Obiettivo Comune: gruppo di lavoro sulla sanità

obiettivo comune 15/05/2015 - La riorganizzazione sanitaria regionale, tutt’ora in corso (con le delibere DGRM 1345 e 1219 per citarne alcune) ha comportato, una serie di scelte, alcune delle quali, ad una visione “superficiale”, possono essere state intese come un mero depotenziamento.

Il nostro ospedale (come molti altri, n.d.r) ha “perso”, momentaneamente, diverse Unità Operative Complesse (i “primariati” come vengono comunemente definiti). Sono state scelte difficili, spesso avvertite dalla cittadinanza come “imposte dall’alto” ma in realtà, in taluni casi, necessarie, dettate dalla particolare congiuntura economica esistente a livello nazionale ed internazionale e dalla necessità di adeguarci a determinate normative e “standard” da cui non potevamo più esimerci. La precedente frammentazione delle strutture ospedaliere nelle Marche non era più economicamente sostenibile e, diciamoci la verità, comportava l’esistenza di strutture che di “ospedale” avevano ormai solamente il nome. A un’analisi obiettiva della situazione attuale non possiamo però negare che per il nostro ospedale ha subito comunque dei tagli, più o meno evidenti, che hanno interessato tutti i settori, dal personale medico, infermieristico e tecnico, all’acquisto e/o manutenzione delle apparecchiature elettromedicali ecc.

Non tutto è però perduto ma dipenderà dall’assetto politico-istituzionale che si verrà a creare dopo le elezioni. Inutile negarcelo, se dovessero vincere Spacca ed i suoi uomini, Ciccarelli in primis, gli “artefici principali” del tentativo di depotenziamento del nostro ospedale a favore di realtà più o meno vicine, allora la sorte del nostro ospedale sarà segnata da un lento ed inesorabile declino. Ma proviamo a tirare le somme. Il “pressing” dell’amministrazione uscente, silenzioso, lontano dai titoloni urlati delle testate giornalistiche, è stato, senza dubbio, utile ed efficace: Senigallia ha ottenuto finalmente il nuovo primario della cardiologia, confermata la UOC di neurologia che sembrava fosse persa a favore di Jesi, le specialistiche chirurgiche (ORL ed oculistica) non sono state perse, ed a breve verrà acquistata la nuova Risonanza Magnetica, la colonna endoscopica per la gastroenterologia, i nuovi ecografi; sono stati assunti 3 nuovi medici per il Pronto Soccorso, non ancora sufficienti, ma comunque un primo passo verso il potenziamento di un servizio che, in particolare nel periodo estivo, si trova a fronteggiare un numero enorme di accessi. I letti momentaneamente soppressi alla DPA verranno, a quanto ci è stato riferito e promesso dal Direttore dell’AV2 nell’ultima riunione della IV commissione, riattivati probabilmente subito dopo l’estate. L’unica vera ed invariata problematica che si trascina da almeno un decennio resta comunque la carenza di personale sanitario e di quello medico in particolare, clamorosamente sottostimato in buona parte delle nostre UOC (i “reparti”).

E’ questa la vera emergenza. La parola d’ordine della futura amministrazione dovrà essere “ospedale a norma”! E’ questo l’obiettivo comune. La vera “battaglia” non può e non deve essere solo su numero di posti letto e “primariati”, certo importanti, ma come ottenere un servizio sanitario che risponda a criteri di efficienza ed efficacia, lotta agli sprechi, valorizzazione delle professionalità e delle eccellenze esistenti, abbattimento della mobilità passiva verso altre strutture, riduzione delle liste d’attesa. Ai cittadini, diciamoci la verità, poco importa se un “reparto” sia una “UOC” o “UOSD” o “UOS” ma solo ed esclusivamente come è organizzato, i bisogni di salute che è in grado di soddisfare, le professionalità e competenze esistenti ed, infine, ma non meno importante, la sicurezza. Insomma è il contenuto e non l’etichetta ciò che importa. Non sono più tollerabili liste d’attesa lunghissime senza proposte di soluzione, abbandono del paziente in fase di post ospedalizzazione ed assurde “transumanze” di pazienti costretti a rivolgersi ad altre strutture, talvolta anche fuori regione, o magari a doversi pagare di tasca propria, prestazioni che dovrebbe essere garantite a tutti dal Sistema Sanitario Regionale. Non è più possibile tollerare dirigenti che vengono premiati solo per aver effettuato tagli indiscriminati, senza proporre soluzioni alternative. Tagliare nell’immediato e promettere la riorganizzazione in un futuro incerto non è accettabile. Ospedale “a norma”, dirigenti “apicali” selezionati in base a competenze certificate e non solo in base all’appartenenza politica, partecipazione attiva della cittadinanza nelle scelte regionali e comunali di politica socio-sanitaria (ospedaliera e territoriale) sono gli obiettivi che dobbiamo perseguire. E’ necessario dare risposte concrete.

