Stefanelli: grave la partecipazione di amministratori pubblici alla manifestazione Anti-Salvini

francesco stefanelli 19/05/2015 - A ventanni sono sceso più volte in piazza per protestare contro qualcosa o qualcuno. Poi qualche anno dopo ho scelto di impegnarmi direttamente in politica per cercare di cambiare qualcosa dal di dentro. Sono diventato un rappresentante delle istituzioni e ho cercato sempre di servirle e rispettarle anche con i comportamenti personali anche quando questo mi costava.

Per questo mi spiace aver visto amministratori del nostro comune – il comune in cui abito e che mi sta a cuore – alla manifestazione di giovedì 14 maggio che ha di fatto impedito il comizio elettorale di Matteo Salvini. Premetto che anche se fosse successo il contrario – a parti invertite – avrei scritto le stesse cose.

Sì perchè c'è una legge – che tutela tutti – che prescrive che i comizi indetti da partiti riconosciuti non possano essere interrotti né disturbati in alcun modo, fosse anche la semplice esposizione di bandiere o simboli di partiti avversi. E ciò vale anche per cartelli, striscioni e qualsiasi altra modalità atta a creare disturbo.

Per questo - ripeto - credo che sia inaccettabile e grave che alcuni rappresentanti dei cittadini, tutti i cittadini, eletti in Consiglio Comunale abbiano partecipato alla protesta, rivendicando un loro presunto diritto democratico a manifestare, quando invece, in quanto rappresentanti delle istituzioni, avrebbero il quantomeno il dovere morale di denunciare i reati di cui vengono a conoscenza. Di fatto partecipando, di quell'illecito grave si sono fatti complici.

Diverso sarebbe stato se avessero partecipato ad una legittima manifestazione autorizzata “anti-Lega” che si fosse tenuta in altro luogo.
La legge di cui sopra ha un suo imprescindibile fine costituzionale, fondamentale in una repubblica democratica parlamentare qual è la nostra. Tutelare i cittadini e gli uomini e le donne che si dedicano alla politica dalle possibili prevaricazioni e violenze che potrebbero colpirli – come accadeva durante il ventennio fascista - solo per esprimere, condividere, voler semplicemente ascoltare idee politiche divergenti da quelle in quel momento o in quel luogo dominanti.

E sono fermamente convinto che non ci sia una parte – nessuna parte - che possa minacciare i diritti costituzionali altrui. Che questa minaccia venga da sinistra, da destra, da sopra o da sotto non deve poter fare la differenza né indurre a indulgenza.
Noi di Marche2020-Area Popolare siamo convinti che le leggi vanno rispettate soprattutto da chi le dovrebbe rappresentare e che le regole che tutelano i diritti costituzionali dei cittadini italiani non possono valere a corrente alternata.


da Francesco Stefanelli
ex Vicesindaco di Senigallia




Questo è un articolo pubblicato il 19-05-2015 alle 20:15 sul giornale del 20 maggio 2015 - 1712 letture

In questo articolo si parla di francesco stefanelli, matteo salvini

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Luigi Alberto Weiss

20 maggio, 08:16
Che sorpresa: una ventata di politica come si faceva una volta, attenta ai ruoli e rispettosa delle leggi, frutto di convinzioni radicate e non di opportunità del momento.

Caro Francesco , affermare che le leggi vanno rispettate significa che tu accusi i rappresentanti di Città Futura (a questi ti riferisci) di non rispettarle; non puoi non conoscere l'indole personale e Politica di coloro ai quali personalmente ti riferisci.- Non mi è dato sapere cosa ti stà succedendo perchè quello che scivi non mi risultava ti appartenga.- Non potrebbe essere che la tua novella vicinanza con Forza Italia e le Lega ti abbia offuscato la mente ?. Con l'amicizia e la stima di sempre ma con un po' di amarezza. Maurizio Tonini Bossi