Proposte e progetti per una qualità urbana

25/05/2015 - Una città che fa del turismo balneare il perno della propria economia ha bisogno di una identità forte e attrattiva, che le può derivare solo da interventi strutturali destinati a restare nel tempo, interventi che concorrano nel contempo a migliorare la qualità della vita per i cittadini durante tutto l’arco dell’anno.

Bellezza e natura sono le chiavi di questa reinterpretazione delle nostre città storiche. Questo è quello che propone la lista comunale “La Città Futura” e in particolare Luciano Montesi, Nausicaa Fileri e Roberto Primavera, che intendono farsi promotori di queste istanze di riqualificazione urbana. Il primo punto di questo programma è il recupero dello stretto legame fra città storica e ambiente fluviale. E questo è possibile dando attuazione ai due progetti del Piano delle Mura e del Parco fluviale, due progetti strettamente collegati e contigui e che trovano il loro anello di congiunzione nel recupero a verde della fascia antistante le mura lungo via Leopardi fino al lungofiume a ridosso delle mura in corrispondenza delle Caserme. Si tratta di riqualificare e rimettere in primo piano due elementi costitutivi dell’identità di Senigallia: da un lato le mura come immagine, anche estetica, della città storica e del paesaggio urbano, dall’altro il fiume come elemento fondamentale del suo sviluppo ed opportunità per una riprogettazione della sua organizzazione urbana in senso maggiormente naturalistico. Il progetto prevede come asse portante un percorso urbano-fluviale a partire dalle mura verso il fiume e in senso inverso un asse di penetrazione dal fiume verso il centro storico mediante l’apertura di via dell’Angelo.

Il secondo punto riguarda la restituzione integrale alle funzioni naturalistiche di uno spazio strategico a ridosso della città, in stretto collegamento con l’area fluviale e naturale completamento di essa. Si tratta dell’Oasi di San Gaudenzio, estesa sull’area dell’antica cava dell’Italcementi e rinaturalizzatasi spontaneamente dopo l’abbandono dell’attività estrattiva. E’ un’area di grande valenza strategica, perché riveste anche un forte interesse paleontologico per la presenza di fossili venuti alla luce proprio grazie all’attività estrattiva fin dal ‘700 e un altrettanto importante interesse archeologico per la presenza delle tracce dell’antica abbazia e del manufatto industriale della ex fornace. Il progetto è quello di operare con la proprietà e avviare un processo virtuoso che possa portare alla sua graduale fruizione da parte dei cittadini e alla sua valorizzazione, anche scientifica, come presupposto per un progetto più ambizioso di intervento pubblico. Anche qui è possibile progettare un collegamento diretto fra l’area naturalistica e la città e realizzare uno sfondamento della barriera psicologica e materiale costituita dall’autostrada. Ma per ricucire realmente la continuità paesaggio urbano- paesaggio naturale e porre un limite al soffocamento della città da parte dell’edificazione si propone il terzo punto, che riguarda il blocco delle nuove urbanizzazioni e la salvaguardia del paesaggio collinare e agricolo. Quindi stop a nuove cementificazioni e recupero e riqualificazione dell’esistente, sia dei manufatti industriali abbandonati (vedi Cesanella), sia delle periferie urbane più vetuste, in città e nelle frazioni, con riferimento alla tipologia delle case a schiera lungo i vecchi assi stradali (via Podesti, Sanzio, A. Caro, Verdi ecc.).

Nella stessa direzione dichiara di muoversi la programmazione urbanistica dell’Amministrazione Comunale, ma mancano ancora normative e strumenti compiuti che incoraggino e favoriscano un reale processo di riqualificazione con il duplice intento di creare nuovi spazi abitativi adeguati agli standard attuali e salvaguardare i caratteri architettonici e urbanistici dei quartieri otto/novecenteschi. Bisogna mettersi nella prospettiva di porre fine al processo di omologazione allo stile anonimo dei condomini, al disordine e al brutto prevalso spesso in questi ultimi decenni. C’è però molto da fare ancora in questa direzione come insegna la recente, e ultima di una lunga serie, variante al PRG approvata in Consiglio. Ma il pieno e reale recupero di fruizione totale di questi spazi o meglio la percezione dell’unità spaziale di centro, periferia e ambiente naturale è legata alla possibilità di una mobilità leggera ciclo-pedonale, derivante dalla disponibilità di parcheggi e percorsi ciclo-pedonali. Non basta infatti esortare a lasciare l’auto a casa e servirsi della bici per gli spostamenti fra centro e periferia se in molte strade a ridosso della città storica (ma non solo) l’uso delle due ruote è difficile se non pericoloso soprattutto per bambini ed anziani.

Serve quindi anche qui un progetto globale e unitario, che non preveda necessariamente ovunque vere e proprie piste ciclabili, perché i presupposti per soluzioni del genere in molte parti del centro non esistono, ma piuttosto un progetto che completi il più possibile le piste esistenti e le colleghi con una rete di percorsi preferenziali agevoli e sicuri, segnalati a terra e in verticale con indicazioni ben visibili, e messi in sicurezza attraverso adeguati interventi su rotatorie, isole spartitraffico, ponti, parcheggi auto e quanto altro può costituire un ostacolo all’uso delle due ruote e altro.

Nausicaa Fileri, Luciano Montesi, Roberto Primavera – candidati al Consiglio Comunale con La Città Futura







Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 25-05-2015 alle 21:02 sul giornale del 26 maggio 2015 - 421 letture

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25 maggio, 21:24
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