Massaggi cinesi hard: niente libertà per il proprietario accusato di prostituzione

10/04/2015 - Nell'ambito dell'attività di indagine che ha condotto il personale Commissariato di Polizia di Senigallia all'arresto di due cinesi e alla denuncia di altri soggetti, anche italiani, ritenuti responsabili del reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, svolto all'interno di due centri massaggi gestiti da cinesi, si è tenuta l'udienza presso il tribunale del riesame di Ancona.

Nell'occasione facendo seguito all’istanza del difensore del cinese arrestato, J.M. tratto, il Tribunale ha rigettato ogni richiesta di liberazione ed ha confermato sostanzialmente l’impianto accusatorio che ritiene che l’uomo fosse pienamanete consapevole delle attività di prostituzione svolta all’interno del centro massaggi e che ne curasse anche la gestione economica nonostante non fosse formalmente il titolare del centro massaggi, come tra l’altro emerso di seguto alle attività di indagine che hanno consentito di ascoltare numerosi testimoni che hanno confermato di aver pagato nelle mani dell’uomo.

Per questi motivi è stata confermata la misura degli arresti domiciliari. Nel frattempo proseguono le attività di accertamento che hanno consentito di risalire ad altri soggetti, professionisti e pensionati, anche residenti in comuni o province limitrofe, che sono risultati essere clienti dei centri massaggi e che hanno confermato la tipologia di prestazioni rese, anche senza alcuna esplicita richiesta, da parte delle donne cinesi impiegate all’interno dei centri massaggi, a conferma che tale modo di fare risultava assolutamente consueto.







Questo è un articolo pubblicato il 10-04-2015 alle 18:12 sul giornale del 11 aprile 2015 - 1579 letture

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