Urbanistica, Senigallia Bene Comune: 'Altro che ambiti di riqualificazione…uno scempio a cielo aperto'

18/04/2015 - Il comune a ridosso delle elezioni e dunque in piena campagna elettorale si appresta a rimediare agli errori di questi anni soprattutto in tema di urbanistica della città murata facendo convegni riguardanti un Piano strutturale di conservazione e valorizzazione del sistema delle mura della città.

E’ notizia di questi giorni l’approvazione di questo Piano,  presentato in mediateca lo scorso 2 aprile dove si spendono parole importanti ‘sulla città di lungo corso e sulla città bella’.

Le ‘parole sono pietre’ scriveva Carlo Levi, le stesse pietre delle mura storiche a ridosso del Bastione Rodi che ricordano ciò che non è stato fatto…altro che ‘città bella’…uno scempio a cielo aperto che tutti i cittadini possono vedere se passeggiano lungo via Rodi o via Annibal Caro.

Correva l’anno 2004 quando l’architetto Pierluigi Cervellati, nell’agosto di ben 11 anni fa, consegnò la sua relazione generale, del Piano Particolareggiato per il Centro Storico, che venne poi approvata con la delibera del Consiglio Comunale n. 89 del 2009 (Giunta Angeloni).

Per chi non avesse più memoria all’epoca dell’approvazione del nuovo Piano Particolareggiato era assessore all’urbanistica Maurizio Mangialardi  e vice-sindaco, l’attuale assessore all’urbanistica, Simone Ceresoni.

In quel documento, che ricordiamo è ancora vigente per tutti cittadini che nel centro storico vogliono ristrutturare la propria abitazione, si dice chiaramente che tutta la progettazione e l’organizzazione degli spazi è volta, ‘alla tutela e valorizzazione delle mura urbiche’.  In particolare l’articolo 27 delle norme tecniche di attuazione dice che “…nell’’ambito delle mura storiche con relative aree di verde di rispetto si dovrà prevedere la possibilità di un percorso di uso pubblico e che  le fasce di rispetto laterali sono inedificabili e devono essere mantenute a verde”. 
Eravamo nel 2009.

‘Le parole sono pietre’ quelle mai restaurate e valorizzate di questa parte così importante della città…e che ora con molto ritardo ci si appresta a ‘sistemare’ con un nuovo Piano di valorizzazione. Il Piano però c’era e c’è ancora e allora perché riparlare ancora di azioni che dovevano essere fatte prioritariamente diversi anni fa?

Ora, nel 2015, qualsiasi cittadino può osservare che la situazione in particolare nella zona denominata  Bastione Rodi non è proprio come prefigurata. Ricordiamo che quest’area così importante insiste sulle mura storiche, sulla cinta murata che l’architetto Cervellati voleva salvaguardare ‘in prima istanza’ attraverso una ‘politica tesa a rendere leggibile all’interno come all’esterno  il perimetro murario.”
Se ci affacciamo su via Annibal Caro o su via Rodi lo spettacolo a cui si assiste è ben altro.  Abbiamo in realtà un edificio ormai fatiscente, uno scheletro di cemento  a ridosso delle mura che purtroppo rimarrà lì non si sa ancora per quanto.

Senigallia Bene Comune si domanda come sia stato possibile arrivare alla costruzione di un tale edificio proprio a ridosso delle mura. Come mai la Soprintendenza ha autorizzato una costruzione così imponente, vicinissimo al perimetro storico  e perché l’amministrazione comunale ha permesso tutto ciò? Riteniamo che non sia  solo un problema di crisi economica o di sostenibilità del progetto.
Riteniamo invece che non ci sia stata lungimiranza proprio nella fase attuativa  che attiene al governo di una città. Dov’è allora la salvaguardia del verde? Dove l’inedificabilità a tutela e valorizzazione del percorso storico? Dov’è la leggibilità del perimetro murario? Dove le strategie della città  ‘città bella’?

‘Le parole sono pietre’ e le chiacchiere stanno a zero perché tutto ciò che è stato progettato e approvato nel lontano 2009 doveva essere fatto e fatto bene.
Parlare adesso (e a ridosso delle elezioni) di un  Piano Strutturale di conservazione e valorizzazione  francamente è come chiudere la stalla a buoi scappati. Sembra far finta che il passato progettuale non ci sia mai stato. E invece i documenti ci sono e dicono che la riqualificazione e la valorizzazione doveva e poteva  essere fatta  in un certo modo ma ciò che si vede è ben altro.

C’è un Piano Particolareggiato, approvato e che ha come suo primo obiettivo ‘ la città murata e le aree ad essa tangenti’.  Al suo interno sono state stabilite quattro aree di riqualificazione urbana due in particolare riguardano e interessano le mura storiche.

Che fare allora? Nell’area Ex Arena Italia si costruirà un altro edificio? Il bastione Rodi è un’incompiuta di cemento e impalcature pericolanti, le mura urbiche non sono ancora né visibili né valorizzate…
Non sbagliava l’architetto Cervellati  quando affermava, sempre nella sua relazione generale approvata in consiglio, che ‘non sarà possibile  nei tempi medi ricostituire e restituire l’assetto originario della zona del Porto…tuttavia, si possono migliorare non poche cose. In prima istanza occorre salvaguardare la mura’.(p.105 Relazione Generale PPCS)

Per Senigallia Bene Comune il tempo è passato e purtroppo ciò che ci ha restituito l’amministrazione attuale non ci piace e vorremmo qualcosa di diverso per i cittadini.
Noi tutti vediamo ben altro, che di fatto stride  con quanto scritto e approvato dal consiglio comunale di sei anni fa; l’unica cosa che è rimasta è la perfetta continuità dei politici attualmente presenti: loro c’erano e ci sono ancora.

Occorre fare memoria di ciò che è stato fatto e ciò che è stato promesso, delle parole scritte e pronunciate ieri e ora; occorre attenersi ai documenti e al merito delle cose. Questo è lo stile politico che ci piace fare e attuare se saremo eletti dai cittadini.
 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2015 alle 23:48 sul giornale del 20 aprile 2015 - 1064 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, Senigallia Bene Comune, Piano strutturale di conservazione e valorizzazione del sistema delle mura della città

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L'edificio in questione, da un punto di vista architettonico, appare più come una piccionaia che un intervento serio di riqualificazione in sintonia con il contesto nel quale si trova. Chi lo ha progettato e chi lo ha approvato si deve "vergognare" per lo "scempio" che hacontribuito a realizzare. E non è il solo. Basta pensare, per esempio, a Piazza Del Duca come era e come è e a quel gioiello che era, e che non è più, il Teatro la Fenice...!!!!

In effetti quello sul bastione e' un "muraglione" non proprio elegante da vedere, soprattutto adesso che il cantiere e' ancora fermo.
Per gli esempi che fa invece "LaCassandra" prima di me (bel nome) c'e' anche da dire che Piazza del Duca e' diventata in questa sua nuova veste uno spazio apprezzato dai tanti bambini con famiglia che lo prendono d'assalto ogni fine settimana, quindi com'e' ora funziona.
Sulla Fenice sfondi una porta aperta, ma ricordiamoci che grazie/per colpa di quel cantiere abbiamo ritrovato una area archeologica interessante ed importante.
Poi certo,il teatro era meglio prima per come era dentro, ma fuori era pur sempre un casermone: adesso risalta di piu' solo perche' ' stato "spostato in alto" per liberare spazio proprio per l'area archeologica.




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