Senigallia Bene Comune: rinnoviamo la Fiera Franca di S. Agostino

Senigallia bene comune 14/05/2015 - Uno degli aspetti fondamentali del programma di Senigallia Bene Comune nell’ambito turistico è quello di riportare ai livelli di eccellenza la nostra Fiera.

 Negli ultimi anni l’amministrazione ha avuto solo una visione monetaria su questo evento ed ha pensato solo ad alzare il costo degli spazi per gli espositori che di anno in anno sono diminuiti. Senigallia Bene Comune come primo provvedimento abbasserà questo costo in modo che i commercianti possano decidere di esporre i loro prodotti ed avere un giusto ritorno economico per il loro investimento.

La seconda cosa che andremo a realizzare riguarderà il tipo di prodotti che saranno esposti strutturando un percorso ad hoc. Andremo nel concreto a contattare tutte le eccellenze artigianali del nostro territorio, le aziende agricole e stesso discorso verrà fatto con gli artigiani e le aziende delle altre regioni. Nella nostra visione la Fiera di Senigallia non può essere concepita come un assembramento di bancarelle, occorre la creazione di un vero e proprio percorso che accompagni i turisti e i cittadini senigalliesi verso una visione organica e d’insieme. Immaginiamo la città divisa in distretti produttivi, come il tessile, il calzaturiero, quello del cibo biologico ecc...

Questa nuova visione di gestione della Fiera andrà a rendere superfluo il ruolo della Fiera Campionaria che al momento risulta essere un insieme disomogeneo di aziende inserite in un unico capannone senza un percorso definito e chiaro. La Fiera di Senigallia è un nostro vanto che purtroppo nel tempo ha perso il suo valore. Occorre ricordare che anticamente era meta e crocevia di popoli e culture; le stesse vie del quartiere Porto  (Cattaro, Siria, Samo, Corfù, Smirne, Rodi) ricordano come una volta i mercanti divisi per provenienza prendevano in affitto locali per esporre le proprie mercanzie. In tal senso occorre ancora valorizzare il quartiere del Porto partendo proprio dalla toponomastica che dà senso e significato a questa zona purtroppo ancora non adeguatamente valorizzata.

Le idee messe in campo da Senigallia Bene Comune sono tante e devono avere un unico obiettivo: dalla cultura si possono creare posti di lavoro. Così pensiamo a borse di studio finanziate da banche del territorio per l'idea più innovativa e sostenibile anche in collaborazione con gli istituti superiori; alla creazione di una serata/aperitivo per far incontrare gli artigiani locali ed aziende che propongono strumentazione altamente tecnologiche come il taglio al laser, laser trimminig, 3Dsystem prototiping, ecc..

Occorre un ‘turismo delle attività produttive’ dove dedicare una giornata in cui gli artigiani ed industriali locali incontrano i giovani del territorio, dando loro la possibilità di confrontarsi, conoscersi incentivando così scelte consapevoli nei nostri giovani, con il coordinamento di scuola, università e Informagiovani. La Fiera di Senigallia per sua definizione è l’incontro tra domanda e offerta, è il luogo dello scambio e della condivisione. Non lasciamo che questo evento storico e culturale così caratteristico rimanga in una situazione stagnante e disorganizzata. Occorre riprogettare questo evento attraverso il contributo di tutti nella logica della circolazione delle idee e della creazione di posti di lavoro.

Egidio Cardinale
Andrea Granatiero
Alessandro Pupulin
Cristiano Tombesi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2015 alle 12:54 sul giornale del 15 maggio 2015 - 326 letture

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