Smatellata organizzazione criminale, gestiva un giro di prostituzione tra Falconara e Montemarciano

sfruttamento della prostituzione 18/03/2015 - ll gip Antonella Marrone su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Rosiario Lioniello ha attuato mercoledì mattina la custodia cautelare in carcere per Jon "Kajak" e Constantin Taraivan e Andra Silvia Jitareanu. Il sodalizio criminale gestiva la prostituzione tra Falconara e Montemarciano, né mancava la tratta di schiave del sesso. A mettere a segno l'operazione gli uomini della Squadra Mobile di Ancona.

Il gip Antonella Marrone su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Rosario Lioniello ha attuato mercoledì mattina la custodia cautelare in carcere per tre romeni e l’obbligo di dimora per un cittadino italiano che amministravano un giro di prostituzione internazionale. Un quinto uomo, romeno, è al momento ricercato. I reati contestati sono sfruttamento aggravato della prostituzione, tratta di esseri umani e favoreggiamento.

Sono stati necessari quattro mesi di intercettazioni, appostamenti e pedinamenti lungo la strada statale 16 tra Marina di Montemarciano e la raffineria Api di Falconara, alla Squadra M obile di Ancona, diretta dal Dott. Giorgio di Munno, per mettere in manette un’intera organizzazione criminale che gestiva la prostituzione tra Marche ed Emilia-Romagna. Si tratta dei cittadini romeni già noti alle cronache Jon “Kajak” – dal nome del suo mito, un boss rumeno morto ammazzato - e Constantin Taraivan (di 32 e 34 anni), della giovane manager del sesso Andra Silvia Jitareanu (classe 1992) - arrestata a Perugia e finita in manette per gli stessi reati meno di un anno fa - e di un cittadino italiano che si sarebbe offerto come tassista alla banda con la sua auto, favorendo così l’attività illecita. Su Costantin diventa effettivo anche il mandato di arresto europeo (MAE) diramato dall’Interpol per il reato di “tratta di esseri umani”. Gestiva infatti una sorta di import-export di “schiave”. Le ragazze – tutte ventenni romene – gestite da Constantin sarebbero state fatte transitare dalla Romania in Francia, mentre le altre arrivavano con pullman di linea direttamente a Bologna, sede logistica dell’attività, per poi essere smistate verso il capoluogo marchigiano.

I tre uomini romeni sarebbero stati in grado di esercitare sulle giovani donne una forte pressione psicologica sulle giovani donne semplicemente con la loro fisicità criminale, a cui si aggiungevano le minacce di morte a loro e alle loro famiglie. Un giro d’affari ingente, dell’ordine di 1500 euro a settimana per ognuna delle trenta ragazze individuate nel corso delle indagini. Queste cifre sarebbero andate quasi interamente in mano ai malviventi, mentre alle ragazze sarebbe rimasto un 5% del guadagno. Sebbene l’esercizio avvenisse più frequentemente sulla strada, alle richieste del cliente, Andra Silvia era in grado di offrire una tra tre diverse sistemazioni in appartamento, potendo scegliere tra due in affitto a Falconara e a Marina di Montemarciano e uno di proprietà alle Tavernelle di Ancona. Alcune ragazze sono state spostate in altre regioni o rimandate a casa dai criminali quando si sono sentiti in pericolo, mentre quelle rimaste sono state sistemate nelle strutture adibite alla loro accoglienza.

 

di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 






Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2015 alle 13:28 sul giornale del 19 marzo 2015 - 1628 letture

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Francostars

18 marzo, 16:04
In ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali. La risposta è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

Non sono d'accordo con Francostars,penso, e le cronache lo dimostrano, che la schiavitù del sesso a pagamento sia molto diffusa, specialmente fra le prostitute straniere. Credo che il fare la prostituta per una donna dell'Est Europa, del Sudamerica o dell'Africa non musulmana, spesso non sia sentito come particolarmente degradante, quindi spesso vengono in Italia con la precisa intenzione di fare quell'attività. quasi sempre però sono in mano a sfruttatori e violenti.
Ripeto, non lo dico io, ma sono fatti continuamnte riportati dalla cronaca locale e nazionale.

Le donne italiane ovviamente conoscono meglio il paese ove vivono e possono difendersi andando dalle Autorità.
Le schiave provengono dall'Europa dell'Est, dall'Africa, dall'america del Sud, .... da tutti i paesi ove c'è povertà e necessità di emigrare poi dei criminali di quegli stati ed italiani fanno il resto sui nostri marciapiedi.
Per superare il problema della prostituzione si dovrebbe rivedere l'attuale normative e permettere questa attività all'interno di regole mentre per chi la pratica, sotto minaccia o volontariamente, deve essere sanzionato insieme al cliente (od alla cliente visto che esiste anche la prostituzione maschile). Nei casi di minacce i "magnaccia" dovrebbe essere condannati a pene esemplari. ... Così forse qualcosa potrebbe cambiare.

Francostars

21 marzo, 12:22
@le_colporteur. Ti sbagli. Questi fatti di cronaca sono riferiti a quella bassa percentuale di schiavitù presente nel nostro Stato. In più, bisogna verificare se tali minacce sono fondate o meno, siccome le stesse professioniste, aiutate da tali organizzazioni, possono benissimo essere accusate di agevolazione reale di reato.
Anche le straniere possono andare alle Autorità per denuciare il proprio stato di schiavitù. Non pensare che le italiane siano tutte ricche ed intelligenti. In effetti, io mi riferivo a quelle donne che non si sognerebbero mai di prostituirsi e vengono minacciate di morte assieme ai familiari rispettivi. Perché abbiamo rarissimi casi simili in cui le nostre connazionali non cadono vittime di tali condizioni, persino all'estero? Come si spiegano i fatti in cui i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le feste pasquali e natalizie, anche nelle località affollate da turisti? Perché quasi tutte le meretrici sono sulle strade con un telefonino a propria disposizione ed anche un'autovettura? Il tutto spiega la questione che la schiavitù del sesso a pagamento esiste, ma non è diffusa.
Spero di essere stato chiaro in merito.

Commento modificato il 22 marzo 2015

E fortuna che hanno smantellato tutto, stasera sulla nazionale ne ho contate 14 fra marzocca e senigallia centro, bel lavoro per la stagione estiva facciamo il pieno, così i turisti del sesso sono felici e contenti

Gentile Francostars sicuramente esistono delle donne italiane vittime della schiavitù sessuali e dei rackets ma conoscendo il paese e la lingua per loro è più facile denunciare ed uscire mentre così non è per donne che provengono da paesi poveri.
In effetti quando si parla di prostitute sulla strada non si citano mai nazioni come la Germania, la Francia od i paesi scandinavi ma sempre donne romene, ucraine, nigeria, ..... cioè di stati poveri.
Ora che in argomento ci sia ipocrisia e che durante le feste religiose gli uomini italiani preferiscono servirsi di quello che trovano a casa posso essere d'accordo ma che non esistono vittime della tratta no.
Sono comunque favorevole all'apertura di casa chiuse con controlli sia sanitari sia circa la libera scelta effettuata da parte delle varie addette. Nel caso chi sarà sorpreso con prostitute donne od uomini non regolarizzate deve essere sanzionato pesantemente. Forse così se no sarà superato il problema sarà comunque controllato. Niente non è.