Disoccupazione e chiusura delle imprese: Cna, 'Serve un piano di rilancio'

andrea riccardi 11/03/2015 - I dati impietosi, resi noti in questi giorni, relativi alla disoccupazione sono anche una conseguenza della chiusura di molte imprese del territorio.

“Dallo studio che abbiamo condotto – spiega Andrea Riccardi, segretario della Cna di Ancona – nel 2014 hanno chiuso, tra artigiani e commercianti, ben sette imprese al giorno. Considerando che il tessuto produttivo marchigiano si compone per oltre il 90% da piccole e medie imprese, si capisce che la sacca di disoccupazione proviene da imprese che hanno cessato la loro attività e da tutte quelle realtà che, in seguito all’aumento dei costi e alla riduzione dei fatturati, hanno limitato le assunzioni e in molti casi dovuto licenziare il personale”. Secondo la Cna di Ancona si deve ripartire da un forte sostegno all’impresa e da politiche volte a rilanciare i consumi.

“Il settore pubblico da tempo ha chiuso i rubinetti delle assunzioni – continua il segretario della Cna – e anche altri settori economici, fino a qualche anno fa approdo di molti giovani neolaureati, hanno ridotto l’organico o adottato strumenti come la cassa integrazione. Inoltre, il problema è il tipo di disoccupazione che si sta generando, perché la generazione dei laureati o diplomati, ricchi di idee innovative e di voglia di fare, non trovando lavoro, perde l’opportunità di iniziare il naturale percorso di crescita personale e professionale. Quando poi la crisi lascerà il posto alla ripresa, saranno loro ad essere penalizzati da anni di occupazione precaria o di inoccupazione. Altro dramma sono poi gli adulti che perdono il posto e non trovano un nuovo lavoro e devono essere aiutati a trovare un’occupazione che possa far crescere le imprese grazie alle loro esperienze e conoscenze maturate in anni di attività”.

Il segretario della Cna del capoluogo cittadino lancia un accorato appello alle Istituzioni: “Le imprese hanno intenzione di assumere, ma devono essere messe nelle condizioni di poterlo fare. Si devono incentivare le assunzioni anche con sgravi legati alla tassazione locale e si devono creare tutte le condizioni ottimali per dare la possibilità ai giovani di avviare un’attività nel territorio”. Ad avviso di Andrea Riccardi della Cna di Ancona, uno dei fattori che hanno reso forte il territorio è stato, nel passato, il passaggio di lavoratori da un’azienda all’altra: “Ogni trasferimento si portava appresso esperienza e professionalità e le imprese crescevano grazie al capitale umano, mentre le condizioni di precarietà odierne non permettono a coloro che hanno la fortuna di avere un lavoro di provare a cercare un’altra soluzione”.

“Quando studiavo all’Università di Bologna – conclude Riccardi – già a fine degli anni ‘90 si prospettava una crisi che sarebbe iniziata a partire dal 2002. Negli ambienti accademici bolognesi si era quindi previsto con largo anticipo la crisi, ma mai si sarebbe immaginato che durasse così a lungo. Ad intervenire devono essere le Istituzioni nazionali con politiche volte a favorire le imprese e le famiglie”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-03-2015 alle 12:55 sul giornale del 12 marzo 2015 - 598 letture

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