Ceresoni, 'Serve una legge regionale per il governo del territorio'

18/05/2015 - Abbiamo bisogno di una legge regionale che promuova città che non si espandono ma si riqualificano, che proponga finalmente il consumo zero di territorio, di modo che un nuovo corso del mondo legato all’edilizia, non sia più l’atto isolato di qualche bravo amministratore, ma che sia un agire chiaro e codificato, perché il suolo è un bene comune che è limitato e non possiamo permetterci più di consumarlo ai ritmi attuali.

In questi cinque anni abbiamo tentato in modo serio di invertire la rotta: abbiamo cassato in modo definitivo l'ampliamento delle Piramidi a Cesano, ridotto di un terzo la cementificazione della collina di via Cellini, salvaguardando la parte più pregiata, e trasformato oltre 100 ettari di terreno edificabile in zona agricola.

Un urbanistica partecipata, dai cittadini e dagli addetti ai lavori, numerosi sono stati infatti i momenti di confronto su tali tematiche nell’ambito degli incontri previsti dal progetto di Nuove Energie Urbane. Non un blocco però, ma uno sviluppo diverso. Nell’edilizia c’è lavoro, e quindi non mi candido, non mi sono mai candidato, per il blocco di questo settore. Mi candido per l’innovazione e per il progresso, che significa un futuro diverso e migliore.

Nella mia esperienza di Assessore all’Urbanistica di Senigallia ho iniziato la conversione del piano regolatore di questa città e quindi anche dell’economia fondata sull’edilizia. Sottolineo: conversione, non blocco. il PRG di Senigallia è stato trasformato da espansivo a PRG di rigenerazione urbana, che riguarda soprattutto le aree urbane già edificate in degrado da riqualificare. Le nostre città non hanno più bisogni di espandersi, non è più necessario consumare territorio. Occorre giocare la carta della riqualificazione e della rigenerazione urbana per far si che l’economia e il lavoro possano riprendere, fondandosi su progetti di qualità.

E’ possibile, non è un’utopia, è esattamente quello che abbiamo iniziato a fare a Senigallia. Noi però abbiamo bisogno di una nuova legge regionale di governo del territorio che ragioni in termini di area vasta, più ampi del singolo Comune, perché non possiamo più pensare di avere tante piccole zone artigianali sparse per la regione, ma bisogna aggregare, perché aggregare significa risparmiare, risparmiare territorio, infrastrutture, spesa pubblica. Noi abbiamo bisogno di una legge che tenga conto della Bellezza, dei paesaggi naturali, dei paesaggi agrari, dei paesaggi urbani e dei borghi, la bellezza del paesaggio è la vera ricchezza delle Marche, il nostro giacimento da valorizzare, altro che le trivelle in Adriatico. Senza una buona legge regionale il nostro lavoro di amministratori comunali è stato molto faticoso e complesso, tra norme contrastanti e la minaccia di ricorsi miliardari pendenti sulla testa dell'ente. il Consiglio Regionale uscente e chi ha governato sino ad oggi la Regione sono responsabili del fallimento consistente nel non aver concluso il percorso di una nuova legge regionale sull’uso del territorio.

Le città e gli enti locali hanno bisogno di nuovi strumenti urbanistici. Strumenti che, quantomeno, equiparino gli interessi pubblici a quelli privati, se non, meglio ancora, che pongano il principio della supremazia dell'interesse collettivo e del bene comune. Oggi, solo per fare un esempio, abbiamo il Piano Regolatore Generale che dà una grande rilevanza all’interesse privato, mentre mette in difficoltà gli enti pubblici, per cui la previsione di realizzazione di un parco pubblico ha una scadenza mentre una previsione di una lottizzazione ha valore a tempo indeterminato.


da Simone Ceresoni
Candidato al Consiglio Regionale con “Altre Marche – Sinistra Unita”




Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 18-05-2015 alle 16:10 sul giornale del 19 maggio 2015 - 575 letture

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Mi piacerebbe una legge regionale snella ed esemplificativa, in modo da evitare grosse perdite di tempo burocratiche ed aiutare nelle scelte il cittadino, ed al contempo possa aiutare anche la P.Amm. ad avere un controllo semplificato e trasparente del territorio.