costo, quindi senza speculazione, perché la collettività non può pagare alle imprese i costi dovuti alle perdite derivanti dalla crisi. Meglio ancora sarebbe acquistare nei piccoli centri urbani l'enorme patrimonio abitativo privato disabitato e che sta cadendo a pezzi: i prezzi sarebbero bassi, si recupererebbero, anche demograficamente, i centri minori e si limiterebbe il continuo fenomeno di conurbazione che continua a massacrare la costa e le valli. Si potrebbe anche usare lo strumento dell'autorecupero: cittadini scelti con graduatorie pubbliche che, sotto la guida di esperti e in collaborazione con imprese locali, recuperano a fini abitativi queste abitazioni oggi vuote e in disuso, scomputando il loro lavoro sul canone di locazione o sul prezzo di acquisto attraverso un patto di futura vendita. Io credo che questo possa essere nel giro di poco tempo, se lo si vuole veramente, una proposta seria in termini di edilizia popolare. Non certo quanto è stato avanzato con l’ultimo Piano di Edilizia Residenziale 2014-2016, approvato dal Consiglio Regionale nel dicembre scorso, che è concettualmente, ma anche socialmente, sbagliato.

La logica non può essere infatti quella di un intervento di "puro" sostegno alle imprese edili per “ridurre lo stock di alloggi ultimati e invenduti che appesantiscono e condizionano il mercato edilizio e il sistema delle imprese edili, come recita l’atto regionale. Il piano di cessioni di alloggi popolari, già deciso dalla giunta Spacca, dovrà servire al rinnovo degli stock abitativi e alla manutenzione dell'esistente. Non vorremmo che si pensi ad una maniera per fare cassa, s-vendendo un patrimonio pagato da tutti i lavoratori attraverso il contributo ex Gescal. La crisi economica che perdura, gli scoppi delle varie bolle tra cui quella edilizia, non sono figlie di un fato cinico, ha vittime, tante, ben riconoscibili i cui volti vediamo ogni giorno e che molto spesso sono volti di persone a noi care. Ma ha anche dei colpevoli, più nascosti ma ben definiti: tra questi colpevoli ci sono senza dubbio coloro che hanno praticato, promosso e permesso la speculazione edilizia, che ha imperversato per decenni nel nostro paese consumando dissennatamente suolo, risorse, natura, bellezza. Dopo anni e anni di massimizzazione dei profitti privati non possiamo, non dobbiamo, permettere che ora si proceda alla socializzazione delle perdite. Senza nessuna intenzione punitiva o vendicativa sia chiaro, ma se è vero, come è vero, che all’interno delle regole del mercato esiste il rischio di impresa, non può essere di certo la mano pubblica a correre in soccorso di coloro che per troppo tempo hanno saccheggiato e abbruttito il territorio facendo profitti stratosferici.

E’ ragionevole quindi mettere mano a dei meccanismi che permettano di utilizzare per la collettività le unità abitative invendute, sia quelle che le imprese hanno in sofferenza, ma anche il tanto patrimonio dei nostri centri minori - a volte bellissimo - adesso disabitato e che così non può reggere. Ma che, sempre, abbia le giuste caratteristiche di abitabilità, di consumo energetico e di costo. Se si vuol fare un intervento a favore delle imprese, ben venga: ma non lo si mascheri da aiuto ai meno abbienti per garantirgli un tetto sopra la testa! L'altra questione, urgente, indifferibile e sottaciuta, è quella di chi una casa ce l'ha (almeno per il fisco): acquistata coi sacrifici di una vita ma che ancora non gli appartiene. In anni passati, la bolla immobiliare ha gonfiato i prezzi delle case e la facilità di accesso ai mutui per l'acquisto. Molte famiglie, con un lavoro e magari un reddito sufficiente, hanno acquistato la loro prima casa. Oggi, il lavoro non c'è più ma il mutuo da pagare è rimasto. Queste famiglie, da sole non ce la potranno fare, rischiando di perdere tutto ciò che avevano - a volte anche quello che avevano genitori o parenti che hanno garantito per loro - se non interverrà un fondo di solidarietà pubblico. Se queste persone, oggi disoccupate, non potranno garantire il pagamento dei mutui, si ritroveranno ad aver perso tutto insieme al lavoro: i sacrifici di una vita, ogni risparmio e la casa con ipoteca per l'ottenimento del mutuo. E, oltre alla disperazione, andranno ad ingrossare le fila di chi già attende una casa pubblica. Non è un buon affare per nessuno, neanche per le banche.

Per questo un fondo di sostegno temporaneo per il pagamento del mutuo, da ritornare con gli stessi tempi di corresponsione appena si sarà ritrovato un lavoro, senza gravami di more, interessi, spese legali, procedimenti di sfratto e tutto il calvario ben noto a chi lo vive, è un'operazione in sintonia con l'attuale congiuntura - occupazionale e del mercato abitativo - che abbasserebbe il costo sociale del problema e la qualità della vita di chi, non per sua volontà o colpa, c'è finito dentro. Questo, insieme alle esperienze che per primi nelle Marche abbiamo progettato - e realizzato – a Senigallia, quali l'autocostruzione del Cesano e il cohousing per anziani di piazza Garibaldi, è la strada da perseguire per un'edilizia sociale per tutti, che tutti possono permettersi e alla quale tutti sono in grado di accedere.





Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 27-05-2015 alle 14:22 sul giornale del 28 maggio 2015 - 738 letture

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morpurgo riccardo

27 maggio, 19:45
Leggo con interesse l’articolo di Simone Ceresoni con il quale piu’ volte, negli anni di Suo assessorato, ho avuto modo di confrontarmi, generalmente in modo concorde: ed anche oggi concordo sostanzialmente con il merito del Suo programma, meno con i toni, astiosamente generalizzanti e poco, per quanto mi consta, attinenti la realta’ locale: non vedo, o non riesco a vedere, nella nostra realta’, ma e’ possibile che la mia visuale sia troppo ridotta od offuscata o, piu’ semplicemente, partigiana, saccheggiatori o violentatori, ma onesti lavoratori ed imprenditori che hanno perseguito negli anni una logica, di giusto profitto si’, ma anche di servizio pubblico: non riconoscerlo, a mio parere, e’ non riconoscere l’onesta’ intellettuale dei collaboratori e maestranze di chi, con me e come me, si sono attivati con professionalita’ e sacrificio e di tutti coloro che, erodendo all’impossibile (e non capitalizzandolo, come una logica assolutamente speculativa avrebbe invece consigliato ) il “ tesoretto” che la efficienza del passato gli aveva consentito, sono riusciti, a quasi dieci anni dall’inizio di una iniqua crisi, a mantenere efficiente la struttura ed a far brillare una, pur tenue, speranza nel futuro.rnConcordo, ma aggiungo: ritengo che la ripresa non possa che avvenire con l’apporto congiunto e sinergico, e non certo antagonistico, di tre attori: imprenditore, amministrazione, ceto bancario.rnL’imprenditore dovra’ porsi ed imporsi l’obiettivo di proporre al mercato abitazioni di alta qualita’ e costo contenuto, controllando e coordinando la progettazione e la efficienza costruttiva, attivandosi nello studio di una piu’ consona unita’ di abitazione e nella ricerca di nuove e moderne tecnologie; il ceto bancario dovra’, tranquillizzando i suoi schizofrenici comportamenti (da improponibilmente e colpevolmente munifico elargitore a spietato e vessatorio esattore) ed accettando che il rischio di impresa da Te citato, gentile Simone, anche ad esso fa capo, assumere, o riassumere, il ruolo di attento e cosciente finanziatore, tra l’altro cosi’ rispettando, se non ho capito male, gli intendimenti della BCE; la Amministrazione pubblica partecipera’ al raggiungimento dell’obiettivo, non solo superando ed annichilendo gli ormai consunti regolamenti, gonfi di infauste, stupide ed antieconomiche limitazioni ed obbligazioni, ma anche premiando ed incentivando gli interventi positivi e proponendosi, nell’attuale e nell’interesse pubblico di rilancio della economia cittadina, come mediatore tra le sempre piu’ tremolanti e sfiduciate richieste delle imprese e le sempre piu’ rigide ed ormai irraggiungibili risposte del credito. rnRiccardo Morpurgo

Fioralba Ricci

28 maggio, 21:21
ci vuole proprio la faccia di Ceresoni per dire ".....ha anche dei colpevoli, più nascosti ma ben definiti: tra questi colpevoli ci sono senza dubbio coloro che hanno praticato, promosso e permesso la speculazione edilizia, che ha imperversato per decenni nel nostro paese consumando dissennatamente suolo, risorse, natura, bellezza. " Ma per caso non era Lei e l'amministrazione a cui apparteneva, che ha fatto di tutto per toglierci il nostro terreno inventandosi dalla lottizzazione di ufficio al piano particolareggiato e tanto altro.... Parlo della lottizzazione Cesanella 1 ovviamente. Si deve solo vergognare quando scrive certe cose !!!!! ROSALBA