Venerdì un incontro sul dialogo interreligioso alla Pace

Dialogo fra religioni 20/05/2015 - Oggi possiamo dire che le religioni del mondo sono venute ad abitare in casa nostra. Questo è avvenuto perché lo straordinario progresso delle comunicazioni ha reso più facile e veloce scambiare idee, pensieri, abitudini e mode da un angolo del mondo all’altro, annullando distanze di migliaia di chilometri. Ma soprattutto perché da tempo il nostro Paese è un luogo di accoglienza per migliaia di immigrati che vengono in Italia dal sud e dell’est del mondo.

Questa nuova realtà dovrebbe stimolarci a fare maggiore attenzione alle diverse religioni presenti nelle nostre città, sia a quelle “arrivate da poco”, sia a quelle che già da moltissimi secoli sono parte integrante della storia e della cultura italiana: l’ebraismo, le chiese cristiane diverse da quella cattolica. Purtroppo, però, l’Italia non è ancora veramente attrezzata per accogliere tutte queste diversità e spesso siamo portati a considerarle più come una minaccia che come una risorsa. La paura nasce dalla non conoscenza. Quando non si conosce l’altro ci si lascia guidare dai luoghi comuni e dalla diffidenza. La delicata situazione internazionale, la paura del terrorismo, il linguaggio spesso approssimativo dei mass media purtroppo non fanno che erigere ulteriori barriere di reciproche incomprensioni.

Vogliamo fare un passo in avanti venerdì 22 maggio alle ore 21.15 nel tendone allestito nel piazzale della Chiesa della Pace a Senigallia in via Raffaello Sanzio 237, dove il prof. Marco dal Corso, professore degli Studi ecumenici “San Bernardino” di Venezia e redattore della rivista Cem Mondialità, ci aiuterà a entrare nel mondo del dialogo interreligioso con un incontro dal titolo: “L’incontro tra religioni: ragioni e percorsi”.

In questo momento è molto importante fare uno forzo per superare i propri pregiudizi e andare al di là degli slogan e delle etichette. Per vivere insieme in pace, la tolleranza non basta. Rispettare gli altri non è solo lasciarli tranquilli. È anche interessarsi a loro, conoscerli. Per far questo è necessario dotarsi di nuovi strumenti di comprensione. In passato i rapporti con le altre religioni erano una questione piuttosto teorica, che si poteva anche lasciare ai teologi e agli specialisti. Ora, essa si impone sempre più spesso nella vita di tutti i giorni. Come tutte le novità può creare qualche difficoltà, ma è soprattutto un’opportunità straordinaria di arricchimento e di apertura.

Il pluralismo religioso è una realtà, non una scelta. La scelta sta nel decidere se prendere semplicemente atto dell’esistenza di altre religioni o se conoscerle e viverle, tra differenze e cose in comune, tra ciò che allontana e ciò che avvicina. Solo dopo una reale conoscenza reciproca è possibile abbattere gli stereotipi. È un percorso che parte dalla propria identità, perché per condividersi, senza paura, bisogna sentirsi sicuri delle proprie radici. Il dialogo interreligioso avviene innanzitutto fra persone, non fra religioni, dottrine o sistemi. Il dialogo si fa con le esperienze, attraverso la condivisione di un racconto, un canto, una preghiera, una danza, una cena, un digiuno, un silenzio. Per fare questo è innanzitutto necessaria un’educazione al dialogo, che ci consenta di “guardare” e “ascoltare” davvero l’altro.

È un processo molto faticoso perché implica un viaggio nelle differenze e soprattutto dentro se stessi; significa, a volte, mettere in discussione le proprie categorie mentali e le proprie idee di mondo. Non è un cammino semplice. A volte ci sono limiti invalicabili, esperienze che non possono essere condivise. Altre invece ci si accorge di quanto simili e intrecciati siano i valori, i percorsi, le storie. Una cosa è certa: da questo viaggio si torna sempre più ricchi di emozioni e più poveri di pregiudizi.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2015 alle 16:52 sul giornale del 21 maggio 2015 - 335 letture

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