Tenta di sfondare un portone ed aggredisce i carabinieri, arrestato e rimesso in libertà un macedone

Giustizia, tribunale 04/04/2015 - I carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile, diretti dal Tenente Antonio De Santis, hanno arrestato per i reati di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale un operaio macedone, regolare sul territorio, di 24 anni.

Sabato mattina il giovane A.A., in stato di agitazione e per futili motivi, dopo aver danneggiato il portone d’ingresso di un appartamento, è stato notato dalla pattuglia intervenuta prontamente su segnalazione di un cittadino, mentre tentava di “sfondare” anche l’ingresso dell’appartamento in uso ad una studentessa e lavoratrice nata in Ucraina di 21 anni.

Mentre i carabinieri tentavano di riportare la calma e di fare desistere il ragazzo dal suo intento, il 24enne si è scagliato contro loro minacciandoli e colpendoli con calci, pugni e morsi. Bloccato con l’aiuto della pattuglia di Marzocca e caricato, con non poca fatica, in macchina il macedone è stato dichiarato in arresto ed accompagnato davanti al giudice.

Il Tribunale di Ancona, nella stessa mattinata, ha convalidato l’arresto e rimesso in libertà in attesa di giudizio. I militari operanti hanno riportato entrambi delle lievi lesioni.





Questo è un articolo pubblicato il 04-04-2015 alle 14:11 sul giornale del 07 aprile 2015 - 1057 letture

In questo articolo si parla di cronaca, carabinieri, tribunale, giustizia, Sudani Alice Scarpini, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale, articolo

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Convalidato l'arresto e rimesso in libertà!!!!

ice25 Utente Vip

06 aprile, 00:13
Anche se non pubblicavate l'articolo nemmeno a farci inc.........

Vitale Vitaliano

06 aprile, 16:38
Copio incollo il mio commento del 4 Aprile all'articolo inerente un albanese arrestato: tanto vale anche per questo articolo e sicuramente per molti altri a venire.

"Siamo stanchi del buonismo di certa gente che ci riempie l'Italia di delinquenti.
Se qualcuno è veramente interessato ad ospitare queste persone lo faccia a casa sua e a propria cura e spese.
Non si può obbligare un'intera comunità a sobbarcarsi l'onere economico e sociale di dover mantenere e convivere con certa gente."