Giorni di riflessione e di festa... alla Pace

13/05/2015 - Un tendone per riflettere e discutere di pace e, per chi ha fede, per pregare. Anche quest’anno è questo lo scopo della tensostruttura montata nel piazzale antistante la chiesa della Pace con un ricco programma.

L’idea è che la pace si costruisce ogni giorno con atteggiamenti e stili di vita quotidiani, concretizzandola nelle scelte che ciascuno è chiamato a fare. L’occasione è la festa di S. Rita, donna veramente di pace e di dialogo, che ha saputo interpretare le fatiche del proprio tempo e darle una prospettiva; che ha sperimentato su di sé la sofferenza, la lotta, la discriminazione, le divisioni e ha saputo intraprendere per sé e per le persone a lei affidate un percorso di cambiamento, di misericordia, di dialogo. E’ per questo che oltre il programma più tipicamente religioso concentrato nel giorno della festa della Santa il 22 maggio e che prevede nella serata precedente una processione per le vie del quartiere della Pace e il giorno stesso la celebrazione dell’Eucaristia sia al mattino sia al pomeriggio con la tradizionale benedizione delle rose, ci saranno altri momenti di riflessione e di impegno: uno teatrale per riflettere sulla droga, una a mo’ di conferenza sul dialogo interreligioso.

Parliamo di libertà dalle dipendenze e di dialogo come strumenti per costruire la pace. Infatti mercoledì 20 maggio alle ore 21.15 la compagnia “Itineraria” – già ospitata negli anni passati – metterà in scena lo spettacolo: “Stupefatto… avevo 14 anni, la droga molti più di me”, con ingresso gratuito. Ai giovanissimi viene correttamente insegnato che la droga fa male, “nuoce gravemente alla salute!”. Loro, crescendo, vedono amici che si divertono usando droghe. Risultano più estroversi e allegri. E qui l’amletico dubbio si insinua nei loro pensieri. Crederanno agli amici? Oppure le giuste raccomandazioni dei genitori avranno la meglio? Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Enrico Comi, lo spettacolo “Stupefatto” con il suo carico emotivo e di informazioni, scardina alcuni luoghi comuni diffusi tra i giovanissimi: “Smetto quando voglio”; “La canna fa meno male delle sigarette”; “Sono droghe naturali”; “Le canne non hanno mai ucciso nessuno”; “Lo faccio una volta sola… per provare”.

Com’è possibile interessare i ragazzi e riuscire a coinvolgerli in una riflessione profonda su questi temi? Ci proviamo anche con il teatro. Venerdì 22 maggio alle ore 21.15 Marco dal Corso, professore degli Studi ecumenici “San Bernardino” di Venezia e redattore della rivista Cem Mondialità, ci aiuterà a entrare nel mondo del dialogo interreligioso con un incontro dal titolo: “L’incontro tra religioni: ragioni e percorsi”. La Chiesa Cattolica definisce quattro forme di dialogo interreligioso: il dialogo della vita, dove le persone si sforzano di vivere in uno spirito di apertura e di buon vicinato, condividendo le loro gioie e le loro pene, i loro problemi e le loro preoccupazioni umane; il dialogo delle opere, in cui tutti i credenti collaborano attivamente per promuovere valori comuni (libertà, giustizia, sviluppo); il dialogo degli scambi teologici, dove gli esperti cercano di approfondire la comprensione delle loro rispettive eredità religiose e di apprezzare i valori spirituali gli uni degli altri; il dialogo dell’esperienza religiosa, dove persone radicate nelle proprie tradizioni religiose condividono le loro ricchezze spirituali. In particolare il dialogo delle opere e il dialogo della vita, a differenza degli altri due, coinvolgono tutti i cittadini, in quanto tali, credenti e non. Coltivare un atteggiamento di dialogo, di apertura, di conoscenza, di rispetto implica anche la possibilità di fare leva su un terreno di relazioni positive per realizzare progetti comuni. Di questo vogliamo essere testimoni.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-05-2015 alle 12:06 sul giornale del 14 maggio 2015 - 585 letture

In questo articolo si parla di attualità, Parrocchia Santa Maria della pace

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