"L'Operà", la nuova rassegna del cinema Gabbiano

06/05/2015 - Al via un'altra rassegna al cinema Gabbiano di Senigallia dal titolo "L'Operà" in cui sarà possibile vedere sul grande schermo quattro rappresentazioni assolutamente da non perdere nei quattro venerdì di maggio, tutti alle ore 21,15.

Quattro appuntamenti che lanceranno la stagione lirica di settembre in cui sarà possibile seguire in diretta dal cinema le Opere rappresentate dai vari teatri del mondo...
- LA BOHEME (dal Festival Pucciniano 2011 di Torre del Lago) - venerdì 8 maggio ore 21,15 - INGRESSO GRATUITO PER TUTTI
- TOSCA (dalla Royal Opera House) - venerdì 15 maggio ore 21,15 - ingresso 8 euro
- IVAN IL TERRIBILE (balletto del Bolshoi) - venerdì 22 maggio ore 21,15 - ingresso 8 euro
- RIGOLETTO DA MANTOVA (regia di Marco Bellocchio) - venerdì 29 maggio ore 21,15 - ingresso 8 euro

LA BOHEME - VENERDI' 8 MAGGIO ore 21,15 - INGRESSO GRATUITO

Il Primo atto si apre con un dialogo tra Marcello, il baritono Luca Salsi e Rodolfo, il tenore Aquiles Machado, che mette in evidenza l’antico conflitto tra arte e realtà. Rodolfo guarda dall’alto della soffitta Parigi e impreca contro il suo caminetto non funzionante, perché né la poesia, né la pittura potranno mai accenderlo. Ecco comparire all’improvviso cibo, legna, sigari: il musicista Schaunard è riuscito a trovare un po' di soldi. 

È la vigilia di Natale  e tutti hanno una gran voglia di festeggiare. L’arrivo del padrone di casa, Benoît, che reclama i soldi dell’affitto, non distoglie Schaunard, Colline e Marcello dall’andare fuori a festeggiare. Rodolfo resta in casa, perché deve terminare un lavoro. Bussano alla porta: è Mimì la dirimpettaia, che non sa accendere il lume che si è spento e che per un malore sviene. Rodolfo si preoccupa e, mentre le offre un po’ di vino, inizia a corteggiarla (“Che gelida manina”), raccontandole la sua storia. Mimì, a sua volta, gli rivela  di essere ricamatrice e povera  (“Sì, mi chiamano Mimì”): insomma si innamorano e decidono di andare al Quartiere Latino per partecipare ai festeggiamenti.     

I personaggi principali sono già tutti in scena. La voce di Luca Salsi (Marcello) si distingue per la potenza e per il timbro chiaro; quella di Aquiles Machado (Rodolfo),  dall'innata musicalità, non delude le aspettative del pubblico quando canta “Che gelida manina”, ma non sempre sale ai vertici nei momenti di grande tensione, effetto a cui contribuisce l’acustica del teatro. Sia Roberto Accurso(Schaunard), che Alessandro Guerzoni (Colline) e Federico Longhi (Benoît) si mostrano tutti interpreti all’altezza del loro ruolo. Presta la voce a Mimì Donata D’Annunzio Lombardi, che, contrariamente a quanto è stato scritto, non debutta nel ruolo, avendolo già sostenuto al Teatro Petruzzelli e a Catania: così la cantante ha tenuto a precisare durante la presentazione del programma del Festival. Padrona del ruolo nel movimento e nel gesto, non sempre ha emozionato la sua particolare vocalità, pur raggiungendo la massima estensione nei momenti più drammatici.

Nel Secondo atto viene introdotto l’altro importante personaggio, Musetta. Anna Maria Dell’Ostela presenta in maniera divertente, esibendo una forte presenza scenica e l’abilità di giocare con la voce. Musetta ha litigato con Marcello: siamo in presenza dell’altra coppia di La Bohème. Per suscitare la sua rabbia, danza con l’attuale cavalier servente e si comporta come una diva. Divertente quando lamenta un bruciore e al “dove?” degli astanti risponde, dopo una sapiente pausa, “al piè”, mostrando il piede con civetteria. I suoi costumi (la costumista è Anna Biagiotti) appaiono notevoli nella moda del primo Novecento e nelle stoffe. In questo atto dà movimento alla rappresentazione la soluzione del regista di portare in scena coro, comparse e i bambini del Coro delle Voci Bianche e nel fare arrivare la banda da fuori palco.

Il Terzo atto si apre con la neve che cade sulla città, che fa presagire il triste evento. L’arte sembra sconfitta dalla realtà: Marcello dipinge l’insegna di un cabaret.  Annunciata da colpi di tosse, arriva Mimì, che confida a Marcello il suo litigio con Rodolfo. Quando questi sopraggiunge, la ragazza si nasconde. Dal dialogo tra i due viene a conoscenza della gravità della sua malattia e, rivelando la sua presenza, decide di lasciare il giovane.

Nel Quarto atto Musetta, entrando nella soffitta dove vivono Marcello e Rodolfo, annuncia l’arrivo di Mimì, che la segue e sta male. Tutti si accorgono della tragica situazione, tranne Rodolfo, che non vuole cedere al destino e canta con strazio e passione. Appena l’opera si conclude con la morte di Mimì, il pubblico, tra cui sono presenti molti giovani,  comunica la sua piena soddisfazione con un caloroso applauso. L’Orchestra del Festival Puccini è stata diretta dal maestro Alberto Veronesi in modo puntuale e con volumi adeguati.

A tutti buona visione!
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2015 alle 15:48 sul giornale del 07 maggio 2015 - 494 letture

In questo articolo si parla di cinema, attualità, cinema gabbiano, senigallia

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