Un anno dopo l'alluvione: Montesi, 'Siamo ancora preoccupati'

Riccardo Montesi (GIO) 15/05/2015 - Sono passati dodici mesi dall’alluvione del 03 maggio 2014 e quelli, come il sottoscritto, colpiti dall’evento non hanno smesso di preoccuparsi in quanto le istituzioni locali non solo si sono rifiutate di affiancare i cittadini per denunciare le evidenti responsabilità degli organi preposti alla manutenzione dei fiumi, ma li vediamo in difficoltà anche nelle iniziative necessarie e urgenti per ridurre il rischio che si ripetano altre alluvioni.

Il problema che preoccupa maggiormente è nel tratto da Borgo Bicchia fino al Porto Canale dove si sono creati cumuli di fango e ghiaia che ostacolano lo scorrimento delle acque per eccessiva riduzione della capienza del fiume.

Detti cumuli andrebbero assolutamente asportati entro l’estate che sta per arrivare. Da un calcolo approssimativo nel tratto in questione, in un decennio l’accumulo ha raggiunto circa due metri in profondità e dai venti ai trenta metri in larghezza su due terzi dell’intero percorso. Dopo dodici mesi è veramente preoccupante costatare l’assenza dei lavori, forse non si rendono conto del pericolo e dello stato in cui si trovano i cittadini di fronte al rischio di nuove alluvioni.

Va detto anche che il disboscamento del Misa contribuirà solo a velocizzare la spinta dell’acqua aumentando il rischio di esondazione nel tratto in questione, inoltre depositerà un’ulteriore quantità di fango e ghiaia.

Riccardo Montesi Imprenditore-alluvionato





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-05-2015 alle 23:05 sul giornale del 16 maggio 2015 - 884 letture

In questo articolo si parla di attualità, Riccardo Montesi, GIO

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Commento modificato il 16 maggio 2015

Ho sempre pensato che la rimozione degli alberi in alveo fosse propedeutico alla rimozione dei depositi sopra cui quegli alberi erano cresciuti.
Nessuno sa dare conferma di quando verranno rimossi i depositi? (e dove andranno stoccati)
Altrimenti l'isoletta alla foce smetterà di sentirsi sola.
In questo momento il fiume è come un cannone con la cima mezza tappata, che produrra' i medesimi risultati se dovesse ripiovere in maniera potente.




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