Mangialardi sulla strage di migranti: 'Senza interventi si fa il gioco degli imprenditori della paura'

Maurizio Mangialardi 21/04/2015 - Dopo la tragedia consumatasi a largo delle coste libiche, probabilmente la più grave strage di migranti in mare di sempre, rivolgo più forte che mai l’appello al governo affinché in tema di immigrazione si metta in campo un’azione di coordinamento tra tutti gli attori istituzionali, a partire dall’Unione europea, allo scopo di prendere subito le misure necessarie a fornire adeguata accoglienza e sicurezza, in un quadro di regole certe e definite a tutela sia di chi arriva in Italia che delle nostre comunità.

Senza programmazione, risorse e strutture si rischia solo di fare il gioco degli imprenditori politici della paura, incapaci di trovare soluzioni, ma sempre pronti a ricorrere ad ogni tipo di propaganda xenofoba pur di trasformare l’insicurezza, a volte reale ma più spesso artificiosamente manipolata, in un pugno di voti.

Pratiche che, seppur minoritarie, ci capita a volte di riscontrare anche nella nostra città, dove nonostante i radicati valori di solidarietà e tolleranza, sono diversi (persino alcuni sedicenti moderati) ad attaccare il prezioso lavoro di accoglienza svolto dalla Caritas diocesana o a strumentalizzare un tema delicato e complesso come quello dei cosiddetti parcheggiatori abusivi, che magari alcuni preferirebbero sapere affogati in mare piuttosto che vederli agli angoli di una piazza. Gli stessi dell’ipocrita “non sono razzista ma…”, quelli che oggi si commuovono di fronte al dramma e da domani torneranno a provare fastidio verso i sopravvissuti.

Sono dunque necessari interventi urgenti, perché siamo in ritardo di oltre vent’anni e perché la portata dei fenomeni migratori, considerate le numerose crisi internazionali, può seriamente aggravarsi. Il rischio è di assistere impotenti alla crescita dei fenomeni di razzismo, di alimentare l’assuefazione verso le ingiustizie e le tragedie come quella di ieri, di derubricare a semplice cronaca la perdita di centinaia di vite, ma soprattutto, peggio ancora, di porre le basi di una società priva della pietà cristiana, indifferente non solo al dramma di chi soffre, ma anche al proprio futuro.


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-04-2015 alle 12:33 sul giornale del 22 aprile 2015 - 816 letture

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Luigi Alberto Weiss

21 aprile, 16:47
Il silenzio, spesso, è più efficace di tanta retorica indirizzata a scopi elettoralistici locali. Anch'esso serve a dare la misura di un politico.

Credo ci sia un errore grave in questa comunicazione, perchè dà il fianco a grottesce interpretazioni come quelle che leggo in questi giorni che associa chi non vuole più vedere i parcheggiatori abusivi con chi (in teoria) non nutre umana tristezza e compassione con quanto è successo e sta succedendo nel mar Mediterraneo.
Che una volta era "Nostrum", e che ora è solo una imbarazzante vergogna per chi non riesce o non vuole risolvere i problemi delle altre sponde e lascia noi in prima linea a sbrogliare in qualche modo la matassa.