Barbara: a teatro Festa della Barbaresità con il poeta Aloisi

renato aloisi e sara giuliani 18/03/2015 - L’appuntamento è fissato per venerdì 20 marzo, alle ore 21. La manifestazione è nata come presentazione di ‘Chi io sono!’ Poesie di Renato Aloisi. Si sta sempre più traducendo in Festa della Barbaresità.

“Tutti a teatro” è lo slogan. Complici il “poeta”, il “monsignore” (Umberto Mattioli), il “regista” (Mario Tinti) e la “meglio gioventù” (dai 6 ai 90 anni e più), il Cinema – Teatro ‘Odeon’ di Barbara si trasformerà in passerella dei talenti, dei personaggi, della forza viva e della voglia di rilanciarsi della comunità. Lo ribadisce l’ispiratore e capocordata dell’evento: il sindaco Raniero Serrani, primo cittadino e primo innamorato del proprio paese : “Si tratterà di sentito evento socialmente rigenerante, nel segno del comune sentire ed agire solidale.”

Per questo tanti sono stati gli inviti diramati e tante sono le personalità attese alla manifestazione, in testa alle quali l’avvocato Luca Antonietti, Patrizia Gallinelli (autrice della prefazione), la dottoressa Sara Giuliani (a cui si deve l’introduzione), i professionisti e i volontari operanti nel settore della disabilità (tema che verrà ampiamente dibattuto e ricondotto alla ‘bella’ profondità della diversità, dell’alterità e della solidarietà). La Presentazione si aprirà con l’entusiasmo degli alunni della Scuola Primaria ‘Aldo Fiorini’ di Barbara: istituzione cittadina per antonomasia, sempre pronta a far rombare il “motore di cultura”, come sottolinea il dottor Umberto Migliari, dirigente dell’Istituto Comprensivo Ostra.

‘Motore’ di tutte le età, visto che a calcare le assi saranno anche ex gli scolari, a cominciare da quelli di settanta anni fa, per una concertata rete intergenerazionale sempre più cosciente e motivata. La ‘passerella’ (quasi un ‘Festival di S.Barbara’) proseguirà con i musicisti, i rappresentanti dell’associazionismo cittadino e lo scintillio ironico e autoironico del ribattezzato ‘genio barbaro’. L’autore proverà (ma sarà dura) a starsene quanto più in disparte, solo contento di far “percepire il rumore del mondo e i sentimenti degli uomini, trasformati in versi filtrati dall'anima”. Gli attori-lettori cercheranno di sbrogliare il “groviglio di emozioni”, di contenere nonché indirizzare la “valanga di sentimenti e di riflessioni”, di ridestare negli astanti i “valori solitamente oggi sopiti ed obsoleti”.

La dimensione insopprimibile della memoria scaturirà nostalgica e triste ma anche portatrice di energia reattiva ed orgogliosa, “cogliendo la lacrima e raccontando il sorriso”, tra riferimenti colti, recuperi arcaici e sorgive irruenze dialettali. Sulle assi sarà viva schermaglia: si affronteranno i concreti drammi vitali, le incomprensioni della difficile convivenza, il coraggio del respiro pubblico dei sentimenti che “riflettono l’eterno”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2015 alle 11:28 sul giornale del 19 marzo 2015 - 1636 letture

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