E’ necessario avere il coraggio, in taluni casi, di fare un passo indietro rispetto ad alcune scelte “regionali” che sono state precedentemente intraprese; è necessario ridiscutere alcune di queste scelte. “Una nuova sanità per i cittadini è possibile” cita uno slogan che noi condividiamo pienamente. Inutili contrapposizioni tra schieramenti politici e/o tentativi demagogici di addossare la colpa ora a questo ora a quel candidato o partito politico, non fanno altro che allontanare i cittadini dalla politica, quella “buona”, quella portata avanti da persone oneste, quella fatta di una sana e costruttiva discussione che abbia un unico obiettivo comune: una sanità per tutti, costruita intorno alle esigenze del singolo cittadino, una sanità che tenga conto delle singole realtà territoriali in cui il cittadino è al centro delle scelte politiche regionali. Abbiamo bisogno di persone estremamente competenti, preparate ed oneste talvolta nuove ma non necessariamente. E’ necessario avere il coraggio, in alcuni casi, di cambiare anche i “vertici” della sanità, se questi non hanno lavorato bene.

Chi ha lavorato bene è giusto che rimanga. Ma chi non l’ha fatto deve andare a casa ! La valutazione dei dirigenti, prevista per legge, deve seguire criteri di trasparenza, competenza, estrema professionalità, correttezza ed onestà e noi di Obiettivo comune, ci proponiamo, tramite un Osservatorio sulla sanità creato ad hoc, di monitorare affinché tutto avvenga nell’interesse dei cittadini perchè “la sanità è di tutti noi”. Se in passato tale proposta non è sembrata utile, adesso per noi è diventata una priorità. Errare è umano ma la nostra forza è di riconoscere un errore e porvi rimedio immediatamente. L’ospedale “a norma” rende meglio. Le unità operative complesse vanno messe a norma. Solo questo ci permetterà di poter riorganizzare tutti i servizi in maniera tale da garantire “continuità assistenziale” (un medico sempre presente nelle strutture “dove ce n’è bisogno”, a tutte le ore, 24 ore al giorno) maggiore sicurezza per i cittadini e per gli operatori sanitari stessi che ivi lavorano, maggiore qualità e quantità delle prestazioni, maggiore continuità di erogazione delle prestazioni (es: strumentazione complesse, ECO, RM ecc che lavorino tutto il giorno , H24) con il risultato di avere un immediato abbattimento delle liste d’attesa. La politica sanitaria è prevalentemente regionale ma noi possiamo contribuire alle scelte attraverso proposte serie e concrete adattate alla domanda che proviene dal nostro territorio. Noi possiamo e dobbiamo incidere attraverso l’elaborazione di nuovi modelli organizzativi adattati alla nostra realtà locale.

Trasparenza e partecipazione devono essere le parole chiave per accorciare le distanze tra cittadini e amministratori. Una sanità partecipata che permetta di condividere le strategie da parte di amministratori, associazioni di volontariato, comunità locali ed operatori del settore. La salute non è solo assenza di malattia ma un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale (OMS). E il nostro Obiettivo Comune è restituire ai cittadini il loro diritto alla salute.


da Lista civica Obiettivo Comune
Mangialardi Sindaco




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-05-2015 alle 11:40 sul giornale del 16 maggio 2015 - 731 letture

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Tante parole, ma l'assessore alla sanità non è stai un pd?

Tarcisio Torreggiani

16 maggio, 09:37
A cosa servono i gruppi di lavoro sulla Sanità, Se Mangialardi ha sottoscritto tutti i protocolli d'intesa proposti dalla <regione a scapito della Sanità senigalliese?

a fronte di tanti problemi finalmente una proposta concreta: ospedali a norma significa avere strumentazioni adeguate e di nuova generazione, personale Infermieristico, tecnico e medico adeguato e un Responsabile della U.O.C o U.O.D con badget assegnato e a propria disposzione. E' la soluzione del problema




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