Max Fanelli: 'Il vescovo, il buio e il sole'

Max Fanelli 13/05/2015 - Oggi, dopo il mio invito di qualche settimana fa, mi sono venuti a trovare il vescovo di Senigallia ed il parroco di Montignano. Non metto i nomi perché non si sono presentati, al di là del ruolo. lo mi presento, presento la mia storia, la mia situazione attuale, oggi aggravata dal continuo lacrimare del mio occhio destro, unica parte ancora funzionante del mio corpo.

Grande fatica e disagio ad affrontare l'incontro con la mia infermiera speciale Denisa a lavarmi e curare l'occhio continuamente. Si parla delle solite cose: concetto di eutanasia male interpretato, accanimento terapeutico inaccettabile in certe situazioni. Chiedo ai due religiosi cosa ne pensano dell'articolo 2278 del catechismo, ma non avendo risposta chiedo a Monica di leggerlo; strana questa carenza visto che parla di accanimento terapeutico e di legittimità dell'eutanasia riconosciuta come posizione ufficiale della chiesa in certe situazioni incurabili a cui si era riferito anche Papa Wojtyla, quando chiese di interrompere l'accanimento terapeutico nei sui confronti.

Si conviene che oggi la legge dello stato non é aderente né alla posizione religiosa né a quella laica in quanto stipulata nel 1931. Riaffermo che il movimento #iostoconmax vuole solo chiarire questo aspetto ed evitare la transumanza che porta molti italiani ogni anno ad affrontare un viaggio in Svizzera per porre fine alla tortura psicofisica creata da patologie incurabili. Chiedo quindi se mi appoggiano in questa battaglia per una giustizia catto-laica, facendo una foto con me e la cartolina. La risposta, fredda e veloce é negativa. Nessuna foto con me, né con cartolina né senza. Una posizione completamente in contraddizione tra intenzioni e comportamenti, del vescovo e seguito a ruota dal suo prelato.

A quel punto il vescovo, farfugliando una serie di scuse, decide che l'incontro debba terminare e si dirige verso l'uscita frettolosamente. lo cerco di scrivere l'ultima frase al mio pc a controllo oculare, ma l'occhio destro lacrima copiosamente e riesco solo a scrivere "mi spiace", ma il vescovo ormai é fuori dal mio campo visivo, limitato dalla mia disabilità. Il parroco di Montignano al traino cerca di creare un contatto in extremis. Poi scompaiono, si dissolvono completamente dalla mia abitazione senza un saluto cordiale, senza neanche un tocco di mano o un augurio per me e la mia malattia. Non mi era mai capitato. Né con i più assatanati 'comunisti mangia bambini', né con i tanti cattolici che mi sono venuti a trovare, tantomeno con gli squisiti don Giancarlo e don Paolo che sono venuti a farmi visita in questi diciotto mesi di 'via Crucis fuori stagione' della mia patologia inarrestabile.

Ma io la foto ricordo l'ho fatta lo stesso. Eccola, é nera. Nera come il ricordo di questa esperienza. Nera come il buio che spesso crea la luna che si interpone per pochi minuti tra la terra ed il sole. Un buio che non esiste ma che é solo mancanza di luce. La luce della ragione, la luce del sole che non scompare per sempre solo per qualche minuto di eclissi. Un sole che porta la vita e il calore. Quel calore umano che mi circonda, emesso naturalmente dalle tante belle persone che mi sono vicine in questa battaglia per la libertà e che cercherò di contraccambiare fino all'ultimo respiro della mia vita, e grazie alle quali presto avremo una nuova legge sul fine vita. La mia casa è sempre aperta per chi ama e sa lottare. La mia casa è sempre aperta per chi sogna e sa soganare.
Shalom





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-05-2015 alle 14:25 sul giornale del 14 maggio 2015 - 1507 letture

In questo articolo si parla di attualità, senigallia, eutanasia, Massimo Fanelli, Io sto con Max-Sì all'eutanasia

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Detto in due parole.
non capisco