Cameruccio e Cicconi Massi: 'Mangialardi corresponsabile dello sfascio della sanità locale'

Alessandro Cicconi Massi e Gabriele Cameruccio 12/05/2015 - Oggi Mangialardi si sveglia da un sonno politico durato quasi vent’anni e si accorge che tutti i mali della nostra città, in primis sanità e gestione del fiume, siano il frutto della mala gestione del Presidente della Regione, Gian Mario Spacca, solo ed esclusivamente la sua.

Non solo, Mangialardi, indossati i panni del “crociato” anti Spacca, se la prende anche con noi due consiglieri comunali, rei di far parte della lista civica Marche 2020 e pertanto definiti in modo spregiativo “vassalli di Spacca”. In primo luogo rimandiamo al mittente queste volgari ed infamanti accuse: noi non siamo mai stati vassalli di nessuno e la nostra storia politica lo dimostra molto chiaramente, non dobbiamo chiedere grazie a nessun feudatario locale e non abbiamo certo ambizioni politiche importanti che ci portano a chiedere la protezione di qualcuno, come invece ha qualcun altro che da anni cerca affannosamente il cavallo giusto da cavalcare per poter soddisfare la propria brama di successo: ieri Spacca, oggi Ceriscioli, domani chissà?!

Facciamo da anni le nostre battaglie, prima tra tutte quella per la difesa del nostro ospedale e delle strutture sanitarie cittadine: lotta che abbiamo condotto sempre dal lontano 2000 e continueremo a sostenere con tutte le forze, contestando le scelte penalizzanti per Senigallia chiunque sia il Presidente della Regione, Spacca incluso; è per questo che non solo non siamo vassalli, anzi siamo scomodi compagni di viaggio, pronti a far valere sempre le esigenze della città di Senigallia, sbattendo i pugni quando necessario. Quei pugni che il signor Mangialardi in questi anni ha invece purtroppo deciso di tenere sempre in tasca, magari tramutandoli in qualche affettuoso abbraccio o buffetto, rivolto proprio all’amministrazione regionale guidata da Spacca, ma composta in gran parte da autorevoli esponenti del Partito Democratico, guarda caso da sempre la casa politica del nostro primo cittadino.

Certo non si potevano disturbare troppo i vertici regionali, magari rischiando candidature e ruoli di prestigio: vedi la presidenza Anci Marche. Ed allora il sindaco ha accettato supinamente tutto: la mala gestione della sanità e quella del fiume. Come mai in tutti questi 15 anni di impegno diretto di Mangialardi nell’amministrazione della cosa pubblica non ha mai contestato direttamente le decisioni adottate dalla Regione Marche? Non l’ha fatto per una ragione ben precisa: perché quelle decisioni, compresa la cosiddetta “fabrianizzazione della sanità”, sono state prese proprio dal suo stesso partito, il PD. Quindi il sindaco è corresponsabile di tutte le decisioni che la Regione Marche ha preso su Senigallia ed oggi non può disconoscerle e scrollarsi di dosso questa eredità e responsabilità.

La realtà è che la sanità di questa regione è stata gestita da una consorteria di potere politico ed economico composta da PD, cooperative rosse e sindacati conniventi. Non a caso è bene ricordare che l’assessorato alla sanità è stato finora appannaggio esclusivo del Partito Democratico, da ultimo l’assessore Mezzolani e l’assessorato al bilancio, quello che gestisce i cordoni della borsa, è stato saldamente guidato da Marcolini, anche lui alto gerarca PD. Oggi Mangialardi cerca di ricostruirsi una nuova “verginità” politica: ci dispiace caro Sindaco, certe cose una volta perse, non si riacquistano più, nemmeno dopo lunghe sedute di maquillage politico, l’unica soluzione per salvare la faccia è tacere e tenere la linea di un più dignitoso e rispettoso silenzio.


da Alessandro Cicconi Massi e Gabriele Cameruccio
Marche 2020 – Area Popolare




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-05-2015 alle 18:47 sul giornale del 13 maggio 2015 - 388 letture

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