Trecastelli: una cooperativa di agricoltori gestisce museo, ufficio turistico e biblioteca

villino romualdo 01/04/2015 - Tutta la vicenda che ha portato all’annullamento del bando pubblico per la gestione del Villino Romualdo – museo, ufficio turistico, biblioteca – merita di essere raccontata nei dettagli: un caso di scuola su come non dovrebbe essere gestita la cosa pubblica.

Dopo che per anni il comune di Ripe ha proceduto a proroghe su proroghe sempre allo stesso soggetto, con continui rifinanziamenti senza reali verifiche sulla qualità del servizio offerto, senza bandi o procedure pubbliche, con l’avvento del comune di Trecastelli, su pressione delle opposizioni, arriva in consiglio comunale un atto di indirizzo che comprende tra l’altro l’avvio di una indagine di mercato per individuare il soggetto più idoneo a gestire tale struttura. In realtà già si capiva che l’amministrazione non aveva proprio le idee chiare in tema di turismo, perché la proposta originaria dell’amministrazione comprendeva anche alcune amenità, come ad esempio la chiusura di museo e ufficio turistico nei giorni festivi, scelta dissennata per un servizio rivolto appunto a visitatori e turisti. Su iniziativa delle opposizioni consiliari tale stortura viene corretta e l’atto viene approvato all’unanimità. Un atto di fiducia da parte nostra, con la speranza che, grazie ad un bando pubblico, prevalgano imparzialità e correttezza dopo anni di scelte che è difficile non definire clientelari.

A Novembre 2014 esce il bando. O meglio: “esce” è un eufemismo perché il bando è per settimane quasi introvabile, non presente né nella home page del sito istituzionale del comune, né nella sezione bandi, nascosto nei meandri. Il consigliere Peverelli segnala questa anomalia e a meno di una settimana dalla scadenza, il bando è finalmente visibile nella home page istituzionale. Il consigliere Peverelli chiede anche una proroga dei termini di presentazione delle domande, visto l’evidente disservizio, ma la proroga alla scadenza per la presentazione delle domande, prevista per il 10 dicembre 2014 non viene concessa. Il bando inoltre conteneva alcune cose interessanti: si chiedevano 4 operatori e gli operatori in servizio erano appunto 4. Si chiedevano due laureati e dei 4 operatori in servizio 2 erano laureati. Si chiedevano la laurea in conservazione dei beni culturali e lettere e questi erano esattamente i titoli posseduti dagli operatori in servizio. Non si chiedevano titoli quali ad esempio guida turistica, plausibile per un servizio turistico.

Guarda caso nessuno degli operatori in servizio aveva tale titolo. Potremmo anche continuare, ma per farla breve: un lavoro di sartoria – si potrebbe ironizzare – un vestito su misura. Inoltre il bando elaborato dal funzionario conteneva anche un elemento di evidente illegittimità, perché non rispettava una delle direttive contenute nella delibera di consiglio, ossia la responsabilità per la custodia dei quadri del museo, drasticamente ridimensionata, che restava in gran parte a carico del comune invece di essere affidata al vincitore del bando, come deliberato. E’ evidente che un dipendente comunale non può contraddire quanto stabilito in un atto di indirizzo approvato dal consiglio comunale. Bando seminascosto, niente proroga dei termini di presentazione delle domande, risultato: un solo soggetto, oltre ai gestori di sempre, presenta domanda. La commissione giudicatrice lavora alacremente, immaginiamo, ma sorprendentemente la proroga che non è stata concessa a dicembre per i candidati, viene concessa a gennaio dal funzionario, ma non ai potenziali partecipanti, ma ancora una volta alla pro loco, gestore del servizio. E anche stavolta illegittimamente, perché la delibera di consiglio era chiara ed indicava la data precisa del primo febbraio come tempo per l’avvio della “nuova gestione”.

Tutta questa vicenda ha un epilogo durante l’animata seduta del consiglio comunale del 24 marzo 2015, dove viene deliberato, in mezzo ad un aspro dibattito, l’affidamento diretto di tutti i servizi alla cooperativa Undicesimaora, che non aveva partecipato al bando, che persegue fini condivisibili e moralmente nobili, si occupa infatti di reinserimento socio – lavorativo di soggetti svantaggiati, prevalentemente nel settore agricolo: una cooperativa di agricoltori che gestisce museo e biblioteca? Tale cooperativa svolge marginalmente attività culturali. Ma un dubbio sorge spontaneo: non è che dopo tutto questo giro ci ritroviamo ancora una volta gli stessi operatori? In tal caso la pratica del clientelismo acquista nuovi significati e compie un salto di qualità. Ma noi continueremo a vigilare non solo sugli aspetti politici, ma anche legali, al fine di favorire una più corretta gestione della cosa pubblica.

Giuseppina Fattori - Lista civica Solidarietà Partecipazione
Nicola Peverelli – Lista civica Trecastelli ai cittadini





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-04-2015 alle 10:00 sul giornale del 02 aprile 2015 - 1362 letture

In questo articolo si parla di politica, Villino Romualdo, capigruppo di opposizione e piace a Fante

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Laura

01 aprile, 21:58
"Si chiedevano due laureati e dei 4 operatori in servizio 2 erano laureati" Sì, direi ...imbarazzante, disdicevole e scandaloso!!!! Quando la minoranza inizierà a fare Informazione e opposizione anziché scrivere "romanzi d'autore"??

Le coincidenze, a volte...

Luisa

02 aprile, 23:25
Questa storia è vomitevole, senza vie di mezzo. Però sono stata più volte al museo, e i ragazzi che ci lavorano si impegnano come se Nori de' Nobili fosse una della loro famiglia (non viene citata nell'articolo, ma sono suoi i quadri custoditi nel villino). Loro hanno un approccio col visitatore che raramente si vede in un qualunque museo dove invece lavorano persone messe lì per doveri meramente cartacei, e pure questo mi pare un bel paradosso. Non mi è più chiaro se "Svantaggiato sociale" sia l'appellativo da riservare solo a chi alla fine finisce a lavorare nei musei, o proprio all'arte stessa, svantaggiata, ostacolata, affatto amata. Non è discriminazione, morissi adesso se lo è, però andate a fare un giro al museo, osservate l'atteggiamento degli operatori, noterete che ...ci sono! Non solo come marionette o impiegati, ma come intelligenze al servizio del passante, e non mi pare una cosa da niente.

Partendo dal romanzo d'autore siamo finiti al falso d'autore. Ci può stare